DIRETTA/ Il concerto jazz di Renato Sellani dall’Officina dello stupore

- La Redazione

Il concerto del pianista jazz Renato Sellani in diretta dall’Officina dello Stupore (Tele Pavia)

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Officina dello stupore

DIRETTA – CONCERTO JAZZ – RENATO SELLANI TRIO – OFFICINA DELLO STUPORE – Questa sera, alle ore 21.30, su Tele Pavia, andrà in onda “Allora è Jazz”. Un nuovo programma della durata di 45 minuti dedicato ai grandi protagonisti del jazz italiano e non solo, attraverso la loro musica e la loro testimonianza. Le trasmissioni sono state realizzate “live” all’Officina dello Stupore di Parasacco di Zerbolò (PV).

La prima puntata di questa sera sarà dedicata al grande pianista Renato Sellani che suonerà in compagnia di Mariano Nocito al contrabbasso e Mimmo Tripodi alla batteria. Gli ospiti saranno Giovanni Monteforte alla chitarra e Maurizio Carugno al sax tenore.
Maurizio Carugno, sassofonista jazz e fondatore dell’Officina racconta a IlSussidiario.net l’intuizione da cui è nata l’Officina e la sua passione per la musica.

Fin da quando avevo 17-18 anni, ogni volta che andavo a mangiare in una buona trattoria con una bella compagnia, andavo ad ascoltare un concerto o a vedere una mostra di quadri ho sempre fatto l’esperienza di uscire diverso da come ero entrato, ma non capivo perché. Poi una sera all’uscita da un concerto, di colpo, ho capito. Era come se, dentro l’incontro col gusto insieme agli amici o l’incontro con la bellezza dell’espressione artistica, stessi facendo l’esperienza di essere abbracciato. Mi sentivo voluto bene dentro quel particolare.

Quella sera è iniziato quel processo che mi ha portato a diventare un musicista e ad aprire un luogo di incontro con la bontà e la bellezza che ho chiamato Officina dello Stupore per poter dare anche ad altri l’opportunità di fare quell’esperienza di pienezza e gusto della vita che per me era ormai diventato un avvenimento quotidiano. Ma un altro tassello fondamentale per arrivare ad aprire un locale sui generis come l’Officina è stato l’imbattermi in Federico Tagliabue, carrozziere-saxofonista di Arese, un protagonista del suo tempo, appassionato della vita che aveva imbracciato un saxofono per poter risentire, suonate da lui, quelle belle melodie sulle quali ballava quando era più giovane.

 

Frequentando casa sua fin da giovane ho visto nascere intorno a lui una compagnia di amici che si ritrovava per fare festa con il cibo e la buona musica. Da questo incontro apparentemente casuale è nata un’amicizia che è durata 30 anni, fino alla sua morte.
Quello che mi ha sempre colpito è che la sua casa era diventata il centro del mondo, aperta a tutti di qualsiasi nazionalità fossero? Da lui sono passati alcuni dei più grandi musicisti di jazz americani (che gli portavo io) con i quali era diventato subito amico.

In una società in cui la divisione e la solitudine imperano lui è stato il punto di unità e di amicizia per tutti coloro che lo hanno incontrato? La sua presenza e testimonianza è stata la molla dalla quale è scaturita la realtà dell’Officina dello Stupore.
Ho sempre vissuto la musica e il gusto come ristoro uno dell’anima e l’altro del corpo e mi ha sempre impressionato come, attraverso queste espressioni artistiche, l’uomo abbia da sempre raccontato di sè e dato voce alle proprie tradizioni a partire dal proprio vissuto ed estro artistico in modo da renderle incontrabili da tutti.

Ecco perché sia negli assaggi, come nella musica che propongo la tradizione non può non essere presente in modo persuasivo. Ma la tradizione per essere incontrabile e far percepire quell’abbraccio di cui parlavo prima ha bisogno di esser rinnovata e questo avviene, sia nel gusto come nella musica, attraverso l’imprevedibilità della creazione estemporanea.

Per questo all’Officina il jazz è la musica preferita perché per la sua essenza di musica che vive nel presente (l’improvvisazione è composizione istantanea), per la sua natura di avvenimento diventa una possibilità privilegiata per focalizzare la realtà dandogli senso e apertura? Una forma di espressività complessa, che, aiuta ad entrare in rapporto con la natura intima dell’uomo, con la sua autenticità e bellezza.

 

 

Per questo mi sento di ringraziare sinceramente TelePavia perché ha colto questo aspetto e ha deciso, in assoluta controtendenza (ormai il criterio dominante è dettato da trasmissioni come X Factor o Amici), di rischiare nel proporre, sotto la mia direzione artistica, un programma dove non verrà proposta la musica come forma di intrattenimento ma, attraverso le storie sonore raccontate dai suoi protagonisti, si cercherà di far trasparire uno spirito di ricerca, un’energia e uno spessore musicale che possano manifestare una profondità umana e un desiderio di comunicare la bellezza che sempre la musica esprime quando è espressione del cuore di chi la fa?

Un’occasione per tutti di ridestare una curiosità desiderosa di cose vere e non preconfezionate per ritrovare una giovinezza perché, come diceva Franz Kafka, “la giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza… chiunque sia in grado di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio”.

 

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