Montaruli vs Librandi/ “Tuo stipendio non è reddito di cittadinanza di lusso!”

- Davide Giancristofaro Alberti

Dibattito in diretta tv fra Augusta Montaruli e Gianfranco Librandi durante il programma Coffè Break su La7: ecco cosa è successo stamane

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Montaruli vs Librandi, Coffee Break

Scontro in diretta tv questa mattina, durante il programma di La7, Coffee Break, fra maggioranza e opposizione, leggasi fra Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d’Italia, e il parlamentare di Italia Viva Gianfranco Librandi. Negli scorsi giorni gli esponenti di FdI hanno deciso di fare ostruzione nei confronti del Decreto Covid in vigore da lunedì 26 aprile con le varie riaperture, non condividendo alcune azioni messe in atto dall’esecutivo Draghi. Una scelta che ha fatto storcere il naso a Librandi: “Le uniche problematiche che abbiamo al governo sono il partito dell’onorevole presente in trasmissione che la settimana scorsa invece di votare il Decreto covid, che è una cosa essenziale per gli italiani, ha fatto ostruzionismo con artefizi patetici perchè vogliono una poltrona: che si vergognano persino il decreto covid hanno bloccato. Tutti gli altri lavorano – ha proseguito Librandi – e in questo paese si vede, noi imprenditori siamo pieni di ordini, siamo positivamente pronti a ripartire e a dare lavoro ai giovani”.

“Bombassai (numero uno di Brembo ndr) ha dato un’idea geniale – ha proseguito Librandi – su come far ripartire l’economica: togliamo per due anni i contributi alle aziende che assumono i giovani, queste sono le cose che vanno fatte e poi soprattutto pubblicizziamo il nostro turismo, e spieghiamo che il paese è libero dal covid e quindi mettiamocela tutta, tutti assieme e quelli a che sfruttano il covid per prendere più voti diciamo che siete stati furbi, noi lavoriamo e voi prendete i voti”.

MONTARULI VS LIBRANDI, SCONTRO IN DIRETTA TV: “ESISTE UN’OPPOSIZIONE CHE FA EMENDAMENTI”

Subito dopo arriva la replica della Montaruli, che prima di tutto espone la propria posizione e quella del suo partito, in merito al coprifuoco: “Fratelli d’Italia è contraria al coprifuoco che è una violazione dei diritti fondamentali degli italiani. Una norma che viene imposta a prescindere dal dato epidemiologico, non vincolata alla gravità della situazione della pandemia sui territori e che ha ripercussioni importanti sull’economia di una Nazione già messa a dura prova da un governo che continua a non prevedere ristori adeguati”. Contestazione anche per quanto riguarda il Recovery Fund: “Draghi ha fatto un cosiddetto giro di consultazioni tra tutti i partiti, in cui non ha dato i dettagli del Recovery e quindi noi apprenderemo la reale portata del Recovery lunedì quando verrà in parlamento, però il parlamento non potrà lavorare e dare indicazioni significative per modificarlo, di fatto questo Recovery è già disaegnato ed è frutto in realtà per la gran parte del precedente governo Conte che in contatto costante con la Commissione Europea ne ha deliberato lo scheletro, la parte più importante, quindi aspettiamo di vedere lunedì quali saranno realmente i dettagli e vedremo quale sarà il margine del parlamento per incidere realmente”. Poi, rispondendo specificatamente a Librandi, aggiunge: “Capisco che dia fastidio ad una forza come quella anche di cui Librandi fa parte, che esista un’opposizione che fa anche delle proposte, noi non abbiamo fatto ostruzionismo, abbiamo presentato degli emendamenti fra cui quello del coprifuoco che questa maggioranza non ha votato, ha dato parere contrario, così come i vari emendamenti per incrementare le aperture, quindi noi abbiamo fatto solamente il nostro dovere”. Secondo Augusta Montaruli, lavorare e proporre cose deve essere alla base di ogni partito politico: “Non concepiamo e suggerisco lo stesso a Librandi lo stipendio da parlamentare come un reddito di cittadinanza di lusso, vorrei ricordarvi che lui, insieme alla classe politica di cui anche io faccio parte, siamo dei privilegiati e di conseguenza dobbiamo stare nella nostra aula parlamentare a lavorare, è un nostro dovere, perchè fuori vi sono persone che sono private del diritto a lavorare, è il minimo come classe politica indispensabile che si possa fare è quanto meno discutere di una misura restrittiva che il suo governo vuole adottare”.



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