MARCO ZANZI/ Tra country e bluegrass, la musica della bellezza del cuore

- Paolo Vites

Marco Zanzi, provetto musicista del varesotto, ha pubblicato due cd che raccolgono il meglio della sua visione musicale, con lo sguardo e il cuore verso gli States. di PAOLO VITES

zanzi_cd_R439
Immagine di archivio

A fine anni settanta era impensabile vedere qui in Italia su di un palcoscenico qualcuno che suonasse quella musica. Eppure chi scrive ricorda benissimo che accadde: due chitarre acustiche e un banjo, brani ascoltati fino ad allora alla radio o su vinili di importazione difficili da reperire nei negozi di casa nostra. Erano di Varese e suonavano musica country e bluegrass. L’autentica musica popolare americana, e la suonavano benissimo. Di due di loro non sappiamo che cosa facciano oggi, ma uno di loro le strade della vita ce lo hanno fatto ritrovare con i suoi cd. Che musica fa oggi? Sempre quella, la musica popolare nordamericana. 

Marco Zanzi è uno dei più talentassi musicisti d’Italia, fantastico chitarrista e provetto banjoista, talmente bravo che ha spesso inciso e suonato anche negli Stati Uniti e insieme a musicisti americani. Uno dei suoi progetti è la Piedmont Brothers Band, ensemble aperto in cui si ritrovano di volta in volta il meglio degli appassionati italiani di quel genere musicale e tanti americani. Spesso è riuscito a portarsi in studio leggende degli anni settanta come Rick Roberts, Richie Furay, Herb Pedersen e tanti altri. Coautore delle sue canzoni è spesso l’amico Ron Martin, autore e cantautore direttamente dagli States.

Adesso Zanzi si è tolto un’altra soddisfazione, incidere quasi in contemporanea due cd da solista, “Marco Mock Zanzi” che contiene diverse cover e brani autografi, e uno quasi del tutto composto di suo pugno, lo splendido “Time to start again Time to fly again”.

Negli anni la sua cultura musicale si è arricchita sempre di più, aggiungendo anche sonorità rock, o meglio country rock, quell’unione tra mondo popolare e mondo rock che gruppi straordinari come Poco, Eagles, Byrds e Flying Burrito Bros immisero nella scena musicale dei primi 70. 

E’ una musica questa che contiene vibrazioni positive, grande gioia, bellezza ed entusiasmo, ma anche malinconia, introspezione. In una parola le coordinate del cuore. Ed è la cifra artistica di Marco Zanzi, che di questa bellezza musicale si è impossessato per portarla nel nostro paese.

E’ in questa chiave che si dipanano i due cd. Il primo contiene brani di autori classici di questo mondo: Roger McGuinn con la sua I’m so Restless, gli Eagles  di Twenty One, il Bob Dylan di Chimes of Freedom riletto nella versione jingle jangle dei Byrds, Gram Parsons con la classica Return of the grievous angel e infine il James Taylor di Machine Gun Kelly (anche se il brano non è scritto da lui). Il cd si chiude con una commovente rilettura di uno dei brani pacifisti più belli di sempre, Last night  I had the strangest dream, che in questi tempi di terza guerra mondiale non dichiarata ci sta davvero bene.

“Time to start again” è invece un disco più personale, anche se contiene anche questo un paio di cover, Here Tonight di Gene Clark e Deputy Dalton scritta fra gli altri dal grande musicista Byron Berline. In questo cd Zanzi mette tutto il mondo che ama, dai brani strumentali, entusiasmanti cavalcate bluegrass dove si mischiano le corde d’acciaio di chitarre, mandolini, banjo, a canzoni dall’anima profonda. Buon esempio, ma non è la sola, è la splendida  Rivers of Sorrow, brano piano gospel dall’incedere superbo, che gonfia il cuore per l’emozione che sa comunicare.

E’ proprio musica che comunica buone vibrazioni, positività, bellezza. La stessa bellezza in cui Marco Zanzi è ritratto in copertina, immerso nelle montagne che ama, tra natura e silenzio. Un disco da ascoltare a lungo e da tenere altrettanto a lungo nel cuore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori