GURU GANGSTARR/ La scomparsa del rapper che aveva unito hip-hop e jazz

- La Redazione

E’ morto Guru Gangstarr, primo musicista hip-hop a unire il rap con il jazz. Un suo  ritratto

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Vero nome Keith Elam, ma conosciuto da tutti semplicemente come Guru, il rapper è morto ieri mattina dopo una lunga battaglia contro il cancro. Aveva 43 anni. Era da circa un anno che il musicista hip-hop aveva scoperto di essere malato, ma fino all’inizio del 2010 era riuscito a tenere nascosta la cosa. Fino a quando, nelle prime settimane di quest’anno, aveva dovuto subire due ricoveri ospedaliieri per il peggioramento delle sue condizioni. Notizie sulla sua scomparsa avevano cominciato a fare il giro di Internet già ai primi di marzo, ma erano state solo avvisaglie dell’aggravarsi delle condizioni.

Guru aveva fatto il suo ingresso nella scena hip-hop americana negli anni Ottanta. Aveva fondato uno dei gruppi rap più significativi della scena, i Gangstarr. Il disco di debutto, “No More Mr. Nice Guy”, era uscito nel 1989 dopo alcuni singoli di successo. La caratteristica di Guru era stata quella, primo artista hip-hop a fare ciò. Di unire elementi rap con la musica jazz. L’influenza di questo esperimento sulla scena musicale nera sarebbe stata determinante, contribuendo a creare una forma di hip-hop lontana dagli stereotipi commerciali e maschilisti, e invece profondamente vicina alla tradizione artistica di colore.

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– Guru aveva lavorato con importantisismi musicisti jazz come Herbie Hancock, Isaac Hayes, Roy Ayers, Branford Marsalis, David Sanborn. Negli ultimi anni Guru si era messo a lavorare con il produttore Solar fondando l’etichetta discografica 7 Grand Records, nel tentativo di tenere vitale il vero hip-hop. Prima di morire, l’artista ha fatto in tempo a scrivere una lettera d’addio: “Sto scrivendo con le lacrime agli occhi, non per il dolore ma per la gratitudine per la vita meravigliosa che ho potuto vivere e per tutte le splendide persone che ho potuto incontrare”. Nella lettera Guru invita amici e fan a sostenere l’associazione Each One Counts che si occupa di bambini e ragazzi malati di cancro.

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