PATTI SMITH/ Gaber, San Francesco e il regalo più grande alla fan bambina

- La Redazione

Ha incantato tutti con il suo carisma e la sua voce rabbiosa. Da oltre trent’anni monumento del rock, tra reading di San Francesco e omaggi al Signor G. Patti Smith secondo ANGELO OLIVA

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Patti Smith (Infophoto)

Ha incantato tutti con il suo carisma e la sua voce rabbiosa ieri sera a Villa Arconati a Milano, così come al Vittoriale di Gardone Riviera e in tutte le tappe del suo lungo tour italiano. Stiamo parlando della sacerdotessa maudit del rock Patricia Lee Smith, per tutti Patti Smith. Considerata da oltre trent’anni un monumento vivente del rock, si presenta al pubblico italiano in grande forma e con un nuovo lavoro discografico dal titolo “Banga” uscito lo scorso 5 giugno, già campione d’incassi e ai vertice delle classifiche. Protagonista nei giorni scorsi di concerti indimenticabili tra cui il Giffoni festival e il festival Gaber di Viareggio con una memorabile rivisitazione in inglese di “Io come persona” del signor G, la poesia e il rock di Patti Smith ha unito intere generazioni di fan, giovani e meno giovani.

Maglietta bianca, giacca nera, jeans e capello spettinato, Patti Smith si è presentata sul palco con il suo viso vissuto, senza fronzoli o grandi cerimonie, ma solo con il suo stile anti-conformista e da “anti-diva” che da sempre la caratterizza. Con lei sul palco gli storici musicisti di sempre Lenny Kaye alla chitarra, Jay Dee Daugherty alle percussioni e Tony Shannahan al basso. Il suono di questo tour è fondamentalmente acustico, aspetto interessante che caratterizza ed esalta la voce di Patti Smith da sempre rivoluzionaria e sensibile. Con quasi due ore di buona musica e parole, intona tra passato e presente, i suoi grandi successi senza tempo alternati ai nuovi brani come Fuji-san, Ghost, Free money, Distant Fingers, Maria, Pissing in a River, Peaceable Kingdom.

Il concerto si apre con Redondo Beach ballata tratta dall’epico “Horses” disco del 1975 che le diede notorietà e Dancing Barefoot. Con This Is the Girl, sincero ricordo dedicato alla scomparsa Amy Winehouse e la hit April Fool si entra a pieno in “Banga”. Patti Smith canta, parla, balla e recita frasi improvvisate sulla bellezza della natura e della vita. Dispensa consigli e racconti attraverso i suoi testi densi e intensi di significato, dando prova di se e del suo stile solo apparentemente maledetto, una giusta alchimia tra rock di classe e poesia colta. My Blakean Year, Beneath the Southern Cross, le note di Because the Night scritta a quattro mani con l’amico Bruce Springsteen eGloria, cover dei Them di Van Morrison, scatenano un pubblico che accompagna la sacerdotessa nella sua messa cantata in un crescendo di emozioni. Quando trascinata dall’atmosfera rovente, scende tra il pubblico presente in anfiteatro è l’apoteosi: la gente si alza dalle sedie e corre a toccarla e a ballare con lei come in una festa popolare. Ecco la forza di una grande artista: concedersi a pieno, senza timore e retorica. 

Una bambina dai lunghi capelli biondi con una passione smisurata per la Sacerdotessa del Rock vive poi, inaspettatamente, il suo momento di gloria. Arrivata in prima fila con il papà e la mamma viene notata da Patti Smith che con grande affetto la porta sul palco e inizia a danzare sorridente con la sua piccola amica. L’abbraccia, la bacia ed è grande emozione per tutti. 

Patti Smith si sente a casa. Racconta avventure da autogrill e aneddoti sulle sue ispirazioni. La sintonia con il pubblico è totale e le numerose standing ovation ne sono il giusto riconoscimento. La serata si chiude con il brano Banga dall’omonimo album e al grido di People Have the Power, manifesto sul diritto alla libertà.

Ritroviamo poco dopo Patti Smith nei camerini molto provata, ma ancora felice nel ricevere complimenti e richieste di autografi su collezioni di dischi e foto. Non si concede alle domande e nemmeno alla nostra macchina fotografica ma ci stringe la mano e ci ringrazia con un grande sorriso. Una serata magica e piena di emozioni per un’artista che senza dubbio ha fatto e continua a fare la storia della musica, quella musica poetica, rivoluzionaria e densa d’impegno sociale che fa di Patti Smith una delle artiste più importanti della storia del rock contemporaneo a stelle e strisce.

Mentre ci allontaniamo dal Vittoriale, riusciamo a ritrovare tra la folla la piccola protagonista della serata. Dopo una richiesta ai genitori la piccola si concede alle nostre domande: 
Ciao, tu sei la bimba che è salita sul palco con Patti Smith. Come ti chiami? Sara.Quanti anni hai Sara? Sette.
Siamo venuti da Ferrara per accontentarla” ci confessa la mamma. “Questo era a nostro parere, il posto ideale dove portare una bambina a un concerto”.

Ma Patti Smith, chiediamo alla piccola, piace a te oppure alla mamma? “No piace molto a me”.
Sei contenta di aver ballato con lei? “Si molto (sorride incredula sull’accaduto).
Cosa ti ha dato Patti sul palco? “Questa spilla, vedi” e ci mostra fiera il regalo della cantante.

Ma quando vedrai i tuoi amici ed amiche a casa cosa racconterai?

Che ho ballato con Patti Smith”.

Cosa ti è piaciuto del concerto? “Lei”.

Capiamo l’entusiasmo della piccola Sara, salutiamo i suoi genitori ancora increduli di tutto cio che hanno vissuto attraverso la loro bambina suggerendo di rivolgersi al promoter locale per recuperare la preziosa registrazione video dell’evento che, siamo sicuri, la piccola ricorderà per tutta la vita.

(Angelo Oliva)

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