Morte Gianmarco Pozzi/ La mamma: “Indignata e arrabbiata, stiamo indagando solo noi”

- Davide Giancristofaro Alberti

La morte di Gianmarco Pozzi a Storie Italiane: il giallo del decesso del povero ragazzo trovato senza vita sull’Isola di Ponza

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Gianmarco Pozzi

Si torna a parlare del giallo della morte di Gianmarco Pozzi a Storie Italiane, il giovane lottatore trovato senza vita la scorsa estate sull’Isola di Ponza, in provincia di Latina (Lazio). Tante i misteri e i dubbi riguardanti questa vicenda, così come sottolineato anche da Martina Pozzi, la sorella della vittima: “L’idea che mi sono fatta – spiega in diretta su Rai Uno – è che nessuno non può non aver visto mio fratello, sicuramente Gianmarco non è morto nell’orario indicato dai suoi amici ma in precedenza. Poi ci sono le persone che ritrovano il corpo senza vita e non chiamano il 118 ma vanno dai vicini di casa a chiedere aiuto, e questa è una cosa da spiegare, la trovo una cosa di una gravità assurda. Tutto questo racconto – aggiunge – ha dell’assurdo, è assurdo pensare che un ragazzo possa cadere lì volontariamente, la posizione in cui è stato ritrovato è quella di un corpo gettato, se tu cadi l’istinto umano ti porta a buttare le braccia in avanti, invece la sua posizione è completamente innaturale”.

Sulla stessa falsa riga le parole della mamma: “Sono indignata, arrabbiata, delusa, amareggiata, viviamo un dramma tutti i giorni, è un giallo nel giallo, hanno voluto sin dall’inizio oscurare tutto e dare credito solo alle parole di quelli che vivevano con Gianmarco. L’ipotesi dell’omicidio non è mai stata presa in considerazione, mio figlio è stata trattato nel peggior modo possibile. Vedere un ragazzo in quelle condizioni e non ritenere di far intervenire medico legale. Io quando l’ho visto ho detto che lo avevano ucciso, non capendo niente, ma non lo ha detto chi l’ha trovato martoriato. Su di lui hanno detto che si drogava, che era in delirio, che non mangiava da 4 giorni e lo ha detto il suo amico che avrebbe fatto tutto questo assieme a lui ma che in realtà era lucido, c’è qualcosa che non torna, facciamoci una domanda”.

MORTE GIANMARCO POZZI, L’AVVOCATO: “MALMENATO E UCCISO NON CI SONO DUBBI”

Storie Italiane ha intervistato anche un ragazzo, un testimone: “Alle otto e 40 sono passato di lì e un ragazzo mi ha detto di entrate in casa a salutare Gianmarco, sentivo persone dentro, quindi Gianmarco non era solo a quell’ora nell’appartamento, ho sentito un paio di persone ma non litigavano. Io non sono entrato quindi ora mi sento in colpa, li ho visti tranquilli comunque. Si sentiva anche qualche donna e ragazza quando son ripassato a mezzogiorno, c’erano altre persone dentro casa. Ho rivisto il mio amico ma non mi ha parlato e mi ha detto che ci saremmo visti di sera. Gianmarco Pozzi era un ragazzo semplice con tanti amici, non credo alle voci che circolano”. Così invece il proprietario della casa dove è stato trovato il cadavere di Gianmarco Pozzi: “Ho sentito un forte tonfo, sono andato subito e ho visto il ragazzo, erano le 11, ho chiamato subito l’ambulanza, non so quando è arrivata la telefonata, dopo le 11, appena è successo il fatto abbiamo chiamato, ho detto di chiamare i soccorsi, ho sentito solo quel rumore forte, nessun urlo. Abbiamo pulito subito dopo come ci hanno detto i carabinieri, abbiamo pulito con la varechina”. Infine le parole dell’avvocato della famiglia: “L’autopsia non si può chiedere più perchè il corpo è stato cremato. Non si tratta comunque di un incidente, il ragazzo è stato malmenato, ucciso e buttato di sotto. La cosa grave che apprendiamo solo adesso è che il proprietario di casa invece che chiamare il 118 ha chiamato un amico, questa cosa non l’ha mai riferita, perchè ogni volta ci sono versioni diverse e la nuova testimonianza vostra è importantissima perchè smentisce quello che dicono i ragazzi della casa, che dicevano che Gianmarco non aveva dormito lì, perchè queste bugie? Abbiamo scoperto cose che ci auguravamo le scoprisse la procura, non noi, solo grazie alla vostra trasmissione siamo riusciti a dare una svolta a questo caso”.



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