DUFFY/ Video youtube, la cantante inglese presenta il nuovo disco, “Endlessly”

- La Redazione

Il 30 novembre esce Endlessy, il nuovo disco di Duffy

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Duffy, vero nome Aimée Ann Duffy, 26 anni, una bellezza che ricorda quella di una giovane Brigitte Bardot, ha presentato a Londra in un concerto il suo nuovo disco “Endlessy”.

Uscirà il 30 novembre e segue il grande successo di “Rockferry”, seimilioni di copie vendute. Voce da ragazzina mielosa, approccio tra il soul e l’R&B in chiave pop, insomma una sorta di Amy Winehouse decisamente più sexy, Duffy sta già ottenendo successo con il primo singolo, il brano Well Well Well in Italia usato anche per uno spot pubblicitario. Figlia di genitori divorziati, gallese, una infanzia segnata dalla povertà, Duffy racconta in una intervista a Repubblica che da piccola “stavo incollata con la mia gemella Katy davanti alla radio. Lì ho conosciuto Depeche Mode e Joy Division”. Grande fan della musica black, Duffy adora ad esempio Marvin Gaye: “Ma l’ha mai visto cantare l’inno americano? Elegante, sexy, un angelo”.

Del nuovo disco dice: “Il secondo album, dopo un esordio di successo, è per tutti una paranoia. Per me invece è stato un sollievo. Mi sentivo limitata, mi dicevo: “Ti esibisci davanti a 60mila persone e hai solo dieci canzoni in repertorio”. Lo so, a chi non fa piacere avere milioni di fan? Ma più che di adulazione ho bisogno di belle canzoni. Non ho mai dato niente per scontato, un disco di successo non significa niente, solo quando ne avrò fatti quattro o cinque potrò dire di avercela fatta”.

E aggiunge: "Per scrivere i nuovi brani mi sono nascosta. Sono fuggita, prima in Spagna, come un’autostoppista qualsiasi, io, lo zaino e il cellulare. Casa mia è dov’è la mia valigia. Mi sentivo così già a sedici anni, quando partivo con una borsa a mano e vagabondavo per l’Europa. Mi sono trovata bene anche a Los Angeles, una bella atmosfera, anche se la città al mondo che preferisco è Parigi, il posto che coincide con il mio concetto di cool. Adesso che sono più ricca vado a Ravello, e da lì ogni tanto scappo a Napoli e mi siedo in quelle minuscole pizzerie tradizionali che apparecchiano con le tovaglie di carta".

 



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