MUSICA/ Due libri per salvare il pubblico dell’Opera e della Musica Sinfonica

- Giuseppe Pennisi

Due semplici guide per conoscere da vicino il mondo dell’Opera e dei concerti. GIUSEPPE PENNISI presenta due volumi adatti a tutti, anche ai non esperti del pentagramma

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La Lirica protagonista all'Arena di Verona

Le fondazioni lirico sinfoniche si sono salvate in extremis facendo ricorso a una procedura (l’aumento delle accise sulla benzina) tale da sollevare perplessità (vedi IlSussidiario.net del 26 marzo). Tuttavia, il rischio di nuove crisi è sempre in agguato, non solo dal lato dell’offerta ma anche da quello della domanda. In un saggio pubblicato nel 2006 sul periodico “Musica” sottolineai, sulla base di dati SIAE, come fosse in atto una tendenza di lungo periodo di diminuzione del pubblico pagante. A sua volta, la determinante è non solo la disponibilità di altre forme di impiego di tempo libero, ma la mancanza di “sottostante” (cultura musicale nelle famiglie e nella scuola): a Vienna  città di un milione di abitanti, funzionano cinque teatri d’opera e quattro sale da concerto con grande supporto della popolazione (che paga anche “imposte di scopo” per sostenerli).
 
Un passo importante per migliorare il “sottostante” (termine preso a prestito dalla finanza ma che ben si adatta al problema) sono due volumi appena prodotti da Zecchini Editore :”Guida alla Musica Sinfonica” a cura di Ettore Napoli e “Guida al Teatro d’Opera” a cura di Aldo Nicastro. A differenza dei dizionarietti disponibili anche in edicola, in cui i lemmi sono spesso ultra-semplificati e spesso tradotti da prodotti editoriali stranieri analoghi, si tratta di lavori fatti da squadre di musicologi italiani e che trattano, quindi, con particolare attenzione sinfonica e lirica di frequente programmazione nel nostro Paesi: i lemmi, poi, sono ampi e includono dettagli sull’autore e suggerimenti discografici. In breve, pur rivolgendosi a quelle che un tempo venivano chiamate “le persone colte”, possono essere letti con piacere da tutti coloro che vanno a concerti e opere o si apprestano ad andarci, spesso per la prima volta.
 
La “Guida alla Musica Sinfonica” la “Guida al Teatro d’Opera” non sono indirizzate al pubblico specialistico, agli esperti che sanno o pensano di sapere tutto sul pentagramma, ma pure a chi non ha una preparazione tecnica in materia di filologia musicale. In breve, una “guida” rivolta a tutti, a chi va i concerti, a chi compra dischi, ma anche a chi ascolta la musica mentre lavora o mentre ha un occhio rivolto alla pentola per accertarsi che l’acqua sia arrivata al punto di bollitura per gettare la pasta. È utile pure a chi non sa nulla ma, entrato per caso in una sala di concerto o ascoltata musica “colta” alla radio o in televisione, sente l’esigenza d’informarsi. Ciò non vuole dire tuttavia che l’opera manchi di rigore.

Nella prima, la grande (e anche la piccola) sinfonica sono analizzate al microscopio, con grande attenzione al Novecento e agli autori più recenti (Duke Ellington, Micheal Nyman) A un prezzo alla portata di tutti, rilegata con sobria eleganza, in circa 600 pagine si riassumono 350 anni di storia della musica (e tramite la musica) dell’intera civiltà occidentale: 350 lemmi monografici, 1270 consigli discografici e 172 autori, trattati in ordine alfabetico. Ettore Napoli e la sua squadra (Nicola Cattò, Andrea Cavuoto, Luca Chierici, Luca Minguzzi, Renato Meucci, Gabriele Moroni, Antonio Pomigliano, Vittorio Rabagliati) hanno creato un’opera davvero unica. Avvicinerà – è da augurarsi – i giovani alla sinfonica, facendo loro scoprire che Shostakovich è stato anche una delle pietre miliari del jazz e che Mozart e Salieri non erano così distanti, alla loro epoca, dalla musica leggera.
 
Nella seconda, la squadra guidata da Aldo Nicastro (Luigi Bellingardi, Nicola Cattò, Carlo Marinelli Roscioni, Cesare Orselli) esaminano oltre 85 compositori su un arco di tempo di più di 400 anni, più di 160 opere e forniscono oltre 400 consigli discografici. E’ una guida, quindi, selettiva in cui autori e titoli vengono raggruppati nella “unicità” di visione del gruppo che la ha preparata. Per ogni opera trattata, però, si dà riscontro del contesto storico-musicale e delle caratteristiche di stile e di linguaggio, nonché degli anedotti che la accompagnano.



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