DAVID LARIBLE/ Se il suono più bello del mondo è un bambino che ride

- La Redazione

“In fondo un clown nasce e muore ogni sera. Nasce quando comincia a truccarsi in camerino e muore quando esce di scena”. Le parole del “Clown dei Clown” David Larible. ANGELO OLIVA

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David Larible

Un po’ di cerone, un po’ di cipria, qualche accenno di sorriso da sottolineare con la matita nera, della polvere di stelle tra i capelli, un naso rosso porpora e la fantasia prende il volo nel Vittoriale di Gardone Riviera, proprio come il “Vate” Gabriele D’Annunzio avrebbe voluto. Ecco ciò che è accaduto al Festival del Vittoriale di Gabriele d’Annunzio (dove avevamo già avuto la possibilità di intervistare Paolo Conte). L’artefice di tutto questo con lo spettacolo “Il Clown dei Clown” è Davide Larible, artista di fama mondiale, italiano di nascita e da sempre cittadino del mondo.

Quel mondo che noi chiamiamo Circo e che da subito lo ha cresciuto e consacrato come il Clown dei Clown, il Re dei Pagliacci, uno dei più noti Clown viventi. Tanti riconoscimenti che nella sua lunga carriera ne hanno sottolineato l’innata spontaneità con cui sa esprimere la smisurata passione per il suo lavoro e l’inesauribile carica. Dal pubblico del Madison Square Garden di New York fino al Clown d’Argento al Festival di Montecarlo del ’98 e Clown d’Oro l’anno seguente, divenendo il terzo clown nella storia del circo a raggiungere questa onorificenza, dopo Charlie Rivel nel ’74 e Oleg Popov nel ’81.

Il più simpatico e applaudito clown del mondo ci introduce nel suo magico universo con uno spettacolo pieno di magia, colori, ironia, divertimento e tanta, tanta partecipazione del pubblico protagonista, suo modus operandi prediletto. Il pubblico, suo segreto e vero attore di questo frizzante spettacolo, costruito e ideato con grande maestria dallo stesso David Larible. “Il Clown dei Clown” è un vulcano di idee, gag, capace di tenere alta l’attenzione del numeroso pubblico e dei piccoli fans presenti che, come la tradizione circense richiede, non pagano l’ingresso. Un vero spettacolo per grandi e piccini, capace di far viaggiare la mente e la fantasia lontano, verso mondi che spesso la vita di tutti i giorni ci porta a dimenticare: il mondo dei sogni e quello della fantasia. Già, quella fantasia che trasforma cinque increduli spettatori in strumentisti improvvisati guidati dal maestro/clown David Larible in gag esilaranti.

In tre protagonisti di una commedia alla William Shakespeare con corone, cappelli e spade giocattolo un giovane, un adulto e una graziosa signorina. Oppure un simpaticissimo e coinvolto bambino in uno spruzzatore d’acqua dalla bocca e un giornalista in un lanciatore di palline invisibili.

Saggia e capace colonna sonora dello spettacolo, il pianoforte del maestro Stephan Kunz a sottolineare i momenti di questo spettacolo con grande maestria e patos.
L’artista si concede a pieno al pubblico numeroso del Vittoriale senza filtri, vero, sorridente e con una sana umiltà che colpisce. Persino dopo lo spettacolo concedendo sino a tardi autografi, fotografie e presentandosi con il suo accappatoio di scena, con quel sapore di avanspettacolo d’altri tempi.

“In fondo un clown nasce e muore ogni sera. Nasce quando comincia a truccarsi in camerino e muore quando esce di scena” ci ha detto David Larible, “e poi il suono più bello del mondo è un bambino che ride”. E noi, grazie al Re dei Clown, siamo tornati tutti un pò bambini… almeno fino a domani.

(Angelo Oliva)



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