THE BEATLES/ Abbey Road compie 40 anni: ecco la fotografia di un mito

- La Redazione

Oggi quella copertina compie 40 anni e, come ha ricordato la BBC, l’idea alla base degli scatti da cui fu tratta la copertina dell’album fu abbastanza casuale

Forse non tutti sanno che Abbey Road fu l’ultimo album dei Beatles (in ordine di registrazione) anche se Let it be venne distribuito più tardi. Ma sicuramente tutti – fan o no dei Fab Four, anche se è difficile non esserlo – hanno negli occhi al copertina di quell’album. Una copertina che ha significato molto, forse troppo nella storia del Rock e dalla band.

Oggi quella copertina compie 40 anni. Come ha ricordato la BBC, l’idea alla base degli scatti da cui fu tratta la copertina dell’album fu abbastanza casuale. In origine l’album avrebbe dovuto chiamarsi Everest (la marca di sigarette preferita dal tecnico del suono degli studi), ma la prospettiva di una copertina a tema aveva frenato i produttori. Così venne l’idea. Due passi fuori dagli studi di registrazione, mentre un poliziotto fermava il traffico e un fotografo faceva quegli otto scatti che non avrebbero più abbandonato la storia della musica e del costume di tutto il mondo.

E che dire della teoria complottista secondo cui nella targa del maggiolino parcheggiato al lato della strada (28 IF) si sarebbe nascosta la verità sulla prematura scomparsa di un Paul McCartney che sarebbe stato soppiantato da un sosia? Paul con molta autoironia molti anni dopo rifece – da solo – quella fotografia per l’album Paul is Live.

Ma sono questi i dettagli che fanno di un album, di una foto, un oggetto di culto, quasi una reliquia. Ma per paragoni pseudoreligiosi e misticheggianti è meglio, forse, rimandare il discorso all’anniversario della copertina di Sergent’s Pepper e al misterioso ospite che vi fa capolino…

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