“Monoclonali tengono liberi ospedali”/ Primario Belluno: “Efficaci 100% entro 24 ore”

- Carmine Massimo Balsamo

Il professor Scaggiante sull’utilità degli anticorpi monoclonali: “La cosa migliore che possiamo avere dopo il vaccino anti-Covid”

monoclonali
Laboratorio (LaPresse)

Gli anticorpi monoclonali per tenere liberi gli ospedali, questa l’indicazione del professor Renzo Scaggiante. Il dottore, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale di Belluno, è riuscito a ottenere una riduzione drastica di malati di Covid-19 nel suo reparto e ai microfoni de La Verità ha messo in risalto l’importanza degli anticorpi monoclonali, efficaci al 100% entro le prime 24 ore…

Nel corso della lunga intervista, Scaggiante ha spiegato che, anziché passare dal portale dei medici apposito, ha deciso di chiamare direttamente tutti i pazienti positivi al tampone e di somministrare i monoclonali alle persone a rischio. E gli effetti sono palesi: «Il giorno dopo queste persone stanno meglio. Questo non vuol dire che si negativizzano subito ma guariscono dalla sintomatologia o la riducono di molto. Inoltre la carica virale si abbassa e diventano anche molto meno contagiosi».

“GLI ANTICORPI MONOCLONALI TENGONO LIBERI GLI OSPEDALI”

In questo modo, ha spiegato il dottore, i pazienti non vanno incontro alle complicanze polmonari che fanno sì  che la persona venga ricoverata. Secondo il professor Scaggiante i monoclonali «sono la cosa migliore che possiamo avere» dopo il vaccino, ribadendo che una persona guarita con questo trattamento corre comunque il rischio di riammalarsi dopo tre o quattro settimane, e qui subentra il vaccino: «La prima indicazione è quella di vaccinarsi entro tre, sei mesi». L’esperto ha poi sottolineato che i monoclonali sono a disposizione di tutte le unità di malattie infettive d’Italia: «È l’Aifa a distribuirli e il loro costo non grava né sull’ospedale né sulla Regione. In realtà il Veneto è il territorio che forse ne usa di più. Tutto dipende dallo stimolo che si ha a livello regionale. Le scorse settimane avevamo terminato le scorte che Aifa ci aveva destinato. La Regione Veneto così ha chiesto ad Aifa, che è riuscita a spedirci alte quantità da ospedali italiani dove erano ferme in giacenza senza essere utilizzate. Così le abbiamo prese noi»



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