Morta dopo vaccino Pfizer: presentato esposto in procura/ “Perchè è stata vaccinata?”

- Davide Giancristofaro Alberti

La morte di un’anziana donna di 83 anni, deceduta a tre ore di distanza dal vaccino Pfizer, ha indotto il figlio ha presentare un esposto in procura

coronavirus covid italia 15 lapresse1280 640x300
Reparto Covid (LaPresse)

La famiglia di una signora anziana morta tre ore dopo aver ricevuto il vaccino Pfizer, ha presentato un esposto in procura. La vittima è una donna di 83 anni che era stata ricoverata pressa una Rsa in provincia di Rimini: si era ammalata di covid per poi guarire, e in seguito, era stata sottoposta al siero anti-coronavirus per poi morire poche ore dopo. Come riferiscono i quotidiani riminesi, la donna si era ammalata il primo dicembre con dei sintomi lievi, e ventuno giorni dopo era guarita dopo l’isolamento; il 15 gennaio era stata quindi vaccinata, per poi morire circa tre ore dopo per cause che i medici, stando all’esposto presentato dall’avvocato Luca Greco, rappresentante del figlio, non possono escludere o confermare abbiano un legame con il vaccino.

I famigliari vogliono inoltre sapere come mai la loro parente sia stata vaccinata nonostante avesse contratto da poco l’infezione. “Non posso ancora comprendere – scrive nell’esposto l’avvocato – come, nonostante l’età e le sue patologie, mia madre abbia resistito all’infezione da coronavirus e sia invece stata verosimilmente condotta alla morte dalla somministrazione del vaccino che avrebbe dovuto salvarla”.

MORTA DOPO VACCINO PFIZER, IL FIGLIO: “NON RIESCO A DARMI PACE”

In merito alla vaccinazione con Pfizer giudicata troppo vicina rispetto alla malattia, nell’esposto si fa riferimento al fatto che “il ministero della Salute, Direzione generale della prevenzione sanitaria, in tema di vaccinazione di soggetti che hanno avuto una pregressa infezione da Covid, sia essa stata in maniera sintomatica o asintomatica, prescrive che la vaccinazione venga eseguita ad almeno tre mesi di distanza dalla documentata infezione e preferibilmente entro sei mesi dalla stessa, ma dalla documentata infezione di mia madre alla somministrazione del vaccino non è trascorso nemmeno un mese”. Il figlio dice che non riesce a darsi pace, e chiede quindi alla Procura di accertare che la morte sia stata in qualche modo “naturale” e non causata da altri eventi. A questo punto non è da escludere che la magistratura disponga l’autopsia, in precedenza non eseguita.



© RIPRODUZIONE RISERVATA