U2 360° Tour a San Siro/ Paolo Liguori: Bono, The Edge e… Berlusconi

- La Redazione

Una scenografia spettacolare e imponente che vale il prezzo del biglietto, con il suo palco tondo e la passerella sovrastati da una struttura a tenaglia e schermi avvenieristici che riescono a rendere più vicine le persone che riempiono gli anelli superiori dello stadio. “360° Tour”, un nome non casuale e che, in pieno stile U2, non si limita a descrivere la soluzione scenica, ma contiene anche un messaggio. La recensione del direttore di TGcom, PAOLO LIGUORI

U2MilanoLiguoriR375_080709

Grande concerto ieri sera a San Siro per Bono e compagni, uno dei migliori degli U2 a cui abbia assistito.
Una scenografia spettacolare e imponente che vale il prezzo del biglietto, con il suo palco tondo e la passerella sovrastati da una struttura a tenaglia e schermi avvenieristici che riescono a rendere più vicine le persone che riempiono gli anelli superiori dello stadio.
“360° Tour”, un nome non casuale e che, in pieno stile U2, non si limita a descrivere la soluzione scenica, ma contiene anche un messaggio, chiarito a fine concerto (prima dei bis) dalla voce del pastore nero Desmond Tutu.
L’invito è a tenere aperto lo sguardo a 360 gradi, cercando però di vivere come se fossimo una persona sola (quale miglior presentazione della immortale One).
Chi li conosce bene non poteva non aspettarsi grande impatto visivo, grande impegno, ma anche – e soprattutto – una energia sonora incredibile (poche volte uno stadio ha regalato un suono così pulito).
Dal vivo sono sempre riusciti a rendere al massimo ciò che producono in studio e anche questa volta non hanno deluso, proponendo i brani storici e gran parte dell’ultimo e riuscitissimo “No line on the horizon”. 
La voce di Bono ha accusato una lieve flessione all’inizio per poi riprendersi alla grande, The Edge come al solito ha ricamato il suo controcanto di grande classe rimanendo in disparte.
Non sono mancate le dediche: una alla birmana Aung San Suu Kyi (già Premio Nobel per la Pace), una al compianto Michael Jackson (con una toccante “Angel of Harlem”) e una a Silvio Berlusconi. A tema alcune promesse non mantenute riguardo alla povertà che Bono ha voluto ricordare alle porte di un nuovo G8, chiarendo comunque il suo rispetto per il nostro Paese e le sue istituzioni. 
Questa praticamente l’unica sorpresa rispetto alla scaletta che girava in rete già nel pomeriggio. Più di due ore di musica, con la paura di sforare il rigido limite orario (in parte esorcizzato dalle ironiche sveglie che comparivano sugli schermi) che ha obbligato comunque lo show a iniziare quando ancora c’era luce, rubando un po’ di magia.
Questa sera si replica e la tentazione di tornare non manca affatto.

(Paolo Liguori)



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori