BOB DYLAN/ Obama gli consegna la Presidential Medal of Freedom (video)

- La Redazione

Il leggendario cantautore Bob Dylan ha ricevuto la più alta onorificenza civile del governo americano dalle mani di Barack Obama, la Presidential Medal of Freedom

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Foto Infophoto

Barack Obama ha accolto Bob Dylan alla Casa Bianca. Il leggendario musicista e cantautore americano infatti ha ricevuto quella che è considerata la più alta onorificenza governativa americana, la Presidential Medal of Freedom, la Medaglia presidenziale per la Libertà. Non è la prima volta che Bob Dylan riceve riconoscimenti analoghi, ad esempio Bill Clinton gli aveva dato il Premio John F Kennedy, un’altra importante onorificenza. Questa volta però lo stesso presidente degli Stati Uniti, che più volte si è detto grande fan di Dylan, lo ha anche definito come “il gigante più grande nella storia della musica americana”. Nelle parole pronunciate durante il conferimento dell’onorificenza, Dylan è stato definito anche “un trovatore dei nostri giorni che si è affermato come uno dei musicisti più influenti del ventesimo secolo”. Questo perché ”la poesia dei suoi testi ha aperto nuove possibilità per la canzone popolare e ispirato generazioni”. Durante tutto questo, Bob Dylan come suo solito è rimasto impassibile, nascosto dietro a un paio di occhiali da sole da perfetta rock star nonostante il vestito elegante con tanto di papillon. Distaccato e apparentemente non interessato a quanto succedeva intorno a lui, limitandosi a dare una leggera pacca sul braccio di Obama al momento della consegna della medaglia. Bob Dylan, che solo pochi giorni fa ha compiuto 71 anni, sarà in concerto in Italia a metà luglio per una sola data a Barolo nel Piemonte, concerto andato esaurito nel giro di pochissimi giorni. La sua carriera è cominciata esattamente 50 anni fa: nel 1962 infatti pubblicò il suo primo disco intitolato semplicemente con il suo nome e cognome. Oltre al musicista rock, hanno ricevuto l’alta onorificenza anche il premio Nobel per la letteratura Toni Morrison, l’ex segretario di Stato Madeleine Albright, l’ex astronauta John Glenn e l’ex giudice della Corte Suprema John Paul Stevens, e anche l’ex presidente israeliano Shimon Peres. Quest’ultimo era assente. 



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