MORTI CORONAVIRUS NEL MONDO: 16 MILA/ Aggiornamenti: decessi “per” o “con” Covid-19?

- Niccolò Magnani

Morti per coronavirus nel mondo: oltre 16mila decessi. Ma facciamo chiarezza, una volta per tutte: si muore “per” o “con” il Covid-19?

Corea del Sud, medici
Coronavirus in Corea del Sud (LaPresse, 2020)

I casi di coronavirus in tutto il mondo secondo la mappa del contagio aggiornata dalla John Hopkins University sono saliti a quota 387.382. Ma è sui morti che si è soliti disquisire, in particolare in Italia, dibattendo se i decessi siano “per” o “con” coronavirus. La discussione nasce dalla precisazione che il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, aggiunge quasi quotidianamente nel corso della conferenza stampa quotidiana delle 18 in cui viene fornito il bollettino quotidiano di contagi, morti e guariti. Si tratta, come sottolineato da Il Post, probabilmente di una cautela lessicale inutile motivata dalla necessità di attendere gli approfondimenti dell’ISS sulle cause del decesso. Ai medici dell’Istituto Superiore di Sanità spetta infatti il compito, dopo la morte del paziente, di capire se a causare la morte sia stata l’infezione polmonare o un altro evento, come una patologia pregressa. Nei suoi rapporti l’ISS sottolinea che nel 23,5% dei casi i pazienti deceduti avevano un’altra patologia, il 26,6% ne aveva due, il 48,6% ne aveva tre o più e soltanto l’1,2% non ne aveva nessuna. In ogni caso, questa scelta comunicativa (morti “con” coronavirus) è perlopiù fuorviante, visto che suggerisce che le persone contagiate fossero in procinto di morire anche senza Covid-19. L’esempio più chiaro lo ha fatto nei giorni scorsi Roberto Burioni: “Un paziente oncologico di 88 anni che mentre sta andando a giocare a carte con gli amici viene investito da una bicicletta si rompe il femore e muore è una vittima del tumore o della frattura del femore?”. (agg. di Dario D’Angelo)

MORTI CORONAVIRUS NEL MONDO: 15MILA MORTI

Secondo gli ultimi dati aggiornati al 23 marzo 2020, la pandemia di coronavirus Covid-19 ha creato oltre 340mila contagiati in tutto il mondo e purtroppo il bilancio drammatico di quasi 15mila morti: gli aggiornamenti resi noti dalla mappa live della John Hopkins University – la trovate qui – danno ancora una volta la “palma” di Paese peggiore in questa tremenda classifica sul numero di decessi all’Italia. 5476 vittime davanti alle 3153 della Cina e le 1813 della Spagna: al quarto posto troviamo l’Iran con 1685 e solo dopo viene la Francia con 674. Sembra una classifica come ve ne sono altre ma rappresenta un dramma umano e sociale paragonabile ad un inizio “shock” di una guerra a diffusione praticamente mondiale. Dai decessi ai contagiati, qui è la Cina a rimanere con numeri peggiori rispetto all’Italia (81454 contro 59138, ma ricordiamo che vengono sempre conteggiati morti-contagi-guarigioni assieme), con gli Stati Uniti al terzo posto con 35mila infetti, davanti a Spagna (29mila) e Germania (26mila). I dati aiutano a descrivere una situazione mondiale, ma non possono chiaramente fornire un’aggiornamento “realistico” per quanto riguarda la differenza di condizione e momento “temporale” del contagio da Covid-19 nei singoli Paesi.

MORTI CORONAVIRUS NEL MONDO: IL CASO COREANO

Negli Stati Uniti ad esempio l’epidemia di coronavirus si sta espandendo a macchia d’olio, con “velocità” simili a quelle di Italia e Spagna. In Iran il dramma resta presente ma con numeri meno “veloci” come quelli “latini” e americani, mentre la Cina “festeggia” un nuovo giorno di casi 0 e con solo 39 contagi dall’estero. A due mesi dall’inizio della quarantena per le 60 milioni di persone nella provincia dell’Hubei, non si segnalano nuove infezioni ormai da cinque giorni di fila. Pericolare è poi il caso della Corea del Sud, dall’Italia tanto osservata (e invidiata) in questi giorni per il metodo radicalmente opposto al nostro nell’affrontare il contagio: fin da subito Seul ha messo in pratica la tattica dei tamponi tout court, anche agli angoli delle strade, riuscendo però ad isolare in tempo tantissimi asintomatici coronavirus ed evitando la strage cui purtroppo stiamo assistendo qui in Italia e nel resto d’Europa (“solo” 111 vittime). 64 i nuovi casi di coronavirus registrati domenica, contro i 98 di sabato, arrivando al totale di 8.961: si tratta del record in negativo, per la prima volta, dalla metà di febbraio, con l’intera Sud Corea che guarda ora finalmente con un pizzico di speranza in più alle prossime decisive settimane. Quello che purtroppo ancora noi in Italia non possiamo, per il momento, provare.

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