LUCIO DALLA/ Le canzoni più belle

- La Redazione

La discografia di Lucio Dalla è sterminata, e solo enumerare le sue canzoni richiederebbe ore. Tra tutti brani scritti o interpretati dal cantautore, ricordiamo alcuni dei più significativi

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Omaggio a Lucio Dalla, foot Infophoto

La discografia di Lucio Dalla è sterminata, e solo enumerare le sue canzoni richiederebbe ore. Tra tutte, ricordiamo alcune delle più significative. Come “Paff… bum!” e “Quand’ero soldato”, i brani che lanciarono, nel 1966 il suo primo album intitolato “1999”. Assieme ai Rokes di Shel Shapiro canta lo stesso anno, al Festival di Sanremo “Bisogna saper perdere”; ironia della sorte, fu l’anno in cui si uccise Luigi Tenco. Nel 1969 la sua “Fumetto” ottiene un certo successo e viene scelta come sigla de “Gli eroi di Cartone”, programma di cartoni animati della Tv dei ragazzi. Nel 1971 partecipa al Festival di Sanremo con “4/3/1943”, scritta dalla poetessa Paola Pallottino; si tratta della celeberrima “Gesù Bambino”, giudicata da molti uno dei suoi capolavori, a cui dovette cambiare il nome perché giudicato blasfemo. Lo stesso anno pubblico, tra le altre canzoni, “Il gigante e la bambina” che, erroneamente, si attribuisce a Ron (fu lui, tuttavia, a renderla famosa). L’anno successivo è di nuovo a Sanremo con “Piazza Grande”, un’altra delle sue canzoni più note. E’ del 1975, invece, l’inizio del rapporto artistico con De Gregori, con il quale scrive la musica di “Pablo”, brano contenuto in Rimmel, e quella per “Giovane esploratore Tobia”, contenuta in “Bufalo Bill”. Nel ’76, invece, firma il 33 giri “Automobili” contenente la famosa “Nuvolari “ e “Il motore del 2000”, utilizzata anni dopo come colonna sonora di una pubblicità della Fiat.

Nel 1977, con “Come è profondo il mare”, cambia profondamente registro. In esso sono contenute canzoni come “Quale allegria” e “Disperato erotico stomp”, scritte interamente da lui senza appoggiarsi a collaboratori vari. Il nuovo stile, più vicino al gusto popolare, gli varrà le critiche di diversi intellettuali che lo accuseranno di aver fatto una scelta commerciale, ma gli farà guadagnare una nuova fetta di pubblico. Dopo aver pubblicato “Q disc”, con “Telefonami tra vent’anni“ e l’album “1983”, collabora con Mauro Malavasi, realizzando “Viaggi organizzati”, contenente la nota “Tutta la vita” e Washington, musicata da Tullio Ferro, autore musicale di Vasco Rossi. In questo ultimo scorcio degli anni 70 il massimo momento di popolarità grazie al disco omonimo che lo lancia a livello nazionale. E’ quello, bellissimo, che contiene brani indimenticati come Anna e Marco. L’ultima stella e Cosa sarà. Poi il soldalizio, nel 1979, con Francesco De Gregori nel tour di Banana Republic da cui verrà tratto un disco dal vivo e un film. E’ del 1988, invece, il disco “Dalla/Morandi”, con brani scritta da Mogol, Battiato, dagli Stadio e Ron mentre nel 1990 Ron scriverà per lui una delle sue interpretazioni più famose di sempre: “Attenti al lupo”. 

Del 1993 è il disco Henna, con la bellisisma canzone omonima, uno dei suoi lavori più intensi e raffinati. Tre anni più tardi, esce “Canzoni” con un brano divenuto anch’esso celeberrimo: “Canzone”, scritta dal suo allievo prediletto, Samuele Bersani. Tra gli ultimissimi suoi lavori che hanno assurto una certa notorietà c’è “Ciao”, del 1999. Il suo ultimo disco, invece, è uscito il 6 novembre del 2010, con il titolo “Angoli nel cielo”, lanciato dal singolo “Puoi sentirmi”.

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