CAT POWER/ Il nuovo disco “Sun”: finalmente un sole a cui affidare le speranze?

- La Redazione

Il nuovo disco di Cat Power si intitola “Sun”, sole: forse è il segno della nuova speranza dopo anni di dolori e sconfitte per la cantante americana. La recensione di RAFFAELE CONCOLLATO

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Foto: InfoPhoto

La carriera di Chan Marshall (alias Cat Power) potrebbe essere un film: figlia di un musicista, trascorre la sua infanzia sulla strada. Allontanata dalla madre vive a lungo con la nonna e si trasferisce, ancora giovanissima, a New York . Proprio lì compone i primi brani ruvidi e profondi da cui emerge un malessere interiore che la tormenterà (e la tormenta ancora) per tutta la vita. Dal primo lavoro ,”Dear Sir”, a metà degli anni 90, Chan ha passato molte fasi artistiche ogni volta specchio della sua tormentata esistenza. Il talento, che per fortuna le viene riconosciuto da una vasta platea, l’ha portata alla costruzione di uno stile sempre più levigato rispetto agli inizi.

Ogni cambiamento è passato attraverso ai momenti di estrema euforia ma anche e soprattutto alla depressione. I seri problemi  d’alcol l’hanno portata ad esibirsi in condizioni pietose. Ancora si ricordano i concerti interrotti a metà, i brani lasciati a metà e i comportamenti bizzosi sul palco tenuti durante le sue esibizioni. Chi c’era al Tunnel di Milano nel 2003 se lo ricorda ancora. Lo spirito autolesionista e il comportamento in linea con le star grunge degli anni novanta porta comunque i suoi frutti a livello commerciale. La situazione precipita nei primi anni 2000 dove ormai, nonostante gli ottimi lavori da studio,  i live diventano davvero imbarazzanti. Per fortuna e a differenza di altri, Chan trova la forza di farsi ricoverare nel 2006 e liberarsi dalla dipendenza dall’alcol. In quell’anno esce “The greatest”, album equilibrato e pieno di ottimi brani con una forte vena blues , frutto della collaborazione con Teenie Hodges ex collaboratore di Al Green. 

Il ricovero volontario porta alla cancellazione di alcuni show, ma il ritorno sulle scene è la conferma del suo enorme talento. L’aiuta la Dirty Delta Blues Band, formata per l’occasione da ottimi musicisti underground: Judah Bauer (Blues Explosion), Gregg Foreman (Delta 72), Erik Paparazzi (Lizard ) e Jim White (Dirty Three) con la quale finalmente Chan riesce a ripartire proponendo dei superbi live e dimostrando tutte le potenzialità di performer live. Con loro registra anche “Jukebox” composto solo da cover  che spaziano tra brani di Hank Williams, Billie Holiday,  Joni Mitchell (“Blue”) e John Fogerty (“Fortunate Son”). Il tour seguente segna un po’ di stanchezza, forse per l’enorme numero di date. La critica maggiore è la troppa auto referenzialità dei concerti, quasi lei cantasse per se stessa e basta.

A fine 2008 Chan decide di prendersi una pausa dovuta anche all’inizio di una presunta stabilità sentimentale. La cantante infatti inizia una (poi si scoprirà) tormentata relazione con l’attore Giovanni Ribisi, che l’assorbe totalmente facendole lasciare da parte la musica. Solo nel 2011 dichiara di avere composto del materiale, ma niente di veramente pronto, “spunti per il futuro” dichiara. All’inizio di quest’anno , la chiusura della relazione con l’attore (qualche mese dopo la rottura l’ex si sposerà con la modella Agyness Deyn) e i problemi economici sorti nel frattempo (tasse arretrate da pagare), portano di nuovo l’artista a confrontarsi con la durezza della vita. Ma nonostante la scarsezza dei mezzi finanziari(tanto che il produttore Philippe Zdar dovrà lavorare pro-bono fino alla consegna dei nastri alla Matador) e la necessità, fisica e mentale, di fare tutto da sola, esce “Sun”.

A 40 anni e con i capelli (finalmente) corti, Chan Marshal è ancora viva e di nuovo diversa, così come “Sun” è diverso. I lavori di Cat Power erano sempre stati all’insegna dell’immediatezza e della spontaneità dei suoni, suoni veri. Il blues, che ha caratterizzato gli ultimi lavori, è ora solo un accessorio e lo spazio viene occupato dalla ritmica, spesso artificiale. Compaiono molti inserti di elettronica, non che Cat Power sia diventata i Depeche Mode, ma è chiaro che la ragazza di Atlanta non sia totalmente sorda alla scena musicale più coraggiosa e il remix della l’opening  track  “Cherokee” affidato a Nicolas Jarr ne è una prova. 

I suoni si dipanano tra sentori di (ultimi) Radiohead  e caldi momenti in cui si ripresenta “ Cat Power”, quella in cui le ballate e le storie strazianti ti entrano nel cuore e non ti lasciano. “Cherokee”,  la prima canzone, introduce  l’ascoltatore nel nuovo suono: un mix di una batteria lontana , di  voce filtrata e un giro di piano accattivante mischiano il nuovo e vecchio.  La voce è sognante e perfettamente in contrasto con i toni cupi del pezzo (“se muoio seppellitemi a testa in giù”).  “Ruin” e “Real Life” sono i due episodi multistrato anche loro sembrano unire il passato con il presente, ma poi il secondo prevale e sembra incredibile come tutto funzioni. Ci si trova in una serie di sonorità che mai ci si sarebbe aspettati: esaltanti e profonde allo stesso tempo.

“Sun”, la canzone, è proprio un altro pianeta: il tappeto sonoro quasi totalmente elettronico riporta a mondi lontani che solo le pennate della chitarra elettrica riportano a terra. Questo sì potrebbe essere un’outtake degli ultimi Radiohead, ma la cifra vocale è ben differente.

 

 

 

La seconda metà dell’album si apre con le memorabili “Manhattan” e poi con la notevole “Nothin But Time.   Il piano, del primo brano, sostenuto da una batteria quasi marziale, porta direttamente nella misteriosa rappresentazione di un ambiente urbano come quello, appunto, di una big city.  “Nothin But Time”, che dura più di dieci minuti, potrebbe essere “la” canzone dell’album:  speranza,volontà di riscatto e perdono per una come Cat Power non devono essere parole facili in cui credere ancora, ma essendo la musica la sua medicina, Chan non si nasconde: “Voglio vivere / voglio essere qualcuno / voglio dare / e di essere voluto / voglio perdonare / e non essere dimenticata / voglio arrivare alla fine / voglio vivere il loro modo di vivere”.  La coda del brano in coppia con Iggy Pop (uno che di rinascite ne sa qualcosa) è epica.

La finale “Peace and love” è dura e determinata e chiude degnamente il nono lavoro solista, quello della (ennesima) rinascita. “Sun” dimostra che Chan ha ancora la capacità di trasmettere emozioni , sia attraverso la sua voce che attraverso le sue scelte, ora come non mai. Le contraddizioni sono il suo marchio di fabbrica e nella sua vita sono all’ordine del giorno. Ogni suo lavoro mostra la lenta trasformazione della sua psiche con momenti di dolore intenso uniti a passaggi di speranza, gioia e perdono.  Bentornata Gatta.

 

(Raffaele Concollato) 




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