Il chiarimento degli inquirenti sull'indagine Mps-Mediobanca: “nessun indagine sul Mef, non fa nessuna scalata”. Le novità e la posizione del Governo”
LA PRECISAZIONE DEI MAGISTRATI DOPO CHE PROSEGUONO LE INDAGINI SU MPS-MEDIOBANCA
Dopo che negli scorsi giorni era emersa un’ipotesi di possibile “ruolo” avuto dal Ministero dell’Economia e Finanze nelle indagini sulla Opas di Mps a Mediobanca, sono gli stessi pm milanesi a fermare sul nascere le “ricostruzioni” su presunte indagini a carico del Tesoro (e, a cascata, sul Governo). Nel merito delle indagini nate dalla Procura di Milano sulla scalata della banca milanese, il Mef «non è oggetto di accertamento, non è una persona fisica e non può commettere reati».
Lo riporta l’ANSA, citando fonti giudiziarie dopo che lo scorso giovedì i vertici di Mps sono stati indagati assieme ad alcuni soci rilevanti di Mediobanca: dagli imprenditori come Francesco Gaetano Caltagirone fino al CEO di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, passando per il n.1 della holding Delfin, Francesco Milleri, tutti indagati a vario titolo per un presunto aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza.
L’unico elemento considerato “controverso” sarebbe la dismissione nel 2024 del Ministero del 15% di Mps a favore di Delfin – società del gruppo Caltagirone – e Banco Bpm: non si è però trattato in quel caso, né tantomeno sul fronte Mediobanca, di una vera gara pubblica e quindi il ruolo del Mef – se fosse confermato – comunque non sarebbe stato centrale.

Dopo che era emerso un presunto coinvolgimento più attivo alla scalata, era stato il Ministero diretto da Giancarlo Giorgetti ad intervenire con una breve nota in cui si ribadiva il pieno rispetto di regole e prassi da parte di Via XX Settembre, oltre a non aver attuato «alcuna ingerenza o interferenza» nell’operazione che ha portato Mps a controllare la maggioranza assoluta di Mediobanca.
IL COMMENTO DEL GOVERNO SUL “CASO” MPS
Sempre dalle fonti riportate all’ANSA in merito alle indagini avviate a Milano dai pm Gaglio e Polizzi, assieme al procuratore capo Marcello Viola, le verifiche effettuate confermano come il Mef «non commette alcun reato», pur avendo dato un sostegno politico all’operazione. Non è intervenuto però direttamente, rispettando i ruoli, anche perché «il Governo non scala le banche, non ha interesse in questo», si precisa ulteriormente.
Oltre al Ministero guidato da Giorgetti, anche il resto del Governo Meloni è intervenuto in questi giorni in merito alle indagini ancora in corso presso la Procura di Milano: per il vicepremier leghista Matteo Salvini, è solo grazie al Governo che la banca senese è stata salvata anni fa con lavoratori e sportelli che hanno evitato il fallimento. Ora Mps «è attraente e centrale», ha detto il leader della Lega a margine del Congresso di Noi Moderati, «e crea ricchezza assumendo persone». In merito alle indagini Salvini ripete quanto il Mef ha sostenuto, «se dicono che è tutto a posto io che sono Ministro dei Trasporti non ho dubbi che sia così».

Stessa posizione dal leader dei moderati Maurizio Lupi che sottolinea come i tentativi della magistratura di utilizzare alcuni giudici per «far venire meno uno dei Ministri che sta rappresentando l’Italia in Europa» siano da smentire al più presto, così come per l’altro vicepremier Antonio Tajani non vi sono dubbi, «fiducia nel ministro Giorgetti che si è sempre comportato correttamente, quindi attaccarlo è fuori luogo». Pd, M5s e AVS chiedono al Governo di chiarire quanto prima sul tema Mps, anche se le conferme giunte oggi dalla Procura fanno ben intuire come il Mef e l’intero Governo siano del tutto fuori dalle indagini sulla scalata a Mediobanca.
