SANREMO 2014/ L’intervista ad Antonella Ruggiero: al Festival ritrovo l’Italia intera

- Angelo Oliva

La celebre cantante, una volta voce dei Matia Bazar, adesso una brillante carriera solista, racconta la sua voglia di fare musica ancora tutta intera. di ANGELO OLIVA

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Foto: InfoPhoto

In una atmosfera serena e cordiale, dopo vari tentativi, riusciamo a scambiare due chiacchiere con una delle protagoniste di questo 64esimo festival della canzone italiana. Lei è Antonella Ruggiero, storica cantante dei Matia Bazar, in corsa per la vittoria con la canzone Da Lontano.

Buongiorno Antonella Ruggiero. A sette anni di distanza da Canzone fra le guerre, torni sul palco dell’Ariston con due nuove canzoni Quando Balliamo e Da lontano, che l’altra sera ha vinto la votazione per la finale. Come ti senti? Sei contenta che abbiano scelto questa ?

Sì. Sono contenta che abbiano scelto questo brano. Ma se avessero scelto Quando Balliamo sarebbe stato lo stesso per me. In effetti sono 15 i brani che propongo dopo 10 anni in cui ho realizzato progetti di diversa natura, tra classica e popolare. Insomma, tanti viaggi musicali. Non realizzavo canzoni inedite forse da troppo tempo. Questa è l’occasione di presentare L’impossibile certo, il mio nuovo lavoro composto da brani a cui io tengo particolarmente. Soprattutto per i temi che vengono trattati. Esempio il sociale. Sono una cittadina italiana che ama questo paese e lo conosce da tempo. Abbastanza bene, devo dire, perché lo percorro da una vita e so quanta bellezza c’è e quante belle persone e capacità vengono messe in un angolo. Soprattutto in questo periodo.

Sembravi molto tranquilla sul palco dell’Ariston. Sicuramente è segno della tua grande esperienza ma, secondo te è cambiato il festival di Sanremo? E se sì, in che modo? Si sta dando la giusta importanza alla musica?

Direi di sì. Si sta dando importanza alla musica e sopratutto alle nuove generazioni. Trovo che questo sia giustissimo. Più del 90% del cast di quest’anno è composto da giovani ed è giusto far ascoltare ciò che hanno da dire. Sanremo è l’Italia. Mi sono resa conto che tutte le volte che vengo qui trovo un’Italia diversa, profondamente diversa. Quel che stiamo vivendo in questo momento é molto pesante e quindi questa edizione contiene una buona parte di questo realismo.

Nel tuo nuovo lavoro “L’impossibile Certo” ci sono collaborazioni molto particolari, come quella con De Luca e Travaglio. Momento unico o prologo di una nuova continuità? Ci racconti?

Chissà. Il futuro non lo conosco. Prima di tutto, stimo queste persone e ho osservato il loro lavoro in questi anni. Ognuno di loro aveva una storia da raccontare, importante. Per l’impegno. Per una visione che mi vede partecipe. In fondo la mia vita é fatta di collaborazioni quindi non ne escludo altre in futuro. E’ dal 96 che continuo a collaborare in modo libero con un mondo meraviglioso con progetti che, aimé, le radio ed i media poco passano. Progetti particolari che amo molto e che il pubblico ama quando viene ai miei concerti. 

Forse potresti spiegarmelo tu?

Non saprei cosa risponderti, non vi nego un piccolo imbarazzo. Provo a continuare con disinvoltura.

Hai in progetto una tournée dopo il Festival?

Diciamo che ormai da molti anni non faccio tournée legate al disco in uscita. Mi muovo costantemente con i miei innumerevoli progetti. I concerti sono diversi e di natura diversa. Con musicisti che provengono da ambienti e mondi musicali talmente lontani in apparenza , ma che poi trovano un punto d’incontro. In fondo la bellezza della musica é proprio questa.

Quando é nata questa tua passione per la musica e quando si é trasformata in lavoro?

Da subito, da bambina. Fortunatamente sono nata in una famiglia dove si amava la musica, una casa sempre piena di suoni, di melodie. Mi é bastato poco. E’ sempre stata parte della mia vita. Ad un certo punto mi sono accorta, conoscendo i colleghi con cui ho iniziato la mia carriera, i Matia Bazar, che sarebbe potuto diventare una bellissima professione. Per fortuna fino ad oggi non mi sono ancora fermata. Se parti e parti bene non la puoi abbandonare. Anche se c’è modo e modo di fare musica. Ho una visione più “artigianale” di questo mestiere che “industriale”, senza scorciatoie. Sopratutto nell’arte. Serve tempo, passione e piccoli passi per diventare uno che ha qualcosa da dire. Non è solo cantare, recitare e scrivere perché il rischio é cadere e farsi male.

 

Ma dove trovi tutta questa energia per metterti ogni volta nuovamente in gioco?

 

Nella mia testa! Sono molto serena e distesa in questo momento. Forse la maturità porta a questo. Fa parte della mia natura. E’ l’unica modalità giusta per me.

 

Salutiamo Antonella Ruggiero con riverenza e tanta ammirazione per la sua disarmante semplicità. Le auguriamo un grosso in bocca al lupo per la gara e siamo sicuri che un’artista completa come lei ci riserverà ancora grandi sorprese.

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