Morte Liborio Vetrano/ I genitori: “Gli amici l’hanno lasciato morire in acqua”

- Alessandro Nidi

Si è tornati a parlare a “Storie Italiane” del caso di Liborio Vetrano, morto in un incidente nel 2019. I suoi genitori chiedono giustizia

074255337 0e3ca9d0 a620 4302 9373 860db56ea1be 640x300
Liborio Vetrano

A “Storie Italiane” si è tornati a parlare della morte di Liborio Vetrano, deceduto all’alba del 13 aprile 2019 in seguito a un incidente stradale nel Reggiano, mentre tornava a casa insieme ad alcuni amici dopo una serata trascorsa in discoteca. L’auto sulla quale viaggiava insieme ad altri quattro giovani si ribaltò in un canale a San Martino di Rio e Liborio andò in arresto cardiorespiratorio.

Eleonora Daniele ha trasmesso la testimonianza di uno dei ragazzi sopravvissuti a quel sinistro: “Mi ritrovai a testa in giù, con l’acqua che incominciava a entrare nell’abitacolo. Ho visto *** (nome di un ragazzo) che, una volta uscito dall’acqua, si è seduto sull’argine del canale, disinteressato a quanto stesse succedendo. La sua preoccupazione principale era fare i conti con il tasso alcolemico e prepararsi su cosa dire alle forze dell’ordine. Ha poi rilasciato false dichiarazioni, dicendo che era entrato in acqua per salvare Liborio e tenergli la testa fuori dall’acqua per aiutarlo a respirare, cosa non vera. Senza il suo menefreghismo, Liborio si sarebbe salvato”.

MORTE LIBORIO VETRANO, LA RABBIA DEI GENITORI

In merito alla morte di Liborio Vetrano, un altro degli amici presenti in auto ha dichiarato quanto segue: “A un certo punto mi ritrovai in acqua intrappolato nella vettura. Dopo qualche minuto, *** (nome di un ragazzo) riuscì a liberarmi, aprendo la portiera. Tirai fuori il cellulare e chiamai i soccorsi, ma notai indifferenza negli altri due ragazzi che erano posizionati sull’argine e che ignoravano le nostre richieste di salvare Liborio. Nessuno ha sollevato il capo di Liborio per farlo respirare”. I genitori della vittima, Nadia Pisciotta e suo marito Calogero, hanno commentato amareggiati quanto segue: “C’è stato un patteggiamento e hanno chiuso il caso così, con un’udienza durata dieci minuti senza neanche l’imputato in aula. Nostro figlio è affogato in trenta centimetri d’acqua, andando in arresto cardiorespiratorio. L’hanno lasciato andare senza neanche pensare a lui, da solo, lì dentro. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso, noi abbiamo piena fiducia nella giustizia”. L’autopsia, peraltro, ha escluso che Liborio avesse un tasso alcolemico al di sopra del consentito.



© RIPRODUZIONE RISERVATA