NADA/ L’intervista esclusiva: “Sono una donna complicata”

- La Redazione

Nada, una carriera ultra decennale che si rinnova sempre. ANGELO OLIVA l’ha incontrata per una conversazione esclusiva prima di un suo concerto, il ritratto dell’artista oggi

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Nada, foto di Angelo Oliva

Una lunga carriera, riaperta con un entusiasmo degno di un esordiente. E’ il caso di Nada Malanima, conosciuta da tutti come Nada, sin dai tempio cui trionfò al festival di Sanremo del 1971. Dopo la fase giovanile e, se si può dir così, commerciale, negli ultimi anni la cantante è riuscita a ritagliassi uno spazio nel cosiddetto mondo indie e alternativo, producendo dischi di alta sensibilità e ricerca musicale. IlSussidiario.net l’ha incontrata in occasione della pausa delle prove del concerto di sabato 2 settembre nella suggestiva località di Iseo in occasione della manifestazione “Acustic Franciacorta”. E’ una donna molto bella e molto cordiale e lo capiamo subito da come ci saluta e ci accoglie.

L’ultimo tuo lavoro discografico si intitola “Vamp”. Un titolo provocazione?

Ma no, è un gioco, un divertimento. Dare i titoli è sempre così difficile. Pero “Vamp” racchiudeva un po’ tante cose di me. Di carattere sono un po’ libera, un po’ forte, fragile, un po’ pazza e un po’ con i piedi per terra, un’insieme di cose. E poi comunque sono molto sicura come una vamp. Una donna complicata, complessa… (scoppia in una risata gioiosa)

Come hai scritto le canzoni per questo lavoro? Quali sono state le idee e i percorsi che hanno portato a far nascere questo disco?

Non è che uno parte da un idea precisa, le cose vengono lavorandoci, cioè l’idea precisa e che devo fare un disco. Io sono una che perde molto tempo e sono anche molto pigra. Però poi a un certo punto c’è qualcuno che mi sta vicino e mi dice “no guarda che dobbiamo….” e poi inizio a lavorare, suono e registro in vari momenti, così senza avere un’idea. Poi piano piano, tutte queste cose cominciano a prendere una loro strada, una loro forma. Allora lì comincio ad andare, andare, ma sono soprattutto umori, emozioni, stati d’animo. Non è che ho un soggetto preciso che racconto, una storia completa, ogni piccola canzone è una storia a sé, ma più che storia tipo racconto, sono storie di emozioni, di umori, immaginazioni, fantasia, di sentimenti e di passioni.

C’e’ qualche curiosità o piccolo segreto legato d uno dei brani di “Vamp”? Un ricordo, un posto in particolare?

Nessuna curiosità in particolare, nessun segreto. Tutto il disco l’ho scritto in un posto particolare: dove abito. E’ un posto particolare, come il mio studio. Ho intorno a me una natura meravigliosa e quindi probabilmente anche questa è una condizione che mi aiuta sicuramente a scrivere.

Questo lavoro risuona di diversi stili sonori, passa dal pop all’elettronica. Ti piace mischiare generi e suoni?

Questo disco è venuto così. In effetti mi sono accorta anch’io che c’erano canzoni molto molto diverse, anche perché l’ho scritto in un arco di tempo abbastanza lungo e l’ho registrato anche in periodi diversi.  Ci ho lavorato due anni, ma non tutti i giorni chiaramente, a periodi. Ecco probabilmente questa è una ragione. Per cui evidentemente, ho colto vari momenti e forse non mi sono resa conto… però poi quando ho avuto tutte le cose , ho capito, ho visto… poteva essere una raccolta di emozioni questo disco, ecco!

Nel 1994 nasce il progetto e un disco dal nome “Nada trio”, un trio acustico con Fausto Mesolella e Ferruccio Spinetti degli Avion Travel. Apprezzamenti e riconoscimenti dalla critica (premio Tenco, festival Musicultura di Recanati, etc) sono numerosi, come i concerti sia in Italia che in Europa.  Questa sera vedremo una parte del trio oppure questo è un altro percorso di Nada? Un’evoluzione?

Con Fausto Mesolella ormai siamo in due, il progetto è diventato un duo. E’ una una trasformazione, anche perché il contrabbassista ha formato a sua volta un suo progetto. E’ stata una grande soddisfazione anche se con il trio, ora duo, quest’anno non abbiamo lavorato tanto perché ho dato molto spazio alla promozione del disco.

Ogni generazione ha un suo ricordo di Nada: Ma che freddo fà, Amore disperato, Bolero e Guardami negli occhi. Quali sono i ricordi di Nada legati a questi momenti?

Io non penso mai al lavoro che ho fatto, sono sempre proiettata in avanti, proprio una mia prerogativa, non mi piace. Le cose che sono fatte sono già fatte, hanno avuto le loro storie, Non mi piace rimuginarmi, pontificare perché ho fatto questo e quello. Chiaro che sono esperienze che uno ha dentro, a livello inconscio ce l’hai e speri che siano cose che servano per migliorarsi, per andare avanti. Però io guardo sempre avanti, mi piace così.

C’è anche la recitazione nell’universo artistico di Nada. Anche in questo ci sono dei progetti, delle novità?

No, nessuna novità. Per due anni sono stata in giro con il mio spettacolo teatrale Musicaromanzo, ma il prossimo anno lo riprendo di sicuro. Quest’anno c’è la promozione di Vamp quindi non so se lo riprendo. A novembre partirò per un tour nei club e nei teatri con una nuova formazione.

Ma Nada, così instancabile e poliedrica, nel suo tempo libero, che musica ascolta?

 Ultimamente ascolto poca musica, ultimamente leggo. Sono tornata a leggere perché… non che non leggessi prima, però per tante cose, uno ha da fare… adesso mi sono un po’ ripresa il mio tempo libero e invece di ascoltare musica leggo tanto. La musica ce l’ho talmente
dentro e insomma…. e poi a volte mi piace liberarmi per non sentirmi troppo condizionata. Mi piace scoprire da me le cose.

Quale libro stai leggendo adesso?

La versione di Barney,  e lo consiglio!

(Angelo Oliva)

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