INDICE RT 1.57, VIDEO MONITORAGGIO ISS/ “Terza dose? Decisione entro un mese. Fauci…”

- Niccolò Magnani

Monitoraggio Iss 30 luglio: indice Rt a 1.57, sale incidenza casi (58 su 100mila abitanti). Video conferenza stampa: “Terza dose? Decisione entro un mese”. E sulle frasi di Fauci…

Brusaferro e Rezza
Conferenza stampa Iss, Silvio Brusaferro e Giovanni Rezza (LaPresse, 2020)

Epidemia in crescita anche in Italia, come nel resto d’Europa, anche se nel contesto italiano la corsa non è rapida. «In tutte le Regioni c’è una crescita nel numero di nuovi casi», osserva il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa sul nuovo monitoraggio. Per quanto riguarda l’andamento dell’indice Rt, quello previsto per la prossima settimana è 1,60, quindi dovrebbe stabilizzarsi. A 1,46 invece l’indice Rt relativo all’ospedalizzazione, «che segue a distanza di una-due settimane l’indice Rt dei sintomatici». Da qui l’ennesimo invito alla prudenza. «L’età mediana alla diagnosi è di 27 anni, quella al primo ricovero è 49 anni, a 63 quella dell’ingresso in terapia intensiva, a 80 per il decesso», ha proseguito Brusaferro. «Osservando l’impatto sui servizi ospedalieri si osserva un lieve aumento». Per quanto riguarda le varianti Covid, è stata condotta una nuova flash survey il 20 luglio da cui è emerso che la variante Delta è al 94,8%, quella Alfa è in rapida riduzione (3,2%). Per quanto riguarda la campagna vaccinale, il numero uno dell’Iss ha esortato gli over 50 che non si sono ancora vaccinati a proteggersi.

Quindi, ha preso la parola Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute. «I nuovi casi stanno crescendo ma a ritmo inferiore rispetto alle scorse settimane, quindi si deve valutare attentamente la situazione». Per quanto riguarda la terza dose, ha spiegato che c’è indecisione. «Non ci sono evidenze forti. Probabilmente le persone immunodepresse potrebbero essere rivaccinate con la terza dose. Per quanto riguarda fragili e anziani, c’è una discussione anche in ambito europeo e non si è arrivati ad una decisione. Almeno fino a 9 mesi le risposte immunitarie sembrano proteggere le persone. Io credo che nel giro di un mese bisognerà decidere se rivaccinare, chi e in quali tempi. Bisognerà meditare bene». Non è chiaro neppure se i vaccini saranno adattati alle varianti. Sollecitato sul caso Anthony Fauci, Brusaferro ha spiegato: «La vaccinazione riduce dell’88% la probabilità di contrarre l’infezione. Chi contrae l’infezione, il 10-15%, non sviluppa sintomatologia tale da richiedere il ricovero, ma il virus si moltiplica e possono trasmetterlo, allo stesso modo di un non vaccinato. Per questo si raccomanda la vaccinazione». (agg. di Silvana Palazzo)

MONITORAGGIO ISS: INDICE RT 1.57

La diffusione della variante Delta fa alzare tutti gli indici principali, senza però causare un’emergenza a livello ospedaliero tale da introdurre nuove zone gialle: il monitoraggio presentato da Iss e Ministero della Salute oggi alla Cabina di regia – la versione integrale verrà poi illustrata nella consueta conferenza stampa del venerdì pomeriggio in diretta video streaming sul canale YouTube del Ministero della Salute – conferma il rialzo dell’indice Rt a 1.57 (1.26 sette giorni fa) e anche dell’incidenza dei casi, 58 su 100mila abitanti (era 41 nell’ultimo monitoraggio Iss). Sono 20 – rispetto alle 19 della scorsa settimana – le Regioni e Province autonome classificate a rischio moderato, solo il Molise a rischio basso questa settimana. Sul fronte incidenza, il dato peggiore si registra in Sardegna che ha un’incidenza di 135. A seguire la Toscana con 94, il Lazio e il Veneto con 87, l’Umbria con 81 e la Sicilia con 80.

Con i dati però ancora bassi nelle ospedalizzazioni, le regole dell’ultimo Decreto Covid consentono il permanere in zona bianca anche con l’aumento di contagi diffusi sul territorio: a livello nazionale i pazienti Covid in terapia intensiva occupano il 2% dei letti disponibili e il 3% dei letti ordinari, quando invece la soglia per la zona gialla vede rispettivamente il 10 e 15% come dati limite. Sono in particolare le Regioni del Sud ad avere i dati più in crescita: Sicilia, Calabria e Campania, secondo la bozza del monitoraggio Iss, hanno un valore di occupazione nelle aree mediche rispettivamente dell’8%, del 6,6%, e del 4,9%. Sul fronte terapie intensive invece, Sicilia-Sardegna-Lazio sono il tris “peggiore” con dati rispettivamente al 4,7%, del 4,2% e del 3,7% di occupazione.

MONITORAGGIO ISS: “ACCELERARE I VACCINI”

«Raddoppia l’incidenza settimanale a livello nazionale con evidenza di forte aumento dei casi diagnosticati in quasi tutte le Regioni/PPAA. Aumenta in maniera molto significativa la trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2 nel Paese con quasi tutte le Regioni/PPAA classificate a rischio epidemico moderato», si legge nella bozza del monitoraggio presentato questa mattina alla Cabina di regia anti-Covid. Gli scienziati del Governo e dell’Istituto Superiore di Sanità osservano comunque come l’attuale impatto della malattia COVID-19 sui servizi ospedalieri «presenta tassi di occupazione e numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sostanzialmente stabili. La trasmissibilità anche sui casi ospedalizzati è sopra la soglia epidemica. La circolazione della variante delta è in aumento in Italia ed è ormai prevalente. Questa variante sta portando ad un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi». Per tutti questi motivi e dati, l’indirizzo lanciato dal monitoraggio è ancora una volta molto netto: «Raggiungere una elevata copertura vaccinale ed il completamento dei cicli di vaccinazione  – conclude – è necessario per limitare in tempi brevi la circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggior trasmissibilità. Sulla base dei dati e delle previsioni ECDC, della presenza di focolai causati dalla variante virale delta in Italia e delle attuali coperture vaccinali, è opportuno mantenere elevata l’attenzione, così come applicare e rispettare le misure necessarie per evitare un aumento della circolazione virale».



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