Muhammad Ali “Dio ci vuole diversi, non società”/ “Nero non sta col bianco perché…”

- Raffaele Graziano Flore

Muhammad Ali, “Dio ci ha resi diversi e non la società”: l’intervista del 1971 alla BBC. Il pugile difendeva la differenza tra le razze: “I neri non stanno con i bianchi perché…”

Muhammad Ali, intervistato dalla BBC
Muhammad Ali, intervistato dalla BBC (YouTube, 1971)

Nei giorni in cui non solo gli Stati Uniti (dove gli scontri e le proteste ancora continuano) ma anche il resto del mondo fa i conti col riemergere della questione razziale a seguito della morte di George Floyd, la BBC ha ripescato un vecchio filmato di Muhammad Ali, nato Cassius Clay, nel 1971 quando parlando col conduttore televisivo Michael Parkinson disse alcune importanti parole sul tema. “Come mai è tutto bianco?” è il fulminante incipit del più grande pugile di tutti i tempi (scomparso nel 2016) e simbolo negli Anni Sessanta e Settanta per tanti afroamericani perché mostrò non solo con i suoi successi ma pure con la sua lingua affilata come… si prendeva a pugno il razzismo. Il passaggio tv rispolverato dall’emittente di Stato britannica è a suo modo anche molto divertente e col suo stile spavaldo Ali difende di fatto la segregazione razziale spiegando che non è la società a rendere diversi bianchi e neri, ma è stato Dio. In pratica il boxeur difendeva a suo modo una sorta di segregazione razziale specificando che a suo dire è la natura che porta sovente le persone a stare e a frequentare i propri simili, non certo la società.

MUHAMMAD ALI: “BIANCHI E NERI SONO DIVERSI, IO NON VOGLIO EDUCARE NESSUNO A…”

“Sono sicuro che ora nessuna persona bianca intelligente che questa questo show voglia che uomini e donne neri sposino i loro figli e figlie bianche” punzecchia Ali rispondendo a Parkinson che sostiene di non essere poi così diverso dal pugile. “Non è stata la società ma Dio che ci ha resi diversi: tutti hanno culture differenti. Non vedo coppie miste in Inghilterra o in America che camminano orgogliosamente portando i loro figli a passeggio” continua il campione che non si ritiene un leader che debba guidare le masse ed educare le persone dato che lui ammette di voler pensare solo alla sua vita, ossia alla bellissima figlia e alla moglie. “Non è triste che mio figlio assomigli a me: ogni persona intelligente lo vuole, e poi chi vorrebbe uccidere la propria razza?” continua, e quando Parkinson ribatte dicendogli che vede in lui una sorta di ‘filosofia della disperazione’, Ali precisa che lui non è affatto disperato e anzi gli confessa questo: “Voglio dirti una cosa, nessuna donna sulla Terra può socializzare e parlare con me come lo fa una donna nera americana, non può davvero identificarsi con me, il modo in cui parlo e agisco”.



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