Morgan/ Dopo lo sfratto: “Non ho paura di dormire su una panchina, ma…”

Morgan, l’appello del cantante dopo lo sfratto dalla sua casa di Monza: “Abitazione sotto assedio, intervenga la politica”

renato garbo Morgan
Morgan

Dopo il caso di Avellino, Morgan torna a parlare e lancia un nuovo appello alle istituzioni in seguito allo sfratto dalla sua casa di Monza. L’artista è stato ospite di Spoleto Arte, kermesse di arte contemporanea organizzata da Salvo Nugnes, ed ha tenuto a precisare: «In questi giorni la mia casa, il centro della mia creatività, è sotto assedio: mi è stata tolta ma non mi interessano le quattro mura. Io posso anche dormire su una panchina, ma dentro quella casa c’è la mia vita, il mio lavoro, ciò che ho fatto negli ultimi trenta anni». Prosegue Marco Castoldi, lanciando un messaggio alla politica: «Documenti, partiture, lettere, scritti, e le chiavi ce le ha la polizia ed entro tre giorni devo sgomberare. Chiedo alla politica di intervenire».

MORGAN, LO SFRATTO E IL SOSTEGNO DI VITTORIO SGARBI

Negli ultimi giorni Morgan ha ricevuto il sostegno di molti amici e colleghi, basti pensare a Simona Ventura, ma è Vittorio Sgarbi il primo a spendersi per lui: «Il potere si misura attraverso l’arte: l’artista è quello sempre vivo, non quello morto. E mente è vivo ne è parte integrante: io vedo che Morgan è un bene culturale e lo proteggo perché la sua è una casa d’artista». «Il privilegio dell’arte è l’unica cosa che protegge il popolo», prosegue Sgarbi, che ha offerto a Morgan una sistemazione adeguata a Sutri, comune di cui è sindaco da un anno: «Ho dato le direttive ai miei uffici affinchè Palazzo Savorelli possa ospitare lo studio di Morgan almeno fino alla scadenza del mio mandato. Potrà trasferirsi già nei prossimi giorni: arte e creatività vanno sostenute in maniera concreta».



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