PUSSY RIOT/ Sting canta per la sorella di Putin: insorge il popolo di Twitter

- La Redazione

Dopo aver firmato uno dei tanti appelli contro la condanna delle Pussy Riot, Sting si è fatto beccare in Sardegna a cantare per la sorella di Putin. Al popolo di Twitter non è piaciuto

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Twitter si scatena contro Sting, l’ex leader dei Police, uno dei musicisti rock più amati al mondo, con milioni di dischi venduti e altrettanti fan. Almeno fino ad oggi. Adesso per l’inglese Sting ci sono infatti dei problemi (tra l’altro non è la prima volta che viene pescato in situazioni analoghe). Sta di fatto che il biondo musicista, dopo aver firmato come tanti suoi colleghi un appello contro la condanna a due anni di lavori forzati delle tre musiciste russe Pussy Riot per la ben nota manifestazione dello scorso febbraio all’interno di una chiesa moscovita, si è esibito dietro ricco cachet alla festa di compleanno della sorella di Putin. Proprio il leader russo che era stato contestato nella manifestazione dalle tre Pussy Riot e che secondo molti ha giocato un ruolo importante nella condanna delle ragazze. E’ successo in Sardegna, in una villa della Costa Smeralda di proprietà di un ricco imprenditore russo, Alisher Usmanov. Qui si trovava la sorella di Putin e, sembra perché non è confermato ufficialmente, anche Silvio Berlusconi, da sempre grande amico personale di Vladimir Putin. Una tipica festa milionaria come quelle che si tengono in Costa Smeralda. Sting avrebbe percepito un cachet da mezzo milione di euro per esibirsi meno di un’ora. Niente di male a esibirsi per i ricchi (anche se Sting è già ricco abbastanza di suo), ma non è piaciuta al popolo di Twitter il fatto che il musicista abbia prima protestato contro l’atteggiamento del governo russo verso le Pussy Riot e sia poi corso a festeggiare la sorella del leader russo. Tempo fa Sting aveva partecipato a una festa privata di un dittatore di uno Stato ex sovietico asiatico: anche quella volta non era piaciuta la scelta del cantante. Che adesso però viene coperto di epiteti, tipo “traditore” e “venduto”. Qualcuno su Twitter ha scritto:  “venduto e super ipocrita: a parola sostiene PussyRiot ma va a cantare per Putin e Berlusconi”. Non si registrano prese di posizione da parte di Sting al proposito. Che dire di questo episodio? In fondo la sorella di Putin non è un politico, e magari Sting ne ha anche approfittato per esprimere il suo parere sul caso delle Pussy Riot. Sta di fatto che l’ex Police si trova al centro di accuse pesanti. 

Sting, sulla breccia dalla fine degli anni settanta prima con i Police poi da solista, vive gran parte dell’anno in una residenza nelle campagne toscane.



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