SANREMO 2011/ Video, Le Strisce, “Vieni a vivere a Napoli” selezionata per Sanremo Giovani 2011

- La Redazione

La canzone de Le Strisce selezionata per Sanremo Giovani 2011

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C’è molto interesse pe ril gruppo napoletano de Le Strisce, autori di una canzone, Vieni a vivere a Napoli, che sta già facendo parlare di sé. Il brano è stato selezionato per Sanremo Giovani 2011 e ha dunque l’opportunità di partecipare alla finale del Festival di sanremo 2011 se riuscirà a passare la selezione.

Il brano che la band napoletana (Davide Petrella alla voce, Andrea Pasqualini alla chitarra, Raffaele Papa alla batteria, Enrico Pizzuti alla chitarra, Francesco “Zoidberg” Caruso al basso) ha presentato in gara al Festival di Sanremo 2011 per la sezione “Sanremo Giovani 2011”, è stato ammesso nella rosa dei 9 artisti tra cui verranno scelti i 6 partecipanti al Festival della Canzone Italiana di Sanremo (a questi si aggiungeranno i due selezionati da AreaSanremo).   È possibile ascoltare Vieni a vivere a Napoli” sul sito www.sanremo.rai.it per votarlo e farlo proseguire nel cammino che porterebbe Le Strisce in finale, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo.  

“Potremmo farci rapinare nei vicoli, ti porto fuori a cena tra la diossina e il mare”: è un brano ironico e romantico allo stesso tempo, un j’accuse alla loro amata città e alla sua anima, sporca e pulita. Il brano è firmato, testo e musica, dal cantante Davide Petrella.  Le Strisce sono cinque universitari di Napoli. Davide, il cantante, autore di tutti i testi (si definisce «un classico chitarrista da falò») studia Giurisprudenza; Andrea, chitarra, Biologia; Raffaele, batteria, Ingegneria Aerospaziale; Enrico, chitarra, Architettura, e Francesco (aka “Zoid”) basso, Scienze della Natura.

Le Strisce fanno musica ispirata alle band più fresche del panorama rock contemporaneo, soprattutto inglese e americano: solo che, a differenza di molti altri rocker nostrani, di cantare in inglese non ne vogliono affatto sapere. «Siamo un gruppo pop camuffato da gruppo rock», scherzano. Vengono dai comuni di Marano, Aversa, Quarto e Capodimonte, si sono conosciuti in una sala prove. «All’inizio ci chiamavamo Goya, perché Goya dipingeva di notte. Ma con i primi pezzi di cui eravamo davvero convinti, siamo diventati definitivamente LE STRISCE».

Prima ancora di registrare le canzoni, il quintetto ha creato una pagina MySpace solo per far sapere al mondo che esisteva. «Mandavamo in giro viral con scritte tipo  “Le Strisce hanno la coda di paglia”, “LE STRISCE qui lo dicono e qui lo negano” e robe simili. Invitavamo gente di gruppi famosi a concerti che non avremmo mai fatto». Poi sono arrivati i due demo «buttati giù alla bell’e meglio», migliaia di contatti, la lista degli amici che si allunga di ora in ora. Di qui, in breve tempo, la chiamata da un’etichetta importante, la EMI, il primo EP, intitolato “Fare Il Cantante”, e il primo vero album “Torna ricco e famoso” accompagnati da una ribalta live, esplosa il giorno in cui la band ha aperto il concerto dei Kooks ai Magazzini Generali di Milano e proseguita senza soste in giro sui palchi di tutta Italia.

 

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