VASCO ROSSI/ Sono stato in coma tre giorni, volevo uccidermi. Ecco la mia malattia

- La Redazione

Vasco Rossi racconta i retroscena della malattia che lo ha tenuto in pericolo di vita per due lunghi anni. Volevo anche uccidermi, confessa. Ecco le sue parole

VascoRossiTour2012R439
Immagine di archivio

Vasco Rossi si racconta in una intervista a La Repubblica. Una intervista che rivela per la prima volta la verità sulla misteriosa malattia che lo ha tenuto lontano dalla musica per due anni, ma che soprattutto ha spaventato migliaia di persone che temevano per la sua vita. Ricoveri in ospedale, ritorni a casa, misteriose ricadute: si era pensato di tutto. Adesso che finalmente è guarito e sta per tornare ai concerti, Vasco spiega cosa è successo. Un batterio killer che aveva attaccato il miocardio: “sono vivo per miracolo ma del resto è la vita stessa a essere un miracolo” dice. Un batterio che i medici definiscono la malattia del terzo millennio, che lo ha costretto addirittura in coma per tre giorni. Dopo, visto le condizioni in cui si trovava, non ha paura a dire che aveva anche pensato al suicidio. A salvarmi non è stata la fede, dice, ma l’amore della mia famiglia e l’affetto dei fan su internet.  “Questo streptococco vive normalmente sulla pelle ma quando trova una ferita o un’infiammazione entra in circolo e, se ti trova con le difese immunitarie basse, comincia a distruggere tutto sino a farti fuori, in un mese” spiega. Adesso però che tutto è finito ecco che si torna ai concerti, là dove era stato costretto a fermarsi: riprende il Live Kom Tour del 2011. “Avevo lasciato una cosa a metà e ho pensato fosse giusto portarla a termine. Ma è anche una bella scusa, perché avevo voglia di tornare a cantare: ho intenzione di morire su un palco, io, mica in un letto d’ospedale”. Date già tutto esaurite negli stadi di Torino e Bologna: stesso concerto stessa scaletta, spiega. Anche se ha inserito alcune canzoni a contenuto sociale come C’è chi dice no, Gli spari sopra e Stupendo per raccontare la crisi di oggi. 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori