Alfred Brendel: memorabile addio alle scene dal palco della Scala

- La Redazione

Standing ovation per il pianista che, all’età di 77 anni, interrompe la sua carriera di concertista, salutando il pubblico milanese con un concerto  d’eccezione.  Il 18 dicembre a Vienna il gran finale di una splendida carriera con il Concerto per Pianoforte e Orchestra n. 9 “Jeunehomme” di Mozart

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Applausi interminabili e commossi del pubblico milanese ad Alfred Brendel, nel concerto di addio di ieri sera al Teatro alla Scala, in collaborazione con la Società del Quartetto. Quattro bis (Beethoven, Liszt, Bach e Schubert) hanno chiuso una serata memorabile all’insegna degli autori più cari al maestro. Il programma del pianista, oggi settantasettenne, ha contemplato infatti le Variazioni in fa minore di Haydn, la Sonata in fa maggiore K 533 di Mozart, la Sonata in mi bemolle maggiore op. 27 n. 1 di Beethoven e la Sonata in si bemolle maggiore di Schubert D 960.
Leggenda del pianismo del nostro tempo, nonché scrittore e poeta capace di ironia e profondità, ci ha abituato in questi quasi sessant’anni di carriera a interpretazioni meditate e originali, allo stesso tempo riflessive e avvincenti.
Una carriera ispirata agli insegnamenti di pianisti come Edwin Fischer, Alfred Cortot e Wilhelm Kempff, anche se Brendel, nato nel 1931 in Moravia, crebbe in una famiglia che non vantava musicisti e iniziò la sua formazione musicale da autodidatta.
Venne premiato al concorso Busoni del 1949 e questo fu l’inizio una lunga serie di successi e riconoscimenti. Primo a registrare l’intera opera pianistica di Beethoven, vinse nel 1995 il prestigioso Evening Standard Classical Music Award con l’esecuzione dell’integrale delle Sonate del sommo compositore di Bonn. Meno incline a cimentarsi con Chopin e con autori moderni si dedicò maggiormente agli autori del centro-europa regalando esecuzioni memorabili.
Dopo il successo al Teatro del Piermarini di ieri, il 18 dicembre è atteso a Vienna per lo stesso motivo, anche se con un programma diverso: il Concerto per pianoforte n. 9 in mi bemolle maggiore K 271, “Jeunehomme” di Mozart a detta del maestro “una delle meraviglie del mondo”.
Chi non vuol credere alla sua decisione di abbandonare la scena o semplicemente non la trova giustificabile, dato il livello altissimo a cui il maestro si esprime oggi, può consolarsi con le sue preziose incisioni, rispettando il desiderio di un uomo che desidera lasciare uno splendido ricordo e dedicarsi alle sue diverse passioni, nonché all’attenzione verso i giovani pianisti di talento.
Si aggiunga ai suoi meriti quello di aver trasmesso passione per la musica e talento al figlio Adrian, violoncellista, stasera in concerto in trio al Conservatorio di Milano per la Società del Quartetto.

(Claudio Merella)

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