Accademia delle Opere: tributo a Nino Rota

- La Redazione

L’ Accademia delle Opere presenta al Meeting la musica di Nino Rota. Un compositore vario e non riducibile alle bellissime colonne sonore che hanno coronato il suo rapporto artistico con Federico Fellini. L’intervista a DIEGO MONTRONE, direttore dell’Accademia.

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Come è nata la vostra realtà e la risposta alla grande sfida di costituire un’orchestra e un’associazione di questo tipo?

Tutto ha avuto inizio cinque anni fa dall’incontro di alcuni amici, non solo musicisti, ma anche semplici appassionati e imprenditori che hanno deciso di rischiare assieme. La musica è secondo noi uno degli strumenti essenziali per far fronte alle esigenze dell’uomo nel suo rapporto con l’infinito. Questo lavoro è un percorso continuo anche per chi suona e viene trasmesso dalla consapevolezza e dall’entusiasmo.

Quali sono stati i primi passi e come si articola il vostro lavoro?

Fin dal primo anno l’associazione ha cercato di presentare un’offerta culturale nuova e una stagione propria. I musicisti provengono dalle maggiori orchestre nazionali e internazionali. È l’occasione per chi vive di musica di poter dire ciò che in altri contesti è più difficile dire.
L’origine ultima è comunque l’esperienza e la sensibilità che don Giussani e la collana Spirto Gentil ci hanno regalato, dando un senso a ciò che facciamo. L’aspetto interessante è che questa avventura si sia allargata ad altre persone che si aggiungono agli 80 musicisti stabili.
Ritrovarsi con continuità permette di dare stabilità e di inserire anche alcuni giovani promettenti. Nella attuale situazione difficile delle orchestre i giovani emergenti che hanno ancora da compiere un percorso professionale, di esperienza, hanno questa occasione in una realtà giovane come la nostra. Tutto questo però senza rinunciare alla qualità e senza cedere ai compromessi. Vigiliamo molto su questo aspetto fondamentale, anche perché a Milano ci confrontiamo con realtà importantissime.
Il nome che abbiamo scelto ci sembrava un ringraziamento dovuto ad alcune persone, che a partire dall’esperienza della Compagnia delle Opere, non solo ci hanno aiutato e sostenuto concretamente, ma hanno creduto nell’idea con entusiasmo e tutt’ora si sforzano nella promozione e nella comunicazione del nostro lavoro.

Come mai un tributo a Nino Rota al Meeting di quest’anno?

Il Meeting ha sempre la capacità di anticipare i temi dell’anno successivo. Il prossimo anno celebrerà il trentennale della scomparsa di questo compositore, che mi è subito venuto in mente quando ho saputo il titolo di quest’anno “O protagonisti o nessuno”.
Egli non venne eseguito molto mentre era in vita e la sua produzione non si può ridurre alle bellissime colonne sonore, che tutti apprezzano. Teniamo conto che a undici anni scrisse un Oratorio sacro a San Giovanni e che la sua produzione è immensa.
Rota è sempre stato fedele al suo gusto e alla sua sensibilità per la melodia, in un momento in cui chi non si sperimentava veniva considerato compositore di serie B. Interessantissimo poi il rapporto di Nino Rota con Fellini, particolarmente fruttuoso. Dopo la scomparsa del compositore, a mio parere, Fellini non fece più dei grandi capolavori.

Un artista molto ricco e vario. Quale parte del repertorio presenterete domani sera?

Cercheremo di offrire un assaggio di questo compositore aprendo alla curiosità degli ascoltatori, proponendo i suoi molteplici volti. Ci saranno anche i balletti, che Rota amava comporre. La sua musica anche quando è allegra conserva una grande malinconia, che come diceva, deriva dalla consapevolezza che la musica è in grado di cogliere ciò che è invisibile agli occhi. Era una persona di una grande sensibilità.

Quali sono gli impegni che vi aspettano, a livello di incisioni e di concerti, dopo questo Meeting?

Abbiamo appena inciso lo Stabat Mater di Pergolesi, mentre per i più piccoli Pierino e il lupo, con la collaborazione di Brandaurdi. In questo progetto abbiamo coinvolto i bambini anche nella realizzazione della scenografia.
Ci attende la nuova stagione sinfonica che ci porterà nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano. La nostra sarà quindi una delle stagioni sinfoniche di Milano.
Ci sarà poi il Festival di Pasqua che, con il patrocinio della Santa Sede, ci porterà a Roma, Milano e all’estero. Saremo anche a San Pietroburgo e Mosca per avvicinare la pasqua cattolica a quella ortodossa.



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