Morte Tommasina De Laurentiis/ Errore del chirurgo? Tra un mese la sentenza

- Alessandro Nidi

La morte di Tommasina De Laurentiis, avvenuta otto anni fa per l’asportazione della cistifellea, è ancora in attesa di giustizia

tommasina de laurentiis 640x300
Tommasina De Laurentiis

Un intervento di routine, l’asportazione della cistifellea. Doveva essere un’operazione semplice e, invece, otto anni fa Tommasina De Laurentiis è morta in sala operatoria, a soli 25 anni. È stato aperto un processo nel quale sono stati chiesti 4 anni e 8 mesi per il chirurgo che ha operato la giovane e poco più di un anno per gli altri medici dell’équipe, con l’accusa di omicidio colposo per tutti e di falso ideologico per il medico operante. A “Storie Italiane” ha parlato la mamma della ragazza, Elvira: “Sono passati 8 anni, ma io non mi rassegno ancora, provo lo stesso dolore. Non immaginavo di non rivedere più mia figlia. Continuerò a portare dentro di me il dolore, ogni giorno sempre di più”.

“Vado avanti per mio figlio e per i miei nipoti”, ha dichiarato la donna commossa, ripercorrendo con l’ausilio del figlio Pacifico quelle drammatiche ore: “Hanno preso la cosa alla leggera, c’era il sospetto di una forte emorragia dopo l’intervento. I valori ematici erano sballati, è stata operata altre due volte per cercare tracce di questa emorragia, senza trovarli”.

MORTE TOMMASINA DE LAURENTIIS: “IL CHIRURGO VOLEVA USCIRNE CON LE MANI PULITE”

Secondo Pacifico, fratello di Tommasina De Laurentiis, la terza operazione è stata fatta per consentire al medico chirurgo di “uscire con le mani pulite” da una situazione che si stava rivelando sempre più compromettente per lui. Elvira, madre della vittima, chiede “giustizia per mia figlia. Non dovrebbe succedere mai quello che ha vissuto mia figlia. Non perdonerò mai il medico che l’ha operata. Sono state ore d’inferno fuori da quella sala operatoria, io non l’ho più vista. Voglio giustizia”. L’autopsia condotta sul corpo della giovane mamma ha riscontrato lesioni all’aorta addominale e alla vena cava inferiore, provocate dall’utilizzo errato delle sonde inserite all’interno dell’addome durante l’intervento, effettuato in laparoscopia. La sentenza di primo grado ci sarà tra un mese e si conosceranno finalmente gli sviluppi di questa storia, che, oltre all’omicidio colposo, contemplerebbe anche la falsificazione della cartella clinica di Tommasina De Laurentiis, nel tentativo di depistare le indagini e far ricadere la colpa su altri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA