SANREMO 2014/ L’intervista a Renzo Rubino: vincere? In questo lavoro non si vince nulla, si fa per la musica

- Angelo Oliva

Lo scorso anno vincitore nella categoria delle Nuove proposte, quest’anno gareggia nei Big: vincerà anche questa volta? L’intervista a RENZO RUBINO di ANGELO OLIVA

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Un altro cantante in gara in questa 64esima edizione del Festival di Sanremo ad essere tra i favoriti al podio è Renzo Rubino. Lo raggiungiamo in albergo dopo le prove dell’esibizione che vedremo fra poco in diretta su RAI uno. Sorridente ed ironico come sempre risponde con energia e trasporto alle nostre domande.

Allora Renzo. Lo scorso anno gareggiavi tra i Giovani. Oggi sei tra i Big. Una rivincita?

No. Per me é una continuazione. Un percorso che prosegue. Senza dimenticare nulla e nessuno. Un percorso fatto di dischi, di concerti dal vivo e spero quest’estate di farne di più. Quest’anno il Festival è un regalo. Un ulteriore conferma arrivata ed inaspettata, che premia il nostro lavoro. Quello fatto con gli amici che con me, hanno composto questo Secondo Rubino.

Cosa ne pensi della scelta di “Ora”? Avresti scelto anche tu la stessa oppure avresti preferito “Per sempre e poi basta”?

Sono due canzoni profondamente diverse. Un po’ come dire ti piace di più la bionda o la bruna? Sono due bellezze diverse. “Ora” é la canzone che ha più groove. “Ora”é la ragione. Mentre “Per sempre e poi basta” é il cuore. E’ passata la ragione piuttosto che il cuore. Non so, mi piace pensare che l’applauso sia stato fatto ad entrambe le canzoni e che alla fine siano passate insieme.

Rispetto all’altro anno ho visto in te un p’o più di emozione nell’affrontare il palco dell’Ariston. Mi sbaglio?

Veramente ti dirò che non ero emozionato, o meglio, avevo tanta adrenalina. Quella che un palco come questo del festival ti procura. Ma avevo anche grinta e voglia di cantare il mio pezzo. L’emozione é arrivata dopo, quando é finita la canzone ed é arrivata la risposta del pubblico. E’ stata la cosa che mi ha preso di più. Ho vacillato un momento ma é stato molto bello.

Ieri sera ci sei piaciuto molto con l’omaggio a Giorgio Gaber.

Con Gaber é stato un amore a seconda vista. Ho avuto la fortuna di partecipare al premio Gaber l’estate scorsa. E’ stata uno dei momenti più belli che abbia mai vissuto. Ho deciso quindi di cantare Non arrossire per la bellezza e la semplicità che il brano trasmette. E poi con Simona Molinari, che per me rappresenta il sole con la sua bellissima voce, ho voluto portare il sole. Sono contento che questo sole sia arrivato.

E’ uscito in questi giorni Secondo Rubino, il tuo nuovo disco.

Sicuramente il mio più bel secondo disco che abbia mai fatto. Contiene 11 brani in stile Rubiniano. E’ fatto veramente con amore e con lo stomaco. Mi sono chiuso con i miei amici musicisti, giovani come me, in cantina, come si faceva una volta. Abbiamo fatto musica senza pensare a nulla. Il risultato é un disco forte secondo me, bello per le melodie, sincero per quanto riguarda le storie e diverso ma omogeneo nel suo insieme rispetto a Poppins, che era una valigia, una sorta di biglietto da visita.

Hai in programma una tournée?

Si, con uno spettacolo colmo d’ironia e ci si diverte, si piange e si ride. E’ un viaggio. Partiremo il 10 aprile da Brescia per poi continuare con Padova, Napoli, Bologna, Firenze, Salerno, Martinafranca, il Blue Note di Milano, insomma avrò modo di divertirmi e fare divertire. E poi il teatro in se é il luogo dove riesco ad esprimermi al meglio. Voi verrete vero?

 

Ci puoi contare (sorride). Che consiglio daresti ad un giovane come te che vuole avvicinarsi alla musica?

Prima di tutto di non puntare a vincere. In questo lavoro non si vince nulla. Si fa. Bisogna fare musica. Bisogna chiedersi perché lo faccio. Io faccio questo ma per quale motivo? Non bisogna mai tradire la propria musica. Mai la propria spontaneità la propria sincerità. Quando vado a dormire sono sereno e fiero con me stesso. Magari non vendo 200 mila copie di dischi pero la mia musica e vera e sincera. E’ quella punto. Mai essere burattini, ma persone. Cercando di fare sempre tutto al meglio. Sai in realtà non volevo fare questo nella vita. Volevo recitare, fare teatro. Mi sono trovato a fare questo per divertimento e ad un certo punto ho fuso le due cose. Poi ho avuto fortuna nel trovare le persone giuste. In un mondo di avvoltoi le persone giuste ti fanno fare passi in avanti. Quelle giuste. Quelle persone che hanno voglia di farti conoscere senza chiedere mai nulla in cambio.

 

Lo scorso hanno ti pronosticai la vittoria in anticipo. Dato che la profezia si é avverata, quest’anno vogliamo fare il bis?

 

E qui – scongiuri di rito – ci tocchiamo.

 

Salutiamo Renzo Rubino con tanta allegria e ci auguriamo veramente di poterlo vedere nelle posizioni più alte della classifica di questo Festival. E’ bravo, simpatico al punto giusto ma, soprattutto, lo merita.




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