ANALISI/ Il testo di “La tua bellezza” la canzone di Francesco Renga a Sanremo 2012

- La Redazione

Alta poesia o una “boiata pazzesca”? FRANCO MOLON commenta il testo di Francesco Renga a Sanremo 2012. Con ironia lo scrittore lascia aperto il dibattito sul significato della poesia…

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Foto: Infophoto

Questa volta la redazione, chiedendomi di commentare il testo de “La tua bellezza”, canzone che Francesco Renga ha portato a Sanremo, mi ha messo in difficoltà.
E’ vero che sono un allievo della scuola di scrittura “Flannery O’Connor”, notoriamente tra le migliori, ma è altrettanto vero che io sono un ripetente giunto alla terza frequentazione e che, per conseguenza, vive un certo imbarazzo nell’affrontare taluni mostri sacri.
Questi qui, e dico di Renga, Mancino e Faini, non scherzano mica. Già dai primi versi il trio fa capire di che pasta è fatto (E ti guardo perché sei perfetta/ Sei la cosa che più mi spaventa/ Mentre togli il vestito di fretta/ Non rimane che la meraviglia/ Che la tua pelle nuda risveglia) a colpi di metrica e di rima.
Si cammina sul terreno della poesia; ed io, che arranco nei bassifondi dello scrivere, pagherei per poter generare le immagini risvegliate da Sto precipitando amore mio/ Come la pioggia sul tuo viso.
“Roba seria” ho subito pensato quando l’ho letta, per la prima volta, tornando dal lavoro.
Poi sono arrivato a casa; ho levato l’abito e la cravatta; ho infilato i pantaloni della tuta e quel vecchio maglione con il buco sul gomito e mi sono buttato sul divano, rilasciando anche un po’ d’aria, chiedo scusa, per rileggere con più calma.
Stanno rotolando amore mio/ Queste stagioni/ Come sassi in un torrente/ Come fanno i nostri sogni. E’ stato allora che ho capito l’incredibile magia del testo: è interattivo, cambia significato a seconda di come sei vestito.
E’ come “La corazzata Potëmkin”. Si tratta di un capolavoro o di una boiata pazzesca? Dipende. Da cosa? Da come sei vestito. Se indossi una giacca di Armani e prendi un aperitivo, è un capolavoro; se stai in canottiera e ti scaccoli, è una boiata pazzesca.
Non ci credete? Allora fate una prova. Declamate questi versi sorseggiandoli in maniera ispirata: Mentre giri sull’ultima giostra/ Come sopra due metri di onda/ Ogni mio desiderio si incendia. Belli, vero?

Adesso smettete di tirarvela, fate un bel rutto (le signore sono esentate), datevi una grattata al sedere (questo devono farlo anche le signore) e provate a rileggere. Non vi sembra una boiata pazzesca? Cosa vi avevo detto?
E quindi, in conclusione? Cosa volete che vi dica: non lo so! A volte mi sembra che abbia quel certo non so che; altre volte mi pare un testo buono solo per i Baci Perugina. Sono un ripetente, ve lo ripeto; non sono in grado di valutare chi è più bravo di me. Fate voi, vestitevi come vi pare e date il giudizio che preferite.
Bel modo di chiudere un articolo! Non c’è che dire.
Lo so, mi rendo conto, ho fatto proprio una figuraccia e mi dispiace. Mi sa che questa è l’ultima volta che scrivo su queste colonne. Pazienza.
Voi della redazione, però, non potreste darmi un’altra possibilità? Cosa vi costa? Fatemi fare un pezzo sulla farfallina di Belen. Questa volta vado sul sicuro, è un argomento che sento di poter padroneggiare con maggiore dimestichezza. Non vi deluderò.

(Franco Molon)

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