CONSERVATORIO/ Caro Arciuli, ingiusto attaccare “La musica del cuore”… altro che Allevi

- Pietro Blumetti

Secondo PIETRO BLUMETTI è ingiusto attaccare lo scenggiato La musica del cuore. Lo dice in questa lettera aperta a Emanuele Arciuli, grande pianista italiano

pianoforte_r439
Concerto Lang Lang (Infophoto)

E NO caro Arciuli: i “responsabili” della carriera e della fama di musicisti come Allevi non sono certo gli sceneggiati come “La Musica del Cuore”…anche perché sceneggiati di questo tipo, che avessero per protagonisti assoluti la Musica Colta e i ragazzi che la studiassero con passione, non sono stati mai trasmessi.   Ed infatti non è stato certo il produttore di questo sceneggiato a conferire ad Allevi l’Onorificenza di Cavaliere della Repubblica …per meriti Culturali!  né lui ad invitarlo  a dirigere nel nostro Parlamento.

Ma questo violento e sostanzialmente superficiale attacco a questo sceneggiato (la cui programmazione non è neppure terminata) non mi sorprende; perché so perfettamente come purtroppo sopravviva nel nostro paese, proprio in gran parte di coloro che rappresentano (o che dovrebbero rappresentare)  il mondo della Musica Classica, una mentalità ormai del tutto anacronistica  legata ad un mondo del tutto superato e definitivamente cancellato dai profondi mutamenti che si sono prodotti nell’attuale società. Per quanto mi riguarda, al logoro, logorato e fuorviante termine “Musica Classica “preferirei il termine “Musica Colta”;  per indicare  nel modo più giusto una Musica  che sia collegata ad approfondite conoscenze sia per essere composta o suonata che per essere compresa pienamente.  

Arciuli (“nostro” Pianista peraltro di indubbio valore!)  si fa dunque espressione di quel mondo Accademico che sopravvive all’interno dei Conservatori  (sempre di più Cattedrali nel Deserto) e delle pochissime grandi istituzioni Musicali rimaste in piedi (che in realtà servono, più che altro, a garantire l’Apparenza di una Cultura Musicale in Italia).
 Un mondo incapace di guardarsi intorno con la necessaria intelligenza o, più spesso, buona volontà che lo porterebbe  ad accorgersi di come, spesso inconsapevolmente, sia proprio lui uno dei più grandi “nemici” della Cultura Musicale e contro una reale valida Riforma degli Studi Musicali.

Un mondo costituito in gran parte da una categoria di professionisti che è indifferente alla società in cui vive,  e continua miopemente a beneficiare dei meschini privilegi elargiti da una indegna Politica  (di questo importante problema ho già ampiamente e dettagliatamente scritto su alcuni dei miei articoli pubblicati sul quotidiano online  Il Sussidiario).

Lavorando da molti anni come docente di Pianoforte nell’Indirizzo Musicale  sono  a contatto diretto con il reale mondo in cui sono costretti a vivere i nostri ragazzi (naturalmente partecipo e “vivo” la reale società italiana anche come genitore), e so dunque benissimo cosa significhi avvicinare oggi i ragazzi alla Musica Colta; non è affatto facile, anzi, come tutto ciò che sia minimamente complesso e richieda tempo ed attenzione prolungata, è una cosa difficilissima!

Trovo che sia sinceramente del tutto fuori luogo (oltre che sbagliato) ricercare ed aspettarsi l’espressione di una reale oggettiva alta “qualità musicale” in sceneggiati come “La Musica del cuore”, perché sono destinati al grande pubblico; ed  è veramente assurdo pensare che possa interessarsi ed appassionarsi  a musiche particolarmente complesse chi non ha gli strumenti indispensabili per comprenderne la bellezza.

Ritengo invece che questo sceneggiato  sia un qualcosa di “coraggioso” e importante  per promuovere la Musica;  anche perché si tratta  di un evento rarissimo: mai in prima serata su Rai 1 si sono visti come protagonisti così tanti  ragazzi “normali”… che suonano misteriosi  strumenti acustici … e si appassionano alla Musica “Colta”!

L’oggettiva “qualità” e il rispetto reale della Cultura musicale andava in questi anni ricercata, e andrà in futuro pretesa, in ben altri ambiti e situazioni.
Lo sguardo attento e critico del “virtuoso” mondo Accademico  andava  infatti rivolto, prima di tutto,  all’interno dei Conservatori stessi;  per denunciare come essi, a causa di una  “Non- Riforma” degli Studi musicali, siano lontanissimi dall’esser divenuti Istituzioni che garantiscano ai propri alunni la più Alta Formazione Musicale  e che in questi anni hanno visto i loro Corsi di Studi indegnamente svuotarsi di contenuti reali e riempirsi di un fiume di “chiacchiere e cavilli” che hanno dato vita a percorsi didattici ridicoli ed approssimativi (troppo spesso rivolti solo al più facile raggiungimento del nuovo “prestigioso” Diploma “a punti” … di II livello).

