IL RICORDO/ Cesaria Evora, l’ultimo viaggio della “diva dai piedi nudi”

- Irene Vallone

Due occhi grandi, pieni di malinconia, e una vita difficile dall’orfanotrofio all’alcolismo, ma anche grande coraggio e molti successi: IRENE VALLONE ricorda Cesaria Evora da poco scomparsa

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Cesaria Evora

La “diva dai piedi nudi” non calcherà più i palchi di questo mondo: Cesaria Evora è morta il 17 dicembre 2011, in un ospedale dell’isola di Sao Vicente, nel nord dell’arcipelago di Capo Verde, dove era nata il 27 agosto di 70 anni fa. L’ultimo compleanno l’aveva festeggiato con sobrietà, accerchiata da parenti e amici. Gli ultimi mesi l’avevano vista sempre più affaticata e debole, al punto che aveva deciso di non cantare più in pubblico.
Cesaria Evora era figlia di un violoncellista e di una cuoca: la morte del padre, quando aveva appena sette anni, segnò la sua vita perché la madre, con altri sei figli, decise di mandarla in un orfanotrofio. Una vita dura per la cantante, che fino a 50 anni non aveva conosciuto fama né successo. Irene Vallone traccia, per
IlSussidiario.net, un profilo biografico e artistico della grande cantante.

La chiamavano “la diva dai piedi nudi”, come Isodora Duncan. Lei cantava, però, oscillando il corpo generoso sotto colorati camicioni africani, invece che danzare con tuniche bianche. Cesaria Evora, la cantante simbolo di Capo Verde scomparsa domenica scorsa, portava in scena la forza e la fierezza del Continente più povero. La magia dei ritmi meticci che risuonano tra le due sponde dell’Atlantico, dal Senegal a Cuba. Nell’ultimo concerto al Grand Rex di Parigi, sembrava una tigre ferita, fasciata in un vestito a righe, gli occhi grandi, pieni di malinconia. “Sodade” era, infatti, la sua canzone più famosa.

Sentiva che il suo cuore malato – era stata operata lo scorso anno – non avrebbe retto ancora per molto. Così era tornata a Sao Vicente, l’isola dove era nata 70 anni fa e dove è morta sette giorni prima di Natale. Numero che ritorna nella vita di “Cize”, settima figlia di un violoncellista e di una cuoca che, proprio a 7 anni, finisce in orfanotrofio, dopo la morte del padre. Lei non molla e, già adolescente, prende a cantare nei bar o alle feste private. Poi lo scivolone, nella solitudine, nell’alcol, durato dieci anni con il corpo che si fa grande e la voce più profonda.
La svolta viene grazie al produttore franco-capoverdiano José Da Silva, che la porta a cantare sotto la Tour Eiffel.

Nel 1988 il primo album, “La diva dai piedi nudi“, poi “Mar Azul” e “Miss Perfumado”, le prime tournée dagli Stati Uniti al Giappone, fino alla Legion d’Honneur. Nel 2009, dopo un ictus, il coraggio dell’ultimo disco “Nha Sentimento”, poi l’epilogo nella sua piccola Macondo dove, attratti dal fascino delle sue canzoni, ha portato e continuerà a portare migliaia di turisti.

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