MINA/ Paolo Limiti: “Questa canzone”, il brano dimenticato che scrissi per lei 40 anni fa (esclusiva)

Paolo Limiti e Mario Nobile. Sono loro gli autori di “Questa canzone”, il brano messo in rete da Mina per ritrovare gli autori di cui si erano persi i contatti. Il racconto di PAOLO LIMITI

20.10.2011 - La Redazione
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Paolo Limiti e Mario Nobili sono gli autori misteriosi di "Questa canzone"

«Pronto, Paolo. Hai saputo che Mina ha inciso una canzone e l’ha messa in rete per ritrovare l’autore?». «Sì Mario, me l’hanno raccontato. È bella?». «Niente male. Pensa, l’abbiamo scritta io e te nel 1971».
Non è da tutti iniziare la giornata con una telefonata così, ma questo è quello che è successo oggi a Paolo Limiti. Il famoso conduttore televisivo, infatti, è anche il paroliere di numerosi titoli di successo del repertorio della canzone italiana. Dall’altro capo della cornetta, in questa bella storia, c’è invece il compositore, Mario Nobile. «Appena l’ho saputo sono andato subito a sentirla su internet – racconta Limiti a IlSussidiario.net –. E devo dire che è stata una grandissima emozione. Mi ero completamente dimenticato dell’esistenza di Questa canzone (l’avevamo chiamata proprio così). D’altra parte, sono passati quarant’anni». E per tutto questo tempo è rimasta in un cassetto? «Beh, può succedere. Mina riceve migliaia e migliaia di brani. Ogni tanto fa un po’ di selezione per poter andare a riprendere ciò che più le piace, nel caso si crei l’occasione giusta. E dal nostro pacchettino devono essere andati persi, chissà dove, i contatti. Fortunatamente però la musicassetta (all’epoca non c’era l’iPod e si usava ancora quella) è rimasta intatta e il provino si è salvato. Fu un’idea di Mario. Spedì il tutto senza dirmelo, proprio dopo aver visto in televisione un mio speciale su Mina. Pensi che, non avendo avuto nessuna risposta, non la depositammo nemmeno alla Siae». Eppure sembra scritta ieri, non è datata. «È vero, ma questo accade quando si resta ancorati a una tradizione e non si seguono le mode. Se lo avessimo fatto, probabilmente oggi farebbe ridere. È lo stesso motivo per cui oggi cantiamo ancora Sapore di sale o Volare. Anche se forse c’è un altro aspetto che ha permesso a questo brano di vedere la luce». Quale? «L’avevamo scritta appositamente per lei, per la sua voce, come già avevamo fatto con Adagio, Credi e Viva lei. E Mina l’ha interpretata per la strepitosa cantante che è».
Il testo, invece, come è nato? «Quando scrivo prendo sempre spunto da qualcosa che ho vissuto o che ho visto. Questa canzone parla di una grande storia d’amore. Uno dei due la canta alla persona amata, solo loro però sanno il perché…».



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