Oltre che nei Conservatori (le “Università” degli Studi Musicali) il  luogo in cui dovrebbe essere garantito il rispetto della Cultura Musicale è la scuola secondaria di I e II grado;  perché è solo attraverso tali istituzioni che può essere diffusa Cultura Musicale nei nostri ragazzi e dunque all’interno della società.  E dunque il “colto” ed “esigente” mondo musicale accademico avrebbe dovuto scandalizzarsi anche per l’assoluta mancanza di Studi Musicali nei Licei ; denunciando  come fosse gravissimo e ridicolo che, per un intera città grande come Roma, esista una sola sezione di Liceo ad Indirizzo Musicale (che è, per di più, relativa a tutti gli strumenti musicali esistenti). 
Nessuno ha combattuto battaglie affinché la Formazione musicale di Base di qualità reale, estromessa dai Conservatori riformati, fosse istituita e diffusa adeguatamente nella scuola secondaria.

Mi riferisco  naturalmente della Formazione che può e deve essere garantita dai Corsi ad Indirizzo Musicale presenti nella scuola Media (istituiti da oltre un decennio nella scuola italiana);  Corsi che rivestono un ruolo formativo importantissimo per la diffusione della Cultura Musicale all’interno della nostra società,  ma che sono ancora quasi sconosciuti ed assolutamente facoltativi.  

Ancora a  proposito di cosa provochi danni alla Cultura Musicale, nulla è stato mai detto in merito e contro il fatto che la Formazione musicale di base sia ancora presente nei Conservatori a causa dell’istituzione di approssimativi Corsi pre-accademici (sostanzialmente “illegali”, perché  la l. 508/99 ha trasformato i Conservatori in Istituti di livello esclusivamente! “universitario“) .

Sono queste le cose importanti per cui e contro cui il mondo Accademico avrebbe dovuto in questi ultimi dieci anni scandalizzarsi e mobilitarsi, facendo sentire con forza e determinazione la propria voce!   Altro che scagliare critiche, tanto feroci quanto superficiali e fuori luogo, per uno Sceneggiato come “La Musica del Cuore”.

La verità è che sono stati troppi i Musicisti che lavorando all’interno dei Conservatori (in tal vil modo “riformati”…) hanno sostanzialmente approfittato dell’abbandono in cui è stata lasciata la Cultura Musicale in Italia; troppi coloro che sono stati disposti  a “subire” un’indegna Non-Riforma degli Studi Musicali che in questi anni ha calpestato non solo la Cultura Musicale ma anche fondamentali diritti personali e professionali della stragrande maggioranza dei Musicisti Italiani. 

Troppi si sono “riempiti” le proprie classi  “approfittando”, per esempio, di una scandalosa legge che per 10 anni ha svilito il valore del Diploma di Conservatorio (ora finalmente cancellata …dopo 10 anni di battaglie combattute, per la verità, da pochi!), costringendo tanti “vecchi ex-alunni” (ed ora “colleghi”… meno fortunati) a tornare a “studiare” come fossero ragazzi, per conferire nuovamente il massimo valore al proprio Diploma… e con professori che in realtà elargivano un titolo formalmente “superiore” a quello in loro possesso (essendo stati anch’essi “decretati “ ignoranti esattamente come loro).
Questo si che è stato un colpo durissimo sferrato contro la Cultura Musicale Italiana (di cui il glorioso Diploma rappresentava, riconosciuto in tutto il mondo, la più alta espressione accademica); questo si che è stato un qualcosa di grave e, anche umanamente, alquanto riprovevole e scandaloso! 

 

Voglio sottolinearlo nuovamente:  sceneggiati di grande diffusione, in cui siano assoluti protagonisti la Musica Colta e ragazzi che la suonino e la vivano con passione e dedizione non producono assolutamente danno a quel che resta della Cultura Musicale Italiana; sono anzi una rara pubblicità, che potrebbe risultare preziosa per avviare i ragazzi a Corsi di Studi Musicali di qualità…

Ed eccoci tornati a quello che è il fondamentale problema reale:  istituire e diffondere in Italia Corsi di Studi Musicali di qualità. Questo è IL Problema da risolvere per far sì che venga rispettata la Cultura Musicale nel nostro paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori