AREA B A MILANO/ Il processo ai diesel fa diventare l’auto un lusso

A Milano è entrata in funzione l’Area B, che progressivamente porterà a far diventare diesel free il capoluogo lombardo

26.02.2019 - Franco Oppedisano
Area B a Milano
Lapresse

Il processo è appena iniziato, ma il colpevole è già stato condannato a morte. Da ieri a Milano con l’Area B non è, quasi, più possibile circolare con i diesel Euro 3 e tra qualche mese toccherà a quelli Euro 4. Poi toccherà a quelli Euro 5, agli Euro 6 e, anche, agli Euro 7 che ancora non sono ancora stati prodotti. Poi finalmente nel 2030 l’agonia finirà e Milano sarà diesel free. Che ci sia poca o tanta giustificazione a questa guerra ai motori a gasolio, poco importa. Dopo la gogna di questi ultimi anni, il diesel verrà definitivamente esiliato, bandito. E ci sarà un solo piccolissimo problema: trovare un’altro colpevole per i livelli di inquinamento in città che, ammesso e non concesso che possano cambiare, resteranno al di sopra dei livelli di guardia. Poco importa visto che tra una dozzina d’anni chi ha deciso questi provvedimenti, tanto politically correct quanto contraddittori, sarà lontanissimo dai banchi di palazzo Marino e saranno questioni che altri dovranno affrontare.

Intendiamoci, nessuno difende i vecchi e puzzolenti diesel che circolano in città o fuori. Ce ne sono molti e ognuno inquina quanto decine di veicoli più recenti. Quello che fatichiamo a capire è l’accanimento ingiustificato verso una motorizzazione che attualmente e negli anni passati inquina meno dei benzina, produce meno anidride carbonica e consuma meno carburante. «A partire dall’introduzione di Area B, tra il 2019 e il 2026, le emissioni atmosferiche da traffico si ridurranno complessivamente di circa 25 tonnellate di PM10 allo scarico e di 900-1.500 tonnellate di ossidi di azoto: nel primo caso si tratterà di un’accelerazione immediata con già il 14% di emissioni in meno nel 2019 (-24% nel 2020 e -21% nel 2021); nel caso dell’ossido di azoto il calo maggiore si presenterà tra il 2023 e il 2026 con -11% ogni anno, ma già dal 2019 e gli anni successivi il NOx diminuirà del 5% ogni anno», fa sapere il Comune di Milano dando i numeri.

Ci piacerebbe capire se gli esperti dell’amministrazione sanno che il limite delle emissioni di PM10 per le vetture Euro 5 a benzina è dieci volte superiore a quello delle vetture a gasolio. E ci piacerebbe sapere se sanno che ci sono vetture diesel come le nuove Mercedes C220 che emettono zero, ho detto zero NOx. Ma quello che vorremmo davvero sapere è come fanno a scendere più velocemente i valori di NOx nell’aria della città tra il 2023 e il 2029 quando saranno banditi i modelli più recenti che inquinano poco o nulla in assoluto e rispetto ai modelli di 10 o 15 anni fa.

In attesa di risposte che non verranno mai, un’area dove abitano quasi 1.400.000 di persone, ovvero il 97,6% della popolazione residente a Milano, e i milioni di pendolari che prendono l’auto per arrivare in città o alla sua periferia devono fare i conti con la propria mobilità personale: l’auto che avevo in garage non la posso più usare. Le famiglie con un reddito Isee fino a 20 mila euro (una piccola casa di proprietà e una pensione di 1.200 euro al mese) potranno comprare l’auto, pagarla 10 o 15 mila euro e poi partecipare al bando per ottenere dal Comune e 2 mila euro. Ma il bando ancora non c’è. E le risorse stanziate, 6,5 milioni di euro, non è detto che saranno sufficienti.

Tutti gli altri o hanno i soldi per comprare un’auto nuova, facendosi strozzare dal concessionario perché la vecchia «non la vuole più nessuno», o andranno coi mezzi pubblici che il Comune aveva deciso di rendere più cari fino a quando l’aumento è stato bloccato (ma fino a quando?) dalla Regione Lombardia. O come alternativa c’è anche la bicicletta. Se rottamate (quindi senza prendere un euro) un’auto di dieci anni che ha fatto magari solo 50 mila chilometri potrete comprare addirittura due biciclette elettriche o a pedalata assistita con il contributo del Comune. Ma solo se avete un Isee sotto i 20 mila euro e anticipate i soldi per comprarle. E chi non li ha? A piedi, è tutta salute. 

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