ENZO JANNACCI/ Il ricordo di Adriano Celentano: eravamo rock dentro, ribelli nell’anima

- La Redazione

Adriano Celentano ricorda l’amico scomparso Enzo Jannacci andando ai tempi in cui si conobbero e suonavano insieme in un gruppo rock, ecco il suo messaggio

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Mentre prosegue l’omaggio dei milanesi alla camera ardente dove riposa Enzo Jannacci, da ieri spostata presso il teatro dal Verme per consentire un più comodo accesso alle migliaia di persone che vi si vogliono recare, uno dei grandi amici dello scomparso cantante gli ha reso un sentito ricordo. Si tratta di Adriano Celentano: proprio con lui Enzo Jannacci mosse i primi passi della sua esperienza artistica, suonando il pianoforte durante la storica esibizione al primo festival del Rockn’n’roll nel maggio 1957. Celentano in un messaggio scritto sul suo blog ufficiale ricorda Jannacci “come un forza della natura”: “Sia che suonasse jazz o ‘Rosamunda’ ci metteva lo stesso entusiasmo. Perché lui era davvero amante della vita in tutte le sue manifestazioni, nonostante facesse fatica a credere che questa di vita, un giorno potesse continuare”. Celentano ricorda proprio i giorni quando i due si conobbero: “Era il 1956 quando nelle balere della vecchia Milano si aggirava uno strano tipo, morto di sonno a causa di un secondo lavoro, intrapreso quasi a sua insaputa, che gli permetteva di dormire non più di tre o quattro ore per notte. Un lavoro mai remunerato se non con un semplice panino e una birra: di notte si dimenava nei locali notturni mentre di giorno, quasi russando, aggiustava gli orologi”. Questo personaggio era Enzo Jannacci. Celentano ricorda poi quando lui, Jannacci e Gaber suonavano insieme, scatenati e “convinti che il rock non fosse solo fare musica ma soprattutto essere rock dentro, ribelli nell’anima”:Sia che suonasse jazz o “Rosamunda” ci  metteva lo stesso entusiasmo. Perché lui era davvero amante della vita in tutte le sue manifestazioni, nonostante facesse fatica a credere che questa di vita, un giorno potesse continuare”.



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