RIFORMA SCUOLA/ Liceo musicale, dal sogno alla triste realtà

“Il Consiglio dei Ministri approva la riforma dei licei”: finalmente i licei musicali, pensarono in molti. La realtà però è molto diversa. L’approfondimento di ROBERTO LONOCE

07.06.2010 - La Redazione
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“Il Consiglio dei Ministri approva la riforma dei licei”: finalmente i licei musicali! Un anno fa eravamo in molti a esultare per questa grande notizia: che il Ministro Gelmini, raccogliendo le richieste decennali da parte del mondo culturale, riuscisse a istituire fra i licei anche quello musicale!

Purtroppo la realtà oggi è assai diversa. Dai 40 previsti ne sono stati attivati solo 28 in tutta Italia e rispetto alle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale (centinaia) e i Conservatori (AFAM) che sono quasi 80, il numero esiguo di solo 28 licei evoca lo spettro della “sperimentazione”, un’opportunità che potrebbe anche chiudersi. Insomma: la montagna ha partorito un topolino!

Questo nonostante il grande bisogno di musica e di educazione musicale che nasce nei giovani, nonostante la crisi economica che ha portato decine di licei a chiedere l’accreditamento previsto che poi non si è avverato; e nonostante le numerosissime scuole e associazioni sparse in tutto il territorio italiano che offrono “privatamente” corsi musicali di altissimo livello, in molti casi superiori a quelli del Conservatorio.

Sì, era un sogno, quello di far diventare l’Italia come gli altri Paesi europei, musicalmente normale, e con una Tradizione che come affermato da voci autorevoli avrebbe portato l’Italia a non essere più solo il Paese delle “storia della musica”!

Ora staremo a vedere come evolverà: in questo periodo si stanno svolgendo gli esami di accesso: tanti candidati per un numero esiguo di posti. Candidati poi penalizzati geograficamente perché lontani dai licei.

Due domande che evocano un altro spettro: come mai solo 28, non è che il Conservatorio non vede favorevolmente questo liceo e vorrebbe considerarlo come le scuole medie a Indirizzo Musicale di serie B; e poi chi andrà ad insegnare in questi licei? Docenti del Conservatorio che hanno un contratto completamente diverso da quello del comparto scuola? Si sa che la riforma degli studi musicali è molto osteggiata e che il Conservatorio vorrebbe mantenere il privilegio di formare i propri musicisti dall’età infantile (anche molto piccoli) fino alla età matura!

Questi signori vogliono che la musica si insegni solo da loro! Salvo poi a lamentarsi perché il Paese, che è stato accuratamente tenuto fuori da queste diatribe musicali, non vuole sentir parlare di musica colta e non vuole spenderci soldi; perché il pubblico diminuisce; perché i diplomati non hanno speranza di trovare lavoro.

E poi: quanti sono gli allievi del Conservatorio e quanti quelli che finiscono gli studi? Ma qui entriamo in un ginepraio e necessitano molte più considerazioni. Ora però entriamo in merito a questi nuovi licei per scoprirne la natura.

Il profilo d’ingresso

Non si può parlare di liceo, soprattutto di un liceo di nuova formazione, senza prendere in considerazione chi potrà accedervi, quale sarà il profilo di entrata e qui bisogna fare una considerazione molto importante che riguarda proprio l’utenza. Chi sono i futuri allievi di questi licei? E che percorso musicale devono avere già fatto?

La passione per la musica nasce da un incontro, in età infantile, con la musica suonata: non penso proprio che ci si innamori della musica solo ascoltandola o conoscendo la storia di qualche musicista. Quindi è l’incontro con lo studio dello strumento musicale e questo viene offerto in stragrande maggioranza da soggetti privati, da associazioni e scuole musicali. 

Il percorso poi continua, nella migliore delle ipotesi, nei corsi a Indirizzo musicale nelle scuole secondarie di primo grado distribuite in tutto il territorio italiano. Sono stati istituiti nel 1974 con la finalità di allargare l’esperienza dei Conservatori musicali ed estendere lo studio dello strumento musicale in forma più capillare sul territorio.

Attualmente, questi corsi rientrano pienamente nella riforma della Scuola Secondaria di primo grado. Ma dopo questo triennio c’erano due alternative: la prima accedere ai corsi del Conservatorio, accollandosi però un altro istituto superiore (liceo, istituto tecnico, professionale ecc.) per adempiere il percorso generale formativo (il Conservatorio offre solo materie musicali); seconda alternativa accedere ai corsi di scuole private, civiche o di associazioni musicali, preparandosi privatamente agli esami per ottenere un titolo riconosciuto valido. In ultima ipotesi l’abbandono!

Con il Liceo Musicale questi ostacoli dovrebbero essere superati in quanto il curricolo offre sia una preparazione musicale approfondita, sia un’ampia formazione di tipo liceale.

Il profilo d’uscita

E veniamo ora a capire quale scopo si prefigge tale liceo? Innanzitutto portare i più dotati e avanzati nello studio della musica a compiere la scelta, finito il quinquennio, di entrare in Conservatorio (Alta Formazione Artistico Musicale), ma anche per tutti gli altri che, finita la maturità, accederanno ad altre università, avendo però una buona formazione musicale, potendo diventare così intellettuali, insegnanti, ingegneri, scrittori, responsabili di teatro, sovraintendenti o altro, finalmente con la cultura musicale oggi decisamente carente.

 

Quindi possiamo dire che finito il liceo musicale lo studente medio dovrebbe essere in grado di eseguire e interpretare sullo strumento musicale generi e stili diversi, conoscere e analizzare opere significative del repertorio, conoscere le tecniche compositive e usare le nuove tecnologie informatiche relative alla musica.

Il monte ore dedicato alle materie musicali è veramente significativo; speriamo si possa trovare vero spazio alla creatività, alla scoperta del bello, e non ripiegare solo al tecnicismo.

Importante ora è partire, staremo attenti a valutare tutti i risvolti positivi e negativi, per far sì che possano negli anni aumentare in numero e in prestazioni.

(Roberto Lonoce)

 

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