OPERA/ La “trasfigurazione” raccontata dalla Sagra Musicale Umbra

- Giuseppe Pennisi

GIUSEPPE PENNISI ci parla dell’edizione 2013 della Sagra Musicale Umbra, fondata nel 1937: il tema conduttore di quest’anno è quello della “trasfigurazione”. 

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Il Teatro Morlacchi

Agosto e settembre non sono solo i mesi dei festival estivi alla ricerca di pubblico vacanziero. Il Festival di Salisburgo è iniziato con una “ouverture spirituale”, una serie di concerti dedicati all’Alto. Molto forte il contenuto spirituale del Festival Enescu , che ogni due anni si svolge in settembre (con circa 150 appuntamenti a Bucarest e nel resto della Romania). Allo “spirituale” si rivolge anche il MiTo 2013, che per 18 giorni trasforma Milano e Torino in un unico palcoscenico.

Tuttavia, La fisionomia unica della Sagra Musicale Umbra, fondata nel 1937, consiste nel connubio fra la bellezza monumentale e paesaggistica di alcuni dei più suggestivi luoghi dello spirito e un programma musicale costruito sulle caratteristiche storiche e architettoniche delle diverse sedi in cui si svolgono le manifestazioni del Festival. Il percorso dei concerti e degli spettacoli si caratterizza anche nell’edizione 2013 su un tema conduttore, quello della “trasfigurazione”.

“La musica- sottolinea il Direttore Artistico Alberto Battisti- è l’arte che meglio di ogni altra espressione umana riesce nel miracolo della trasfigurazione. Le passioni umane, il pensiero, il mistero dell’inconscio si trasformano in suono e il reale ne risulta sublimato. Nel percorso della 68sima Sagra Musicale il termine è inteso nella sua dimensione più spirituale, come immersione nella luce e nel respiro dell’assoluto, partendo dalle potenti trasfigurazioni sonore wagneriane, da quel concetto di Verklärung che ha in sé appunto il significato di passaggio dalla condizione corporea e materiale a quella della luce, dello spirito, infine del suono”. È la tenerezza paterna del dio Wotan che si fa abbraccio musicale intensissimo a Brünnhilde colpevole eppur fedele, difesa dalla magia di un fuoco divino che la serberà all’eroe purissimo. O l’epicedio sulla morte di Sigfrido, che accompagna nella glorificazione dei temi l’ascesa di quell’eroe nell’eternità. È la metamorfosi finale di Isotta, trasfigurata nell’assoluto di un amore fatto canto.

Il tema della trasfigurazione è anche centrale alla celebrazione del bicentenario della nascita di Wagner, nel concerto inaugurale affidato alla Prague Philharmonia guidata da Jiri Belhohavek. In quel programma figura tuttavia un’altra trasfigurazione, quella del ritmo, inteso come centro generatore della Settima Sinfonia di Beethoven. E l’incanto di un addio alla vita quattro ultimi Lieder di Richard Strauss, dalla voce di Christiane Oelze e dalla freschezza degli strumentisti della Junge Deutsche Philharmonie, diretta dall’astro nascente David Afkham, metterà il sigillo finale alla Sagra, insieme alle vertiginose visioni sonore di Lontano di György Ligeti discendenti per li rami dalla magnificenza sinfonica del Concerto per orchestra di Bartók. Nella purezza romanica della Chiesa templare di San Bevignate, i cento anni dalla nascita di Benjamin Britten verranno celebrati con l’allestimento della sua “Parabola da chiesa” Curlew River, geniale fusione della sacra rappresentazione medioevale con la stilizzazione simbolista del teatro Nô giapponese, nell’intensità narrativa ed emozionale del dolore di una madre trasfigurato nella Fede. Curlew River torna a rivivere alla Sagra Musicale Umbra dove ebbe la sua prima esecuzione italiana nel 1965, curata dall’autore.

La sintesi perfetta tra acustica e splendore artistico della Basilica di San Pietro a Perugia sarà ancora una volta lo spazio ideale per l’ascolto di un’altra grande partitura consacrata alla trasfigurazione musicale del dolore, quello di Maria ai piedi della croce nello Stabat mater di Haydn affidato agli specialisti dell’Accademia Hermans diretti da Fabio Ciofini. E Britten risuonerà anche nella Chiesa della Santa Croce a Torgiano con i Sonetti spirituali su testi di John Donne e di Michelangelo Buonarroti, intonati da Mark Milhofer. Il Santuario quattrocentesco di Castel Rigone, immerso nel verde delle colline del Trasimeno, ospiterà le polifonie palestriniane composte per la Festa della Trasfigurazione di Cristo, con le voci autorevoli della Stagione Armonica e la direzione di Sergio Balestracci.

E ancora, le polifonie arcaiche e contemporanee delle voci mirabili di Amarcord, ensemble vocale tedesco, sono ospitate nel gioiello romanico di San Nicolò a San Gemini, mentre una serata wagneriana di suoni e immagini al Teatro Cucinelli di Solomeo, vedrà le rare trascrizioni per due pianoforti della Walküre e del Parsifal eseguite da Alessandra Gentile e Cord Garben fondersi alle illustrazioni d’epoca di David Rackham e Willy Poganyi. Nella Chiesa Museo di Montefalco, l’arte del giovane pianista nigeriano Sodi Braide si farà intermediaria per la restituzione delle meditazioni sonore di Bach, Schubert, Liszt e César Franck. Di particolare significato, nel pellegrinaggio musicale della Sagra, sarà il festeggiamento degli ottant’anni di un grande protagonista della musica del nostro tempo, Krzysztof Penderecki, ospitato nella culla della spiritualità francescana, il o Chiostro del Convento di Assisi. Nel segno di un legame rinnovato e rafforzato fra l’antico Festival e la patria di Francesco, sarà proprio la Cappella Musicale della Basilica Superiore, guidata da Padre Magrino, ad aprire nella Cattedrale di san Lorenzo a Perugia la festa umbra della musica con una solenne celebrazione liturgica officiata da S. E. Bassetti.

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