IL FATTO/ Marco Pierobon e tre bande insieme per un “inno” alla vita

CLAUDIA CABRINI ci parla di un concerto tenutosi ieri a Cremona che ha visto la partecipazione del trombettista Marco Pierobon insieme a tre bande musicali

13.05.2013 - Claudia Cabrini
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Alcuni dei ragazzi che si sono esibiti ieri

“Il motto di ogni Lions che si rispetti è We serve, perché ciò che riempie il cuore è l’aiuto al prossimo, il servire l’altro, e il comprendere che non c’è niente più importante del Dono della Vita”: introduce così il presidente del Lions Club di Vescovato, Marco Tinelli, il concerto tenutosi ieri sera, presso il Teatro Ponchielli di Cremona, in favore dell’associazione “Il Cireneo o.n.l.u.s”, che ospita bambini disabili e che, quotidianamente, è alla ricerca di aiuto affinché loro, soggetto primo dell’azione, non vengano dimenticati, ma, al contrario, circondati d’amore sempre. Sul palco, a intrattenere egregiamente gli spettatori, una band formata da ragazzi, dai 5 anni in su, sino ad arrivare a musicisti dai capelli argento, un poco più esperti dei piccoli che nonostante la giovane età, riempiono lo strumento di emozioni, trasportandole, senza esitazione, al pubblico ascoltatore.

Un trio di congregazioni musicali, quello che ieri ha fatto commuovere, grandi e piccini, non togliendo altresì spazio al divertimento, con il simpaticissimo maestro trombettista Giovanni Grandi, a intrattenere il pubblico tra un brano e l’altro. Sul palco la “Mauro Moruzzi Junior Band”, in perfetta amalgamazione con la “Crescendo”, giovani cremonesi che, per l’appunto, crescono – sia in età che in bravura – giocando sulla morfologia del nome che li contraddistingue, e, ancora, i venuti da lontano, la “Mezzabanda” composta da musicisti di età differenti, prevalentemente giovanissimi, originari dell’emiliana Mezzano Inferiore, nei pressi di Parma, che, ci scherzano su, “hanno dovuto attraversare il Po per essere presenti stasera”.

Nessun presentatore, ma una comunicazione tutta improntata sul videowall ha fatto da scenografia a un insieme di note e amore mai visto prima. Ospite d’eccezione il pluripremiato trombettista Marco Pierobon che, nonostante una carriera ricca d’esperienze artistiche importanti, è riuscito a far apprezzare la sua raffinatissima musica al pubblico, non solo per la sua inenarrabile capacità comunicativa, ma anche e soprattutto per la sua inaspettata e apprezzatissima umiltà. Marco Pierobon, infatti, possiede la sopraffina qualità dell’arrivare dritto al cuore. La sua musica non solo commuove ed emoziona, ma diventa tutt’uno con ciò che la circonda. Un sottotesto che nessuno riesce a evitare, quello di sogni che immediatamente diventano realtà, quasi col suono della tromba non si producessero note, ma fiabe.

Primo Premio nei concorsi internazionali di Passau, in Germania, Imperia e Aqui Terme, Marco Pierobon è stato per quasi dieci anni Prima Tromba delle Orchestre del Maggio Musicale Fiorentino, così come dell’Accademia di S. Cecilia, collaborando con l’Oltreoceano, nella Chicago Symphony Orchestra, tornando a Milano, qualche tempo dopo, per l’Orchestra Filarmonica della Scala. Spesse volte esibitosi come solista, ha suonato in tutto il mondo, arrivando a conquistare le palpitazioni di Cina, Giappone, Stati Uniti e Argentina.

“I miei figli si sono addormentati. Sono dietro le quinte, e la musica di papà ha fatto loro da ninna nanna” sorride, sul palco. “Biagio, il più piccolo, si è appisolato in un tamburo” dice. È simpatico e riccissimo Marco, che quasi sembra un amico in comune, nonostante, al contrario, difficile è immaginare quanto, in ambito musicale, sia considerato “uno che conta”.

Poi il richiamo al perché della serata che, tutto esaurito, ha radunato in un Teatro come il Ponchielli 1100 persone che hanno aperto il portafogli, e si sa ultimamente esser cosa tutt’altro che facile, per aiutare chi ne ha bisogno. “Questo ci fa capire come la generosità delle persone non sia scomparsa. Non possiamo far altro che ringraziarvi tutti, uno a uno, perché siete qui stasera e perché state aiutando, con la vostra presenza, i nostri figli a crescere in modo migliore” dice Cristiano Guarneri, presidente dell’Associazione “Il Cireneo”.

Sul videowall i volti dei bambini per i quali il concerto è stato organizzato. Alcuni grandi altri piccini, zeppi di tubi per permettere loro di nutrirsi, o respirare. Ma con gli occhi che sorridono, e con la bocca che fa altrettanto. Tutti felici, in una piscina di palloncini, o a festeggiare il loro compleanno davanti a una torta dalle candeline accese. Sorridenti, per niente tristi ma contenti. E, forse, anche molto più in gamba – sotto certi punti di vista – di quanto non lo sia ognuno di noi.

“La verità è che il cuore dell’uomo continua a rispondere, se provocato. L’umanità non è scomparsa, voi ne siete la prova. Grazie, ed evviva la vita!” conclude Marco Tinelli, organizzatore del Concerto, presidente del Lions Club di Vescovato. Una serata che sicuramente verrà a lungo ricordata, non solo dal pubblico, emozionatissimo e commosso, ma da tutti i Lions presenti in sala. E dai genitori di quei bambini che il sorriso non lo perdono mai. E dal cuore di ognuno di noi che, nonostante tutto, non può negare di essersi aperto, in quelle ore più che mai.

Bravo Marco Pierobon, bravissime band. Evviva la vita sempre.

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