IMAGINE/ Il vescovo: la pigra e falsa visione di John Lennon su religione e guerre

- La Redazione

Per il vescovo inglese Mark Davies, la canzone pacifista più amata al mondo, Imagine di John Lennon, dà una visione falsa e pigra del vero motivo delle guerre

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Immagine di archivio

Monsignor Mark Davies, vescovo cattolico di Shrewsbury in Inghilterra, nel suo messaggio natalizio ha citato e criticato fortemente la canzone Imagine scritta da John Lennon quando non era più nei Beatles e diventata nel corso dei decenni uno degli inni pacifisti più popolari di sempre, tanto che nel 1997 nel corso del congresso eucaristico venne cantata anche davanti a Giovanni Paolo II. Monsignor Davies ha invece colto nel segno il vero messaggio della canzone che ha definito “una pigra ripetizione della credenza del tutto infondata” che a causare le guerre sia la religione. Come si sa, nel brano in questione Lennon dice esplicitamente “immagina che non ci siano più le nazioni, niente per cui uccidere o morire e che non ci sia neanche la religione, immagina che tutta la gente viva la vita in pace”. Per il vescovo, questa è una “visione agghiacciante che ha ingannato il mondo sulle cause della guerra”. Le guerre del Novecento, ha detto invece, sono state tutte ispirate da ideologie secolari e anti cristiane, ricordando la prima guerra mondiale di cui quest’anno si ricorda il centesimo anniversario del suo inizio: “Le guerre dello scorso secolo che hanno portato le atrocità umane su una scala mai vista prima, sono state in gran parte ispirate da ideologie anti cristiane e laiche: in realtà è il peccato dell’uomo che sta alla radice della guerra”. In un momento storico, ha detto ancora, in cui scuole, uffici pubblici e istituzioni governative stanno cercando di cancellare ogni contatto tra la religione e le festività, vogliamo invece ricordare che alla base di cosiddette feste invernali ci sia la nascita di Cristo. Al proposito della canzone Imagine, va detto che lo stesso autore, cosa che nessuno invece cita mai, la definì “il manifesto virtuale del partito comunista”.



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