JAZZ/ Wynton Marsalis, l’orchestra in un solista

- La Redazione

ANGELO OLIVA racconta la prima tappa della tournèe italiana di Wynton Marsalis. La recensione del concerto con la “Jazz at Lincoln Center Orchestra” e l’intervista al trombettista jazz

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Wynton Marsalis

Angelo Oliva racconta la prima tappa della tournèe italiana di Wynton Marsalis. Di seguito la recensione del concerto con la “Jazz at Lincoln Center Orchestra” e l’intervista al grande trombettista jazz.
– Sul palco del nuovo Festival del Vittoriale, “Tener-a-Mente”, di Gardone Riviera è salito per la prima tappa della sua tournée italiana il trombettista jazz e compositore statunitense Wynton Marsalis.
I primi a fare il loro ingresso sono i musicisti della famosa Jazz at Lincoln Center Orchestra che accompagnano l’artista. Quindici elementi tra i più importanti del panorama jazz, di cui Wynton é direttore dal 1985, subito seguiti dal leader che inizia a soffiare note e suoni strepitosi dalla sua tromba.
Dopo solo due brani, per nostra sorpresa, Marsalis prende posto nella sezione trombe e suona per tutto il concerto come se fosse semplicemente un membro dell’orchestra, non il ragazzo prodigio, non la star del jazz. Certo, Marsalis prende la parola tra un brano e l’altro per introdurre il tema e i solisti, inventa straordinarie e indimenticabili melodie, assoli e sovra-acuti dal suo strumento, ma la sua decisione di sedersi con i suoi compagni e non di distinguersi davanti al pubblico ha permesso ai musicisti della Jazz at Lincoln Center Orchestra di brillare con lui.
Dal trombettista Marcus Printup al trombone di Chris Crenshaw (cantante), dal sassofono di Ted Nash e di Sherman Irby al sax tenore di Joe Lovano e il pianista Dan Nimmer, la serata é stata caratterizzata per la maggior parte del set da improvvisazioni e assoli che hanno piacevolmente coinvolto, con grandi e lunghi applausi, il numeroso pubblico del Vittoriale, ricreando atmosfere da vecchio club fumoso di New Orleans e regalando qualcosa di mai sentito prima.
La sezione ritmica affidate al bassista Carlos Henriquez e al batterista Ali Jackson, è stata impeccabile.

I brani in scaletta sono stati interpretazioni e rivisitazioni sorprendenti di alcuni classici di Duke Ellington, Chick Corea e James Moody, sassofonista scomparso lo scorso dicembre, oltre ad alcune composizioni originali di Wynton Marsalis

Il talento di Marsalis, unito alla sua disponibilità e umiltà, rende quasi impossibile non amare questo ragazzo del Jazz.
Nato a New Orleans il 18 ottobre 1961, Wynton Marsalis inizia gli studi dello strumento a soli 13 anni. Trasferitosi a New York nel 1979, fu subito notato da importanti musicisti e nel 1981 il pianista Herbie Hancock lo portò in tournèe con il suo quartetto.

Nel 1982 firmò un contratto con la Columbia Records e pubblicò il suo primo disco con il suo nome. Marsalis ha soli ventidue anni quando può considerarsi il trombettista jazz più apprezzato al mondo. Singolare è il primato conseguito nel 1994, anno in cui Wynton Marsalis vince contemporaneamente un Grammy Award per la musica classica e uno per il jazz. Dal 1995 è direttore artistico dell’Orchestra del Lincoln Center di New York, con la quale ha accumulato un numero senza eguali di premi e riconoscimenti, tra cui nove Grammy Award.

Nel 1997 Wynton Marsalis è il primo e unico compositore ad aggiudicarsi il Premio Pulitzer per la musica, il primo mai assegnato a un artista jazz. Dal 1988, Marsalis ha portato la Jazz at Lincoln Center Orchestra, a 15 elementi “virtuosi” attualizzando il concetto di “big band”.
La tourneé prosegue il 21 luglio al Ravello Festival (SA), il 22 luglio alle Armonie d’arte Festival di Roccelletta di Borgia (CZ), il 23 luglio all’Atina Jazz Festival (FR) per concludersi il 24 luglio al Follonica Jazz Festival (GR).

