SANREMO 2014/ Chi è Luigi Naldini, che proclamerà la canzone in gara di Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots

- La Redazione

Tra i presenter della prima puntata di Sanremo 2014 c’è anche il professor Luigi Naldini. Dovrà annunciare quale canzone di Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots resterà in gara

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Foto: InfoPhoto

Tra i presenter della prima puntata di Sanremo 2014 c’è anche il professor Luigi Naldini, direttore dell’Istituto dedicato alla ricerca e alla terapia genetica Telethon San Raffaele di Milano. A lui spetterà il compito di annunciare quale canzone di Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots resterà in gara tra “Liberi o no” e “Tanto ci sei”. Naldini nasce a Torino nel 1959 e, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Torino, svolge un periodo di perfezionamento negli Stati Uniti. Specializzato in Scienze Citologiche e Morfogenetiche, il professore Naldini prosegue la carriera negli Usa.

Al suo ritorno in Italia dirige il Laboratorio di Terapia Genica per la cura e la ricerca del cancro, presso l’Istituto di Candiolo, in provincia di Torino. Dal 2008 è direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon, dedicato alla terapia genetica nella sede di Milano, continuando a esercitare presso l’Università Vita Salute di Milano come professore ordinario di Terapia Genetica e di Istologia. A lui si devono gli sviluppi sulla ricerca dei vettori ibridi lentivirali che derivano dal virus dell’HIV, ovvero dal virus che tutti noi sappiamo responsabile dell’AIDS.

La sua ricerca in campo genetico ha condotto specifiche ricerche sul trasferimento genetico di tali vettori in cellule non proliferanti, come sono quelle nervose. Partendo dal concetto che il virus HIV riesce a entrare nelle cellule trasferendo il proprio DNA, il professor Naldini ha rivoluzionato la scoperta, portandola da negativa a sfruttabile e inducendo i vettori a portare DNA “positivo” sulle cellule colpite da gravi malattie genetiche. Le scoperte hanno trovato applicazione nella prima sperimentazione mondiale sulla leucodistrofia metacromatica, gravissima malattia genetica. I risultati ottenuti sono incoraggianti e portano a proseguire la ricerca con fiducia. 

Circa 35 milioni di euro sono la somma investita dal 1999 fino ai giorni nostri da Telethon per la ricerca. Un dato importante, il quale affianca il sostegno prestato all’operato di ben 370 giovani ricercatori, impegnati nella ricerca sulle malattie genetiche. Anche se lo scopo principale di Telethon e della sua struttura risiede nel scoprire nuove cure per le malattie rare genetiche, non va dimenticata la possibilità offerta ai ricercatori di poter lavorare in Italia, portando avanti la ricerca nel proprio Paese.

Nelle interviste rilasciate sulla sua partecipazione al festival di Sanremo, Luigi Naldini ha dichiarato di sentirsi emozionato, in quanto calcare il palco è un’assoluta novità per lui, abituato a ben altri scenari professionali. Ciò che ha spinto il professore Naldini ad accettare la proposta della squadra autorale del Festival è stata la volontà di far conoscere la realtà della ricerca genetica e di renderla popolare e conosciuta al grande pubblico. La ricerca può andare avanti solamente con l’aiuto delle persone e, se essa viene per qualche ragione bloccata, si rischia di non garantire un futuro ai tanti pazienti che confidano nella scienza per curare le malattie di questa tipologia.

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