MONICA CONTRAFATTO COME HA PERSO LA GAMBA?/ Attentato: “Mi reputo fortunata”

- Raffaele Graziano Flore

Monica Contrafatto, come ha perso la gamba? Nel 2012 l’attentato durante una missione in Afghanistan: “Lo scoppio della bomba e l’onda d’urto: poi nessun dolore ma ricordo tanto sangue e…”

Monica Contrafatto, l'atleta paralimpica azzurra
Monica Contrafatto, l'atleta paralimpica azzurra (Web, 2021)

Monica Contrafatto, ospite a Verissimo, “L’esercito e il mio primo amore. Ci hanno buttato delle bombe mortaio e una ha ferito me. Posso dire di essere fortunata, tu non ti rendi neanche conto di quello che sta succedendo.” Ma come ha reagito una volta compreso quanto le era accaduto? “Sono una persona positiva, guardo sempre il bicchiere mezzo pieno. – ha spiegato la Contrafatto – All’inizio mi è dispiaciuto di aver lasciato i miei colleghi lì sul campo, non tanto che avessi perso la gamba. Ho pensato subito alle paralimpiadi: dissi che appena avrei potuto mettere la protesi da corsa, avrei iniziato la mia carriera. È bellissimo!” ha ammesso. (Aggiornamento di Anna Montesano)

MONICA CONTRAFATTO E LA GAMBA PERSA PER UNA BOMBA

Dall’Afghanistan… all’Afghanistan, passando per Tokyo: è questa la storia ma pure l’emozionante parabola di Monica Confrafatto l’atleta paralimpica siciliana medaglia di bronzo alle recenti Olimpiadi e salita all’onore delle cronache per quella inaspettata e commovente dedica proprio a quel Paese che, durante una missione militare in cui era coinvolta, le è costata l’amputazione di una gamba. Ma cosa era accaduto nel 2012 e in quali circostanze l’atleta che è salita sul gradino più basso del podio nella gara dei 100 metri T63 in Giappone (facendo conoscere la sua storia a tutti) ha perso l’arto.

“L’Afghanistan è il Paese che mi ha tolto una parte di ma in realtà mi ha regalato emozioni e una nuova vita”: queste le parole a caldo di Monica Contrafatto dopo la sua impresa sportiva, quasi a ricordare che in fondo la sua seconda vita è iniziata proprio in quel Paese e che da lì è nata la sua determinazione per intraprendere un nuovo percorso non solamente umano (“la mia vita ora è fighissima”) ma anche sportivo. La sua infatti è una storia di coraggio e comincia, come detto, nel 2012 quando si trovava in missione di pace in Afghanistan: all’epoca, da poco 31enne, Monica fu vittima di un attacco assieme ai suoi commilitoni a una base italiana di stanza nel distretto del Gulistan, nella provincia di Farah. E quel giorno la vita del Caporale Maggiore dei Bersaglieri, Monica Contrafatto, cambiò per sempre…

MONICA CONTRAFATTO, ECCO COME HA PERSO LA GAMBA IN MISSIONE IN AFGHANISTAN

Infatti, a seguito di una prima bomba che era stata lanciata contro la base della missione tricolore, la Contrafatto ha raccontato di aver agito d’istinto dirigendosi con coraggio e generosità verso i mezzi e non verso il centro antimortaio: è in quel momento che una seconda bomba la colpisce e le schegge dell’ordigno feriscono gravemente la gamba del Caporale ma anche l’arteria femorale, il suo intestino e in parte anche una mano. A seguito dell’incidente, che le aveva causato un’embolia polmonare, i medici furono costretti non solo ad amputarle la gamba destra ma a sostituirle la delicata arteria femorale con la vena safena, senza dimenticare il delicato intervento all’intestino che le venne in parte rimosso e quello alla mano, ‘sistemata’ grazie all’utilizzo di un osso della gamba.

“Alla base ci fu un attacco, bombe a pioggia” ha ricordato in una delle tante interviste, spiegando che in fondo per il tipo di ordigno che l’aveva colpita, non aveva riportato in fondo così tanti danni. “Venni investita dall’onda d’urto dell’esplosione, tutto divenne grigio, non sentii male, nessun dolore, ma vidi il sangue, tanto sangue” prosegue poi nel suo racconto. Che per fortuna ebbe un lieto fine non solo grazie ai medici ma pure al collega Salvatore De Luca che si era occupato di portarla in salvo, mettendola da ferita al riparto da quella pioggia di bombe. Da lì l’amputazione della gamba, la lunga convalescenza e poi, dal letto di un ospedale militare, la folgorazione televisiva nel vedere Martina Caironi trionfare alle Paralimpiadi di Londra del 2012: il resto è emozione, rinascita e finalmente tanti sorrisi.

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