TU SI QUE VALES/ “Geronimo”: intervista agli Sheppard

- Claudia Cabrini

Presentiamo gli Sheppard, band rivelazione australiana composta da fratelli e sorelle che ha realizzato il tormentone “Geronimo”. L’intervista di CLAUDIA CABRINI

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Forse molti non lo sanno, o per lo meno non ancora. Perché se dici ‘Sheppard’ non sempre capiscono di cosa tu stia parlando. Ma se invece citi “Massì, quella canzone che oramai ascoltan tutti… Geronimo” allora attiri l’attenzione, in un batter baleno, di grandi e piccini, fan accaniti o meno.

Ecco allora, sappiate, per chi di voi ancora non li ha conosciuti, che dietro al successo musicale degli ultimi mesi, il tormentone di programmi tv quali ‘Tu si que vales!’ o pubblicità le più disparate, ci stanno tre fratelli giovanissimi, oltre che bravi, creativi e molto simpatici.

Loro sono gli Sheppard, un’amorevole famiglia di musicisti, cresciuta su di un’isola tanto sognata (da noi Italiani soprattutto) quanto… pericolosa. La loro favola è ad oggi ambientata in Australia, ma il passato li ha visti crescere in Papua, Nuova Guinea. Proprio lì sono nate le sorelle minori Amy ed Emma, perché il papà, ci raccontano, si era trasferito fin laggiù per lavoro. George Sheppard invece, il più loquace fra tutti, è nato in Australia, e si racconta insieme al suo coloratissimo gruppo, per spiegarci come mai tanto successo inaspettato.

Anche stavolta dietro ad una grande famiglia ci sta una grande mamma, tale Linda e, in questo caso, anche un manager di tutto rispetto come Michael Chugg, che forse può sembrar a noi sconosciuto, ma che al contrario in patria è la piccola leggenda dei musicisti che aspirano a qualcosa di grosso. Ho incontrato gli Sheppard da oramai qualche settimana, ma ve li racconto solo oggi per ricordarvi, soprattutto, che a grande richiesta tornano in Italia, ancora una volta, per far vibrare Milano ed emozionare i loro fan! Li ritroviamo il 12 Novembre, infatti, al Tube.

Stanno ancora finendo la colazione quando arrivo. Non li voglio interrompere, ma loro prontissimi abbandonano cappuccio e brioches e si dedicano al raccontarsi. Sono quattro nonostante si esibiscano in sei, mancano all’appello Dean Gordon e Michael Butler, ma i tre fratelli Sheppard e il mezzo italiano Jason Bovino ci sono eccome. Le due ragazze sono splendide. I capelli di Amy, azzurro acqua, conquistano la mia attenzione in modo particolare. Il sorriso di Emma è unico.

Prende parola George, simpatico e semplice quasi fosse lui ad intervistare me. “La nostra è una musica un poco indie pop, che ci rispecchia moltissimo. Siamo molto sorpresi ma anche onorati del successo che stiamo riscontrando” dice. “Vogliamo rendere la gente felice. Ecco quale vorremmo fosse lo scopo delle nostre canzoni! Farti ballare e farti sentire bene. Per questo quando ci dicono che cantiamo musica da ‘feel good’ non mi lamento. Anzi, ne vado fiero!” racconta.

Siete cresciuti in un’isola che per molti di noi rappresenta il sogno delle vacanze perfette; Papua. Ora siete stabili in Australia. Quanto i vostri viaggi hanno influito sugli Sheppard di oggi? “A Papua fa caldo, c’è tanto sole e vivi in completo relax” introduce George. “Forse anche per questo la nostra musica presenta delle armonie tanto ‘rilassate’, appunto”. 

Ma lo contraddice Amy che intervenendo ci racconta: “Purtroppo non è stato davvero facile vivere lì, a Papua. È un paese abbastanza pericoloso, con un tasso di omicidi altissimo, e di quasi dieci volte superiore a quello dei Paesi occidentali. I nostri genitori erano ovviamente molto protettivi nei nostri confronti. Vivevamo con il filo spinato al cancello. Però abbiamo imparato a convivere con chi era in difficoltà, e a capire quanto davvero noi fossimo fortunati. È stato certo un insegnamento grande. Ma non vi dico la libertà del poter camminare per strada! Ho capito questa fosse un dono prezioso solo arrivata in Australia. È stata una nuova esperienza irrinunciabile. Camminare per strada è proprio uno spettacolo!”. La particolarità ed il successo degli Sheppard credo stia anche e soprattutto nella loro indiscutibile genuinità. Il più vecchio ha 26 anni, e danno di sé un’immagine pari alla perfezione; giovani, belli, simpatici e con tanta voglia di fare. Alla moda ma mai banali, mai troppo né troppo poco. Gli Sheppard hanno successo perché sono come noi, e personalmente me ne felicito moltissimo. E sapete come hanno conquistato la vetta? Con tanti sacrifici, credendo che davvero l’idea di mollare non debba mai esser presa in considerazione. Così come hanno dimostrato lo scorso Maggio, con una visita quasi in giornata alla sede Universal di Milano. 

“Siamo atterrati, abbiamo preso un taxi per arrivare fin qui, e nella hall dell’etichetta abbiamo suonato e cantato con tutta l’emozione del momento. 5 canzoni, poi altro taxi e altro aereo. Siamo tornati a casa con la speranza che a qualcosa quella ‘toccata e fuga’ fosse servita” raccontano. E così è stato. Sono stati premiati per la loro determinazione e per la loro bravura. Per le loro facce pulite e per la loro capacità di trasmetterti quella carica di energia che in pochi ancora possiedono. 

“Pensavamo di proporre Let me down easy come grande singolo d’esordio. I nostri dirigenti hanno optato perGeronimo e beh, ad oggi, direi scelta azzeccatissima!” continuano.

Cosa pensate possa riservarvi il futuro? “Beh, credo potrei rispondere alla domanda citando niente di meno che la mia canzone preferita del disco. Ecco, allora, il meglio deve ancora arrivare!”, sorride Amy. 

Gli Sheppard sono irrinunciabili. Giovani come me, che di tutto fanno, pur di realizzare i loro sogni. Io il 12 Novembre sarò al Tube di Milano in prima fila. E voi?

So say GERONIMO!

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