SPRINGSTEEN/ Video, “Darkness on the Edge of Town”, il cofanetto che stupirà i fan

- La Redazione

L’energia di Bruce Springsteen nelle recenti registrazioni sorprende anche lo spettatore più assiduo. MICHAELA BERLINI recensisce “The Promise” in uscita il 16 novembre

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Bruce Springsteen settimana scorsa è sbarcato a Roma per la presentazione del documentario, “The Promise: The Making Of Darkness On The Edge Of Town”, che racconta la genesi dell’omonimo album. Il documentario è parte di un cofanetto che uscirà il prossimo 16 novembre e che contiene oltre al documentario diretto da Thom Zimny la copia del notebook personale di Springsteen  e altri 2 dvd e 3 cd audio.

I 2 dvd contengono un concerto bootleg tenutosi ad Huston nel 1978 che contiene 18 brani e una raccolta video della Thrill Hill, della durata di 4 ore, con alcune performance live e performance studio registrate tra il 1976-1978. Tra queste le celebri 5 canzoni del concerto di Phoenix del luglio del 1978.

In questo Dvd troviamo inoltre un concerto a porte chiuse registrato il 13 dicembre dello scorso anno al Paramout Theater di Asbury Park , NJ (luogo entrato ormai nella leggenda nella storia della carriera di Springsteen) dove un maturo Bruce Springsteen e una matura E street Band, oramai prossimi a 40 anni di vita da palcoscenico propongono l’esibizione live dell’intero album di “Darkness” nella sequenza originaria. All’attacco di Badlands si disperde qualsiasi dubbio o scetticismo riguardo la scelta, voluta dal Boss, di fare una performance sui generis. Il suono è magnifico e le canzoni sono cantate con un trasporto e con un’energia alla quale anche lo spettatore più assiduo non si abituerà mai.

La carica e la vitalità con cui Bruce interpreta le canzoni di 30 anni fa vanno a sostegno di quello che lo stesso Bruce ha detto: «Quando io e la mia band abbiamo suonato “Darkness” al Paramout Theater nell’inverno del 2009, ho sentito che la mia scelta originaria dei pezzi aveva resistito alla prova degli anni e continuava a essere coerente con quella che avevo fatto tanto tempo fa. I pezzi si inseriscono piuttosto bene anche nel viaggio dell’uomo adulto che mi trovo a fare oggi. È proprio quello che speravo a ventisette anni: di avere scritto qualche cosa che avrebbe continuato a riempirmi di obiettivi e significati negli anni a venire… devo a quel giovane il dovuto rispetto».

I tre cd audio sono invece,:  la versione rimasterizzata 2010 di “Darkness On The Edge Of Town” del 1978 nella sua scaletta originale e ben 21 canzoni inedite provenienti appunto, dalle sessioni di registrazione di “Darkness“, tra cui “Fire” “Because the night” “Rendevous” e “ The Promise” giusto per citarne alcune.

La mattina del 2 novembre, Jon Landau si presenta nella sala della casa del cinema di Roma per illustrare e spiegare l’intero progetto di “Darkness Of The Edge Of Town Story
Lo storico manager che nell’articolo apparso il 22 maggio del 1974 su “The Real Paper“ definì Springsteen il futuro del rock and roll, spiega che quando scrisse quell’articolo il suo intento era quello di aiutare Bruce, il quale nonostante facesse tantissimi concerti, aveva qualche difficoltà con il suo secondo album, che come il primo non aveva venduto secondo le aspettative.

Landau racconta che all’epoca era uno dei più stimati critici musicali e avendo saputo che alcuni membri della casa discografica volevano fare fuori Springsteen, scrisse quell’articolo sulla scia delle emozioni sentite in quel momento.  La famosa frase “ ho visto il futuro del rock and roll e il suo nome è Bruce Springsteen” il modo in cui il giovane Landau diede una mano al giovane e talentuoso Springsteen. Inizia così l’incontro tra il futuro manager e il boss.

A distanza di 32 anni dalla pubblicazione di Darkness Of The Edge Of Town Landau spiega che le 21 canzoni che si trovano in 2 dei 3 cd audio contenuti nel cofanetto, sono il lato solare di quel periodo e confessa che le avrebbe viste benissimo in un album che sarebbe ipoteticamente potuto uscire tra Born to Run e Darkness Of The Edge Of Town.

Questi due cd, ci tiene a sottolineare Landau, non compongono una raccolta di outtakes, ma vanno considerati come un vero e proprio album al quale Bruce ha lavorato da solo insieme all’ingegnere del suono Toby Scott, cercando la perfetta commistione tra passato e presente. A tal proposito Landau racconta divertito che Bruce e Toby hanno lasciato il suono originale della batteria nella canzone It’s a shame. Landau, racconta divertito che non era Max Weinberg alla batteria in quella circostanza bensì lui.

La versione di Racing in the street, dove domina l’armonica presenta versi diversi da quella poi finita sull’album. La melodia di questa canzone resta comunque una delle più struggenti scritte da Springsteen. E dispiace che versi come “Waking up in a world that somebody else own” (svegliarsi in un mondo che appartiene ad altri) siano stati tagliati nella versione alla fine scelta.

Gotta get that feeling e poi Outside looking in e Ain’t good enough for you sono canzoni d’amore, divertenti ma evocative di un sound che Bruce non ha voluto inserire in Darkness Of The Edge Of Town perché facilmente riconducibili a musicisti  come Roy Orbison , Phil Spector e Beach Boys.

All’interno di questo album ci sono anche canzoni  come Some day (we will be together) di cui francamente non si sentirebbe la mancanza. Ve ne sono altre diventate hit grazie ad altri musicisti, come Because the night che presenta un assolo di chitarra molto più corto rispetto alla versione live che Bruce ama suonare dal vivo e come Talk to me, canzone regalata all’amico di Asbury Park Southside Johnny o come Rendevouz, che invece era già stata inserita in “Tracks”.

Tutte canzoni d’amore che difficilmente si sarebbero potute inserire nel contesto filosofico dell’album Darkness Of The Edge Of Town quindi non si fa fatica a capire il perché non siano entrate nella selezione finale dello stesso, cosa che invece non si può altrettanto dire riguardo la canzone The Promise che è a tutti gli effetti la grande assente di Darkness. Non a caso The Promise, quasi fosse un riscatto per questa canzone  è anche il titolo del cofanetto e del documentario.

Questi dischi, a cui si unisce la copia del notebook di Springsteen, sono un’affascinate scoperta che accompagna la celebrazione del trentennale di uno dei dischi fondamentali della carriera di Bruce Springsteen, appunto Darkness Of The Edge Of Town.

È un cofanetto molto ricco che soddisfa anche i fan più accaniti e che accompagna i fan più giovani alla scoperta di un artista che ha notevolmente contribuito con la sua musica e con i suoi concerti leggendari alla storia del rock.

(Michaela Berlini)

 

Bruce Talks about “The Promise” from Columbia Records on Vimeo.

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