TAGLIO EMISSIONE CO2/ La spinta all’auto elettrica piena di danni per automobilisti e lavoratori

- Franco Oppedisano

Il Parlamento europeo ha votato a favore di una forte riduzione delle emissioni di CO2 delle automobili che verranno prodotte nei prossimi anni. FRANCO OPPEDISANO

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LaPresse

Le notizie sono tre: la vostra auto vale molto meno, quella che comprerete, o meglio che sarete costretti a comprare, costerà molto di più e non ne sarete quasi per niente soddisfatti. Queste sono le conseguenze del voto di mercoledì del Parlamento europeo sulla riduzione delle emissioni di CO2 delle autovetture e dei veicoli commerciali leggeri immatricolati dopo il 2020 che inasprisce la proposta della Commissione europea, portando dal 15% al 20% il taglio al 2025 e dal 30% al 40% quello al 2030.

Queste percentuali di riduzione, semplicemente, non sono realizzabili con le tecnologie attuali e nessuno sa con certezza quando queste nuove tecnologie saranno disponibili. Qualcuno ha definito i target “un sogno”, ma sarebbe più appropriato definirli un incubo per l’industria del settore e anche per gli automobilisti in generale. L’idea, idiota, di ridurre così drasticamente le emissioni di CO2 nasce subito prima di quella che ha come obiettivo mettere al bando i motori diesel che ne producono di meno e in contemporanea con quella di spingere le auto elettriche che, a seconda della fonte energetica usata, producono più o meno le stesse quantità di CO2 nelle centrali elettriche. Facciamo finta di non saperlo e andiamo sui numeri.

La produzione di CO2 del 40% dovrebbe essere sul limite fissato per il 2021 di 95 grammi al chilometro che dovrebbe passare a 76 nel 2025 e a 57 grammi nel 2030. A questo punto c’è un “segreto” da svelare: anche noi, uomini, donne, bambini, produciamo CO2 in ogni nostra attività quotidiana. Se ci mettiamo a correre emettiamo 25 grammi di anidride carbonica al chilometro. E non lo diciamo noi, ma uno studio condotto dal Dipartimento di Fisiologia Umana dell’Università Statale di Milano. Quindi se quattro persone si mettono a correre da casa al lavoro producono più CO2 di quanta ne produrrebbero se andassero con un’auto di media cilindrata appena immatricolata. Sarà vietato anche correre, sudare, respirare? 

La soluzione è l’auto elettrica, direte voi. A parte l’obiezione di cui abbiamo scritto sopra (se la centrale che produce l’energia funziona a carbone come quasi la metà di quelle italiane è meglio, sotto il profilo delle CO2, una vecchia auto a benzina) bisogna avere il coraggio di dire che ancora nessuno la vuole. E, almeno per ora, a ragione. I numeri parlano chiaro: in Europa nel 2017 ne sono state vendute 149.086, meno dell’1% del totale di quelle immatricolate, e in Italia circa 2.500 su 2 milioni. Mentre tutte le case automobilistiche del mondo stanno investendo una marea di denaro (si parla di qualcosa come 255 miliardi di euro nei prossimi otto anni), i clienti non ne vogliono sapere. Colpa delle scarse infrastrutture, dicono. Ma non è vero. La colpa è dei prezzi di acquisto superiori del 20% rispetto alle auto a motore termico, della scarsa autonomia, dei tempi di ricarica infiniti. Almeno per ora, dicevamo. Nei prossimi anni le cose, con ogni probabilità, cambieranno, ma nessuno sa ancora dire quando ci sarà un salto tecnologico nella tecnologia delle batterie e le auto elettriche riusciranno a soddisfare le esigenze della maggior parte degli automobilisti.

Quando accadrà, la situazione dal punto ambientale non migliorerà di molto visto che nessuno ha ancora affrontato il problema dello smaltimento delle batterie e della scarsità di materie prime. Ma peggiorerà certamente dal punto di vista dell’occupazione perché per costruire le auto del futuro servirà meno manodopera. Se avete mai visto cosa c’è sotto il cofano di un’auto elettrica lo avrete già notato: la tecnologia del motore è molto più semplice e i componenti sono meno della metà. Oscar Wilde ha scritto: “Ci sono due grandi tragedie nella vita. La prima è desiderare ciò che non si può avere… la seconda è ottenerla”. E non è mai stato così vero come in questo caso.

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