Sono ormai le 23:30, abbiamo da poco assistito a un favoloso concerto di musica jazz di Wynton Marsalis quando con grande piacere il suo manager ci comunica che l’artista è disposto a concederci un’intervista in esclusiva. Sorpresi e lusingati ci ritroviamo con Marsalis, che con un grande sorriso ci accoglie e ci fà accomodare nel suo camerino.

Buonasera e grazie per il tempo che ci concede.

Figurati, il piacere e mio.

Sei un grande musicista, un fuoriclasse, eppure questa sera ti abbiamo ascoltato all’interno della sezione trombe dell’orchestra come un normale musicista di fila. Cosa porta Wyston Marsalis a fare scelte di questo tipo?

Suono da tanto e da oltre 18 anni con questa orchestra, voglio essere un punto di riferimento per tutti i musicisti che suonano con me ma, allo stesso tempo, farne parte. Amo la direzione d’orchestra ma amo anche i musicisti della Jazz At Lincoln Center Orchestra, grandi artisti e professionisti.

Abbiamo notato spesso sguardi e inviti ai tuoi musicisti durante l’esecuzione del brano.

Diciamo che coordino l’esecuzione, chi in quel momento deve suonare oppure quanto deve durare un brano o un solo strumentale. Ciò che sento in quel momento lo trasmetto agli altri, al pubblico, ai musicisti. Non ho bisogno di essere in primo piano per questo.

Sono ormai passati otto anni dall’ultima volta che Lei é venuto in Italia. Come mai tanto tempo?

Ah, non lo so (ride ndr)… l’Italia mi piace molto, ma non conosco il motivo. Forse non mi ha chiamato nessuno.

Conosce la realtà del jazz italiano? Cosa ne pensa?

Certamente! Ci sono grandi musicisti di jazz in italia, anche molto bravi. Ho anche suonato con Dado Moroni e Stefano di Battista, in varie occasioni.

In generale, con chi le piacerebbe duettare?

Con Marcus Roberts. È un grande musicista. Ha anche suonato con noi, ma preferisce situazioni diverse da questa, band con meno musicisti ed è comunque un pianista eccezionale. Abbiamo suonato insieme per molto tempo. Mi piacciono i suoi assoli e il suo stile, ma é anche molto impegnato nelle sue passioni, come insegnare, oltre che suonare.

I Suoi fan vorrebbero sapere come mai non ha ancora pubblicato un metodo per loro.

Non so, non ci ho pensato, non ho in programma la preparazione di un metodo. Suono e creo gli arrangiamenti per i miei lavori. Penso più a suonare…

Mi scusi la domanda, ma su quel tavolo vedo degli spartiti ed una matita. Non mi dica che stava lavorando. 

Lavoro, lavoro e lavoro (ride ndr). Ho dedicato la mia vita alla musica. Mi piace farlo da quando sono ragazzo e non mi pesa.

Il tempo di una stretta di mano una foto ricordo e Wynton Marsalis torna a dedicarsi ai fan che aspettano una stretta di mano e un autografo che vale una storia. Quella del Jazz.

(Angelo Oliva)

I musicisti:

Wynton Marsalis, Direttore, Tromba

Jazz At Lincoln Center Orchestra
Ryan Kisor, tromba
Marcus Printup, tromba
Kenny Rampton, tromba
Vincent Gardner, trombone
Chris Crenshaw, trombone
Elliot Mason, trombone
Sherman Irby, sax alto
Ted Nash, sax alto e soprano, clarinetto
Walter Blanding, Jr., sax tenore e soprano, clarinettoto
Victor Goines, sax tenore e soprano, Bb clarinetto, clarinetto basso
Joe Temperley, sax baritono e soprano, clarinetto basso
Dan Nimmer, piano
Carlos Henriquez, contrabbasso
Ali Jackson, batteria

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