Analisi/ Il testo di ‘Un abbraccio unico’ di Ron, prima canzone del Festival di Sanremo 2014

- Angelo Oliva

Analisi del testo di ‘Un abbraccio unico’ di Ron. Anche Rosalino Cellamare partecipa al Festival di Sanremo. ANGELO OLIVA ha analizzato la sua canzone

cellamare_R439
Rin

Uno dei protagonisti più attesi di questa nuova edizione del festival di Sanremo é il cantautore Rosalino Cellamare in arte Ron, un artista sulle scene della musica italiana ormai da molto tempo. Una delle canzoni che l’artista presenterà in questa edizione del festival s’intitola Un abbraccio unico  che per bocca dell’autore sappiamo essere una ballata. Nonostante la stessa non sia ancora stata trasmessa, come nelle migliori tradizioni festivaliere, cercheremo di analizzare il testo e di capire la direzione artistica e stilistica dell’artista. In prima battuta leggendo le parole della canzone, ci si trova di fronte ad un vero e proprio lavoro di poesia. Già perché il testo ha un suo fascino e regge anche senza la musica. Potrebbe essere tranquillamente interpretata da un attore in teatro. Questo denota la grande esperienza nel costruire quell’alchimia magica che si chiama testo, nella quale i sentimenti vanno oltre la melodia. I meno neofiti direbbero che è una bella canzone in stile made in Italy. Come dargli torto. I canoni ci sono tutti, sono evidenti. Ma infondo é quello che i fan si aspettano dal loro beniamino, da Ron. E non dite che non avete mai ballato almeno una volta Attenti al lupo!

Ma entriamo nel vivo del testo. La canzone ha per protagonista l’amore o per essere più precisi, del concetto di amare più che di amore, uno degli argomenti più cari a Ron e che ritroviamo spesso nei suoi successi. 

So che prima o poi le cose cambiano / E troveremo il modo per uscire / Ci abitueremo presto a un’altra situazione / Si sa, è normale

Mi immagino una persona in casa, nella sua intimità, che nel suo spazio vitale riflette su ciò che lo circonda e su ciò che di più semplice e naturale c’è al mondo: la ricerca di qualcosa. Questa persona si pone delle domande su questo concetto e su come tutto intorno cambia, si muove e nonostante tutto ciò, ci si adatti e ci si abitui alle situazioni.

Ma quello che noi non sapremo mai spiegare / È il nostro inarrestabile vagare / Quel cercare quel qualcuno che diventi il senso / Di questo bisogno d’amore… amore

È un bisogno questa esigenza. Un bisogno che si traduce in una ricerca quasi interminabile. Cerchiamo la nostra metà, la nostra parte mancante, quella cosa, quel qualcosa oppure qualcuno che ci completi.  Che dia un senso a questo concetto impalpabile ma così presente nella nostra vita: amare.

Quell’abbraccio unico / Che vuol dire tutto

Un’ abbraccio, un gesto semplice, unico. Forse questo racchiude la vera natura della parola amare.  Forse alle volte non riusciamo a capire che in un gesto come questo, si può dire e raccontare molto. Molto di quel che abbiamo dentro e che a volte le parole non riescono ad esprimere ed a raccontare a pieno.

Quello sguardo complice / Che non trova mai le parole

Quella complicità che non necessita di parole. Che si comprende solo con uno sguardo e che rende le persone complici di verità mai dette ma reali. E come disse in passato l’artista “…non abbiam bisogno di parole, per spiegare quello che é nascosto in fondo al nostro cuore…”

Amare è poi un bisogno così naturale / Ma tante volte ci facciamo male / Noi che siamo così complicati e stupidi / Davanti all’amore

L’essenza della ricerca di questo naturale bisogno di amare a volte ci fa male. Siamo la somma delle nostre esperienze. A volte positive, a volte negative. Eppure nonostante amare sia una cosa naturale, siamo molto bravi a complicare le cose davanti all’amore (bugie, tradimenti, noia, quotidianità, etc.)

Lunga notte aiutami / A capire un po’ / Questo inarrestabile / Bisogno d’amore che ho / Lunga notte aiutami / A capire un po’ / Questo inarrestabile / Bisogno d’amore…

La notte. Il territorio privilegiato dell’amore. Quel momento della giornata, quel luogo in cui riusciamo a raccogliere i nostri pensieri. La notte. Quel concetto di oscurità, quel luogo dove non si riesce a vedere, a percepire perfettamente ciò che ci circonda e che spesso, nell’immaginario collettivo, ha una sua identità. Un’identità che possa aiutarci a farci comprendere ciò che a volte non si comprende, come l’inarrestabile bisogno di amare.

Ma quello che noi non sapremo mai spiegare / È il nostro inarrestabile vagare / Noi che siamo così complicati

In conclusione questa canzone, questa ballata come lo stesso artista l’ha definita, ci lascia con la possibilità di pensare e cercare di capire il senso della nostra natura più semplice ed istintiva. Di entrare e di godere di questa vera poesia come solo un grande artista di spessore come Ron sa fare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori