RICORDO DI CHIEFFO/ Mark Harris: quei messaggi “nascosti” nelle canzoni

- La Redazione

MARK HARRIS, arrangiatore e pianista, torna ad ascoltare i brani della collaborazione artistica con Claudio Chieffo. Attraverso i dischi la mente ritorna alle tappe dell’avventura umana di una amicizia che non finisce.

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I “miei” quindici brani con Claudio; ho deciso al risveglio che sarebbe stata questa la mia unica playlist per oggi, e, mentre saliva il caffè, l’ho creata sul portatile dopo avere importato i “nostri” tre CD in questa insolitamente fresca mattina d’estate. Ho messo il player in repeat, e il ciclo di brani mi ha subito riempito orecchie e cuore mentre ciabattavo da una stanza all’altra, facendo un po’ di ordine e preparandomi con calma valigia e spartiti per partire oggi pomeriggio verso un’altra serie di concerti lungo lo stivale.
Tramite le casse dislocate in giro per casa, il programma da qualche ora si ripete: i 10 pezzi dell’album Chieffo & Piano (1987, voce e piano), poi 3 da Voglio Che Tutti Conoscano Il Mio Capitano (1992, voce, computer, tastiere e chitarre) e 2 da Di più (1996, voce e piano). Un’ora esatta (al secondo!) di musica; tutti gli arrangiamenti che ho finalizzato con Claudio e che sono stati pubblicati su vinile e/o su CD.
Abbiamo realizzato altri progetti dal vivo, e tanti concerti, ma ho messo nella playlist solo registrazioni edite. Non le avevo mai ascoltate tutte di fila così, in ordine cronologico, e l’esperienza sta diventando qualcosa di mistico.
Al primo giro di ascolto i brani erano “semplicemente” canzoni bellissime di un cantautore molto sensibile. Che piacere! “C’ero anch’io…” ho pensato, e mi sentivo fiero. Al secondo giro sono diventati piccoli grandi messaggi di un’umanità straordinaria, di un uomo di enorme onestà e compassione. Che meraviglia! C’era anche lui, ho pensato, e ho sentito l’umiltà. Al terzo, i brani si sono accesi  dolcemente, illuminati come vetri colorati all’aurora, poi con una luce più forte come diapositive di viaggi fatti con un amico in una terra lontana, una terra magica e quasi dimenticata – tanti sono i viaggi fatti da allora altrove e insieme ad altri amici – di cui all’improvviso si ricorda ogni profumo, ogni colore e ogni conversazione. “Che luogo quello lì! C’eravamo tutti e due, sento nostalgia e commozione!! Quanto ci vorrei tornare in quella terra, Claudio, con te…”.
Ora mi sono soffermato davanti al portatile e scrivo per tentare di catturare, in qualche maniera, questo mio stato. Sono al quarto giro della playlist. Tutto è completamente cambiato ancora una volta, emozioni e percezioni.
Non sembrano più canzoni alle mie orecchie. La mia ragione non coglie più messaggi dall’interpretazione certa. Non evocano più nitidi immagini e ricordi al mio cuore e memoria. Non percepisco più quindici brani distinti, ma un campo di energia sonora cangiante, che respira e si mutua di continuo…
Sento, con tutta l’anima, i suoni e silenzi puri dell’Amore, della vera Amicizia, oltre le parole e la musica.
“Quanto ci vorrei tornare in quella terra, Claudio, con te…” in questo momento sono sicuro che un bel giorno ci torneremo insieme. Intanto continuerò a riascoltare con gioia, con gratitudine e, soprattutto, con Amicizia “la nostra ora”, che vivrà per sempre.

(Mark Harris)



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