LUCIO DALLA/ Cei: al funerale meglio non ci siano canzoni

- La Redazione

Cei: al funerale di Lucio Dalla meglio non ci siano canzoni. Anche la famiglia non vuole un evento mediatico, non ci saranno telecamere domani a San Petronio

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Foto Infophoto

Lucio Dalla – Cei: al funerale meglio non ci siano canzoni – Il 4 marzo Lucio Dalla avrebbe compiuto 69 anni, e proprio in questo giorno si terranno i suoi funerali, al pomeriggio (ore 14.30) nella basilica centrale di Bologna, San Petronio. Una celebrazione che cercherà di evitare ogni spettacolarizzazione mediatica, sia per volere dei parenti del cantautore mancato giovedì mattina per un attacco cardiaco, sia su richiesta di alcuni esponenti della Conferenza Episcopale Italiana, che invitano a un gesto di preghiera autentica, che non rischi di diventare un’operazione mediatica tutt’altro che cristiana. Proprio per questo motivo è stato chiesto di non cantare le canzoni dell’autore al momento della celebrazione liturgica.
La richiesta di non trasformare il momento della messa funebre in qualcosa di estraneo al rito cristiano arriva in particolare e in modo esplicito da monsignore Alceste Catella, vescovo di Casale Monferrato e presidente della commissione Cei per la liturgia: “Spero che al funerale di Lucio Dalla non vengano messi dischi con le sue canzoni. Il funerale non è uno spettacolo“. Anche se ovviamente la decisione ultima non potrà essere imposta da chi celebrerà le esequie, ma sarà demandata alla famiglia “non abbiamo i carabinieri per andare a impedirlo”, aggiunge monsignor Alceste Catella.
Alla voce del presidente della commissione Cei per la liturgia se ne uniscono altre sempre della Conferenza Episcopale, che invitano a guardare al significato cristiano della celebrazione, come quella del portavoce della Cei, monsignor Domenico Pompili che ricorda: «Le esequie cristiane non sono uno spettacolo, anche se utilizzano la ricchezza e pluralità di codici della liturgia. La morte è un fatto privato per le persone comuni o pubblico per le celebrità», per le quali è «un evento che si consuma sotto i riflettori, un “media event” che fa notizia per un paio di giorni e regala un po’ di visibilità a qualche personaggio».
Un richiamo a non spettacolarizzare arriva anche da monsignor Angelo Lameri, dell’ufficio Liturgico Nazionale della Cei, per cui «occorre stare attenti, ad esempio, a non circondare in chiesa la bara con oggetti o elementi che vogliono solo esaltare la persona defunta».

E aggiunge «Da parte nostra c’è la preoccupazione che nel simbolismo, nei gesti, anche nei canti, come nel caso di mettere un disco durante il rito perchè il ragazzo defunto amava tanto quel particolare cantautore, ci sia l’intento di esaltare la persona».
La richiesta di non creare un evento mediatico intorno ai funerali di Lucio Dalla arriva anche dalla famiglia del cantautore, che ha già informato che non ci saranno telecamere al rito funebre.
Il Comune di Bologna rispetterà questa decisione e di conseguenza non saranno trasmesse le immagini del rito sul maxischermo allestito in Piazza grande. Per domenica il capoluogo emiliano ha proclamato il lutto cittadino e la partita Bologna-Novara, prevista per le 15, è stata rinviata alle 18,30.